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03 keywords and requirements

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PSCE2018 Slides - del 5 marzo 2018

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03 keywords and requirements

  1. 1. TRADITIONAL PRESENTATION (il corso PSCE 2015-16-17)0
  2. 2. PSCE 2017 Il corso siete voi
  3. 3. PSCE 2016 Il corso siete voi
  4. 4. PSCE 2015 Il corso siete voi
  5. 5. Obiettivo del corso (da sempre) inventare un sistema costruttivo innovativo (per applicazioni edili)
  6. 6. Parole chiave 2016 Creatività Fattibilità e affidabilità Comunicazione Organizzazione del lavoro E icona nazionale di riferimento
  7. 7. Parole chiave 2016 Creatività Fattibilità e affidabilità Comunicazione Organizzazione del lavoro E icona nazionale di riferimento
  8. 8. Parole chiave 2016 Creatività Fattibilità e affidabilità Comunicazione Organizzazione del lavoro E icona nazionale di riferimento
  9. 9. Parole chiave 2016 Creatività Fattibilità e affidabilità Comunicazione Organizzazione del lavoro (project management) E icona nazionale di riferimento
  10. 10. Il vostro lavoro (da sempre)? Una relazione approfondita• Una spiegazione efficace della vostra idea•
  11. 11. Una nuova parola chiave (2017) DISRU PTIVE
  12. 12. La relazione descrittiva? Dimostra che le scelte sono adeguate e le racconta
  13. 13. Non esiste un formato
  14. 14. Ma esistono dei contenuti minimi Un• riassunto per dirigen. (execu%ve summary, di 2 pagine) Un• rendiconto de5agliato del percorso seguito La• descrizione de5agliata del vostro sistema (ogge5o/prodo5o/sistema di prodo;) La sistema<ca• verifica di de3aglio del funzionamento del sistema proposto Gli studi per• l’applicazioni in edilizia
  15. 15. Il percorso seguito • Alcuni passaggi fondamentali : – Uno stato dell’arte sistematico, basato su di un’approfondita ricerca di prodotti antecedenti e competitori, bibliografia di riferimento, trend … – La definizione sistematica del briefing ovvero degli obiettivi (specifici, di gruppo) del progetto (aggiornata e rivista). – Tre fasi di gruppo: ISPIRAZIONE, IDEA e SOLUZIONE (le date le negoziamo)
  16. 16. Oltre la relazione • Una brochure “commerciale” o infografica • Una sintesi tecnica in due slide di ppt • Un modello 3D • Un manuale di montaggio/utilizzo del prodotto • Un video esplicativo max 180’’ • Un modello fisico In neretto quello da fare tutti Tutto caricato in cartelle di consegna BEEP insieme alle presentazioni
  17. 17. Il percorso Le• idee di partenza e il loro sviluppo La costruzione dello• stato dell’arte e del contesto compe00vo Gli eventuali• incontri significa6vi
  18. 18. I lavori individuali-collettivi • CARD del corso (gli obiettivi dei singoli gruppi saranno “formattati” alla stessa maniera (CARD tipo IdeoCard): le carte migliori – nome e cognome – saranno raccolte in un “mazzo” PSCE) • Ricerca innovatori (FBGroup) (ogni settimana, ciascun gruppo dovrà scrivere 2-4 brevi post all’interno del gruppo FB – se qualcuno è allergico ai social, lo faremo noi – su innovazioni e innovatori ispiratori) • Collezione Interventi (ciascuno studente dovrà redigere un report – personale – su uno degli interventi esterni organizzati)
  19. 19. RELAZIONE: obiettivi=verifiche • Gli agenti della sollecitazione strutturale, il comportamento e le prestazioni meccaniche • Il comportamento e le prestazioni termiche (non solo isolamento… controllo solare ...) • Il comportamento e le prestazioni: – Di tenuta all’acqua e all’aria – Acustiche – Impatto ambientale/sostenibilità ...
  20. 20. RELAZIONE: obiettivi=verifiche • Il montaggio, le tolleranze, la continuità delle prestazioni • Il packaging e il trasporto • Smaltimento, Riuso, Riciclo • Costi di realizzazione, industriali e nel ciclo di vita • Analisi di mercato e fattibilità economica
  21. 21. Le lezioni … • … non sono delle lezioni (il corso siete voi) ma degli incontri pubblici + riserva9 (di gruppo) Dovete essere pron9 a raccontarvi SEMPRE• almeno in un minuto in pubblico (dubbi, avanzamen9, proposte) o più, se richiesto Ci saranno degli interven9 esterni. È gradito• ricevere proposte … realizzabili di incontri.
  22. 22. I pecha kucha • April the ?th • May the ?th • June the ?th
  23. 23. 5 parametri di valutazione finale del lavoro di gruppo • Innovatività dell’idea • Completezza delle valutazioni prestazionali e di applicabilità nel contesto edilizio • Livello di approfondimento dello sviluppo industriale/produttivo del sistema • Completezza della documentazione/materiale presentato • Efficacia della presentazione
  24. 24. E qualche spiritosaggine …
  25. 25. Lasciate ogni certezza acquisita Imparate a costruirvene di nuove
  26. 26. disimparare e reimparare «The illiterate of the 21st Century will not be those who cannot read or write, but those who cannot learn, unlearn and relearn» [Gli analfabeti del XXI secolo saranno coloro che non sanno imparare, disimparare e reimparare] (Alvin Toffler, 1928, USA)
  27. 27. Il TEMA 2017 Abbiamo deciso di indirizzare il vostro lavoro: • Sistema costruttivo (KIT) per la realizzazione di abitazioni POST-EMERGENZA – Materiali a base cementizia – Materiali metallici – Legno e materiali a base di legno – Altro (economia ri-circolare)
  28. 28. KEYWORDS and requirements (lettura delle parole chiave 2018)1
  29. 29. OBIETTIVI GENERALI (fare qualcosa che sia …)
  30. 30. PERFORMANTE/EFFICACE/OTTIMIZZATO OTTIMIZZAZIONE
  31. 31. POLIVALENTE/ADATTABILE/FLESSIBILE C L I M A 9
  32. 32. INTELLIGENTE (smart) e INNOVATIVO
  33. 33. SEMPLICE/POVERO T E C N O L O G I E S E M P L I C I 6 SEMPLESSITA’
  34. 34. SOSTENIBILE SOSTENIBILITÀ https://pixnio.com/it/animali/insetti-it/immagini-volare/fiore-natura- pianta-insetto-dente-di-leone-erba https://pixabay.com/it/social-media-sociale-reti-2314696/ http://www.confcooperative.it/LInformazione/Archivio/bilancio-di-sostenibilit224 1 2 3 4 AMBIENTALE ECONOMICA SOCIALE
  35. 35. RESILIENTE
  36. 36. CONFORTEVOLE MAGARI VEDI EFFICACIA/PRESTAZIONI
  37. 37. CONCRETO/PRATICO
  38. 38. BELLO
  39. 39. COSTRUIBILE/MANUTENIBILE DECOSTRUIBILE F A C I L E C O S T R U Z I O N E E M A N U T E N Z I O N E 13 D I S M I S S I O N E 14
  40. 40. STRADE E SOLUZIONI
  41. 41. PREFABBRICAZIONE
  42. 42. INTEGRAZIONE CON LA NATURA
  43. 43. EFFICIENZA ENERGETICA Fonti rinnovabili Passività
  44. 44. EFFICIENZA AMBIENTALE M A T E R I A L I R I C I C L A B I L I 7
  45. 45. INTEGRAZIONE FUNZIONI INTEGRAZIONE di Impianti Struttura Rivestimento INTEGRAZIONE http://www.progettocmr.com/approccio 1 2 3 4
  46. 46. SBALORDIMENTO ESTETICO PERTURBAZIONE DELLA FORMA. LE CUBE ORANGE – LYON Progettisti: Studio di Architettura Jakob + MacFarlane “ «L’architettura contemporanea basa la sua esistenza nelle tecniche costruttive che tutto devono modificare, appoggiandosi al funzionalismo per realizzare la metamorfosi desiderata.» - Oscar Niemeyer
  47. 47. CREATIVITA’, INNOVAZIONE, CORAGGIO S P E R I M E N T A Z I O N E 8
  48. 48. ASPETTATIVE relative al corso PSCE Promozione Comunicazione Originalità ASPETTATIVE QUALITA’ DEL PROGETTO
  49. 49. IL PROGETTO SCHEDE DI PROGETTO 20172
  50. 50. LE CARTE
  51. 51. Business card
  52. 52. Post card
  53. 53. Exploring Cards Language Cards
  54. 54. Post-it Vedi anche “K-J brainstorming method”, by Jiro Kawakita Empty cards
  55. 55. Method cards Definition of the problem Specify needs to be satisfied Find a solu7on (crea7vity) Prototype the solution Check of ot works Method cards may be used to inspire the specification of all the NEEDS to make a project innovative and effective
  56. 56. The cards (2003) are divided into four categories: Learn, Look, Ask, and Try (see this site). method cards Method cards may be used to inspire the specification of all the NEEDS to make a project innovative and effective: IDEO CARDS are “people centered”
  57. 57. IDEO Method cards: total 51 h4ps://www.ideo.com/post/method-cards
  58. 58. A nice picture, often ironically, identify a need cathegory and a method to be apply for a more correct design. https://www.ideo.com/post/method-cards
  59. 59. 2005 ARUP realize its firs DRIVERS of CHANGE cards for supporting clients and distribute info about … the future among partners (with FORESIGHT). • Duncan Wilson • Anna Maria Orru • Chris Luebkeman • … many others Gustavo Gili (publisher) prints and distributes the ARUP FORESIGHT CARDS: trends cards to support any discussion about a project 2006
  60. 60. ARUP’s drivers of change CARDS Are• very general (five main cathegories of drivers): SOCIAL• TECHNOLOGICAL• ENVIRONMENTAL• ECONOMIC• POLITICAL• 1. Ageing population 2. Communication (languages) 3. Education for all 4. Fear 5. Future household 6. Holistic wellness 7. Identity 8. Literacy 9. Personal productivity 10. Population distribution
  61. 61. ARUP’s drivers of change CARDS • Are very general (five main cathegories of drivers): • SOCIAL • TECHNOLOGICAL • ENVIRONMENTAL • ECONOMIC • POLITICAL 1. Atomic engineering 2. Biometric ID 3. Biomimetics 4. Biotech society 5. Connected communities 6. Energy infrastructure 7. Preventive care 8. RFID (radio freq.identification) 9. Smart dust 10. Wearable computing
  62. 62. ARUP’s drivers of change CARDS • Are very general (five main cathegories of drivers): • SOCIAL • TECHNOLOGICAL • ENVIRONMENTAL • ECONOMIC • POLITICAL 1. Aviation equitably taxed 2. Consumption localization 3. Disposable quality goods 4. Ecological footprint 5. Endangered species 6. Energy use 7. Travel 8. Urbanization 9. Waste 10. Water
  63. 63. ARUP’s drivers of change CARDS • Are very general (five main cathegories of drivers): • SOCIAL • TECHNOLOGICAL • ENVIRONMENTAL • ECONOMIC • POLITICAL 1. Airport shopping 2. Containerized cargo 3. China trade 4. Consumer debt 5. Democratization of luxury 6. Digital currency 7. Wealth gap 8. Migration 9. Outsourcing
  64. 64. ARUP’s drivers of change CARDS • Are very general (five main cathegories of drivers): • SOCIAL • TECHNOLOGICAL • ENVIRONMENTAL • ECONOMIC • POLITICAL 1. Asianization 2. Compensation culture 3. Ethical investment 4. Global governance 5. Food legislation 6. Pensions 7. Strife 8. Surveillance society 9. Trading blocs 10. The vote
  65. 65. DRIVERS OF CHANGE 2009
  66. 66. DRIVERS OF CHANGE 2009 From the five cathegories (2006) SOCIAL SEED• TECHNOLOGICAL SEED• ENVIRONMENTAL SEED• ECONOMIC SEED• POLITICAL SEED• To the 10 CHAPTERS (2009) Now Publication: http://www.driversofchange.com/publications/
  67. 67. LE SCHEDE 2017
  68. 68. A PSCE task • TO DEVELOP A PSCE2017 DECK realizzare il mazzo di carte PSCE 2017 • Within Easter Holiday we will DEFINE THE TOPICS • Each one of you will develop the card (authors’ name traced)
  69. 69. ONE card ONE KEYWORD A more detailed 4tle, in very few words One picture May be a text here May be a text here May be a text here May be a text here May be a text here May be a text here or may be not … SAME KEYWORD Text text text text text text text text text text text text text text text text text text text text text text text text text text text text text text text text text text text text text text text text text text text text text text text text text text text text text text text text text text text text text text text text text text text text text text text text text text text text text text text text text text text text text text text text text text text text text text text text text text text text text text text text text text text text text text text text text text text text text text text text text text text text text text text text text text text text text text text text text text giving explanation. text text text text text text text text text text text text text text text text text text text text text text text text text text text text text text text text text text text text text text text text text text text text text text text text text text text text text text TWO faces
  70. 70. LE SCHEDE 20173
  71. 71. IGIENE DELL’AMBIENTE CONFINATO L’igiene dell’ambiente confinato è fondamentale per il benessere delle persone che lo abitano dato che nei paesi industrializzati la popolazione trascorre circa il 90% del proprio tempo in un ambiente chiuso. https://tecnichedellaprevenzioneunipa.wordpress.com/2009/11/03/slide-digiene-del-prof-giuseppe-calamusa/
  72. 72. IGIENE DELL’AMBIENTE CONFINATO Descrizione e definizione L’ igiene dell’ambiente confinato si occupa della tutela della salute dell’uomo negli ambienti di vita confinati, che sono soggetti a inquinamento. Lo stato di igiene è legato a rilascio di gas tossici, presenza di umidità, inquinamento dell’acqua, rumore, ambiente termico. Parametri di controllo Per controllare i parametri sopra citati è necessario verificare che i materiali abbiano diverse caratteristiche come tenuta all’acqua, resistenza alla corrosione, tenuta all’aria, apparecchi igienico sanitari con forma e dimensione per facilitare la pulizia. La classificazione può avvenire attraverso le classi di appartenenza ai vari requisiti, con misure e rilevazioni apposite. Tenere conto delle normative: D.Lgs 502/92 dipartimento di prevenzione L.493/99 prevenzione delle cause di nocività negli ambienti di vita. Interpretative document No. 3: Hygiene, health and the environment
  73. 73. Funzionalità, fruibilità, abitabilità degli spazi L’abitazione deve essere concepita e realizzata in modo tale da garantire la massima fruibilità degli spazi tramite un’adeguata articolazione spaziale
  74. 74. Per valutare la funzionalità, la fruibilità e l’abitabilità di un abitazione post- emergenza ci si basa sulla presenza di adeguate altezze e superfici dei locali, di determinate dotazioni e sul numero di opzioni distributive. Relativamente ai tre requisiti presi in considerazione un abitazione può essere considerata rispondente ad essi in tali misure: Classi relative alpunteggio: Superfici Num. persone Smax Smin S 2 42mq 28mq 3 63mq 42mq 4 84mq 56mq 5 105mq 70mq 6 126mq 84mq Altezza interna dei locali Hmin Hmax H 2,70m 3,5m SUPERFICIE Punti S>=Smin S<=Smax 10 S<Smin S>Smax 0 ALTEZZA Punti H>=Smin H<=Smax 10 H<Smin H>Smax 0 MODULARITA' Punti No modularità 0 Num. modi assemblaggio moduli= 1 10 Num. modi assemblaggio moduli>= 1 20 DOTAZIONI Punti mc per deposito oggetti per persona=>1mc 20 Predisposizione a ospitare portatori di handicap 20 Presenza del bidet 20 CLASSE A+ = 90 CLASSE A = 90 CLASSE B ≥ 70 CLASSE C > 20 CLASSE D = 20 Nota: 20 punti relativi a H e S sono obbligatori Funzionalità, la fruibilità e abitabilità degli spazi
  75. 75. Costo di Realizzazione Il costo di realizzazione di un’opera rappresenta la somma di tutti gli elementi che compongo la stessa, partendo dalle materie prime fino ad arrivare al costo della mano d’opera utilizzata per la sua realizzazione 123RF
  76. 76. Costo di Realizzazione Descrizione e definizione I costi di realizzazione sono tutti i costi che l‘impresa deve sostenere per realizzare una determinata produzione di beni e servizi, essi sono composti principalmente da tre voci: • Il COSTO DEI COMPONENTI e del loro assemblaggio (ottenibili dai prezziari delle opere civili degli enti pubblici o delle C.C.I.A.); • Il RISCHIO rappresenta la somma di vari costi che servono per realizzare l’opera. Tra cui q Il costo di progettazione (5%) q Il costo di messa a punto del sistema (ricerca e sviluppo + industrializzazione) (10%) q Il costo di commercializzazione del prodotto (25%) • L’UTILE d’IMPRESA è invece quanto l’impresa è in grado di poter guadagnare dalla commercializzazione del prodotto e sarà proporzionale alle unità prodotte (10%) Nel file excel che si allega si prega di inserire i valori ottenuti dai vostri computi metrici per ogni sottocategoria indicata, così da avere una valutazione ed un confronto dei sistemi proposti. Nel primo foglio si inseriranno poi le quantità presenti per ogni tipologia di unità abitativa e la loro superficie per ottenere il prezzo medio al metro quadro del modulo abitativo che poi verrà classificato in fasce in base a tale fattore Per stabilire le fasce di classificazione siamo partiti dal prezzo di 1.075 €/mq (contratto Consip del 25 maggio 2016 per “fornitura, trasporto, montaggio di Sae - soluzioni abitative in emergenza” per il terremoto di Amatrice). Il prezzo così ottenuto è stato poi ridotto in maniera indicativa del 25% considerando l’incidenza dei costi di trasporto e montaggio che non interessano questa scheda per ottenere quindi un prezzo di 810 €/mq. Le fasce quindi saranno: FASCIA ECONOMICA: da 0 €/mq a 540 €/mq FASCIA MEDIO BASSA: da 540 €/mq a 810 €/mq FASCIA MEDIO ALTA: da 810 €/mq a 1210 €/mq FASCIA ALTA: da 1210 €/mq a oltre
  77. 77. Il comfort acustico all’interno di un edificio può essere considerato sia da un punto di vista soggettivo (percezione del rumore) che oggettivo (parametri fisici misurabili). Le scelte progettuali che influenzano tale parametro riguardano: • i materiali • la geometria dell’involucro • la qualità di posa in opera Il rumore può trasmettersi sia per via aerea che attraverso i materiali che compongono i pacchetti di chiusura. Le normative specificano diversi valori di prestazione che devono essere garantiti dall’involucro in base alla destinazione d’uso dell’edificio. Comfort acustico
  78. 78. Per quanto riguarda la stima oggettiva del comfort acustico, esistono due parametri che influenzano la progettazione dell’involucro: • POTERE FONOISOLANTE (dB) Dipende dai materiali che compongono la stratigrafia adottata, può essere stimato attraverso la legge della massa: R = 20 log (f ∑Ms) – 48 • ISOLAMENTO ACUSTICO (dB) Esprime la differenza tra i livelli di pressione sonora (misurati in dB) presenti tra due ambienti. D2m,nT,w = Rw’ + ∆Lfs + 10 log (V / 6T0S) Dipende da: - Potere fonoisolante apparente (calcolato a partire dal precedente) - Forma dell’edificio - Volume dell’ambiente - Tempo di riverbero - Superficie della facciata NB: durante la fase di realizzazione si dovrà fare particolare attenzione alla posa in opera dei vari elementi poiché uno studio approfondito dei paramenti citati viene vanificato dalla presenza di criticità.
  79. 79. Estetica e Inserimento nel Contesto Il Grande Cretto di Gibellina, (1985-1989 parziale, 2015 totale) Alberto Burri
  80. 80. La tradizione classica riconduce la dimensione estetica dell'architettura alla ricerca dei concetti di ordine, misura e proporzione. Tale concezione viene decostruita, ampliata. L'inserimento nel contesto urbano si pone come strategia di collocamento di una complesso edilizio in accordo con le caratteristiche peculiari proprie di un territorio. Possono essere individuati vari livelli di inserimento: • Livello geografico: orientamento rispetto ai punti cardinali, valutazioni tecniche di suolo e sottosuolo • Livello urbanistico: rispetto dei vigenti piani regolatori • Livello culturale: studio dell'impatto percettivo dell'opera, rispetto di tradizioni locali(usi e costumi) • Livello tecnico-costruttivo: utilizzo di materiali reperiti in loco, tecniche costruttive in accordo con le 'abitudini' locali • Livello ambientale: impatto ambientale La dimensione estetica di un'opera architettonica diventa, quindi, un'esperienza dello spazio architettonico effettuata dall'uomo mediante i sensi, emotiva e sensibile e presuppone che lo spazio sia inteso quale elemento dell'abitare umano. Il ritmo architettonico è in gran parte prodotto da un alternanza di verticalità, orizzontalità, profondità, frontalità secondo contrasti in mutamento. Tali contrasti riscontrabili in architettura - complesso edilizio- sono: • Pieno/vuoto • Dentro/fuori • Vicino/lontano • Aperto/chiuso • Ombra/ luce • Raccoglimento/dispiegamento, Vengono aggiunti i ritmi propri dell'universo: stagionali, giorno/notte e rituali propri della vita sociale. Tale processo estetico-architettonico coinvolgerà l'uomo totalmente, dalla progettazione fino alla fruizione.
  81. 81. Senso di appartenenza e personalizzazione La possibilità di appropriarsi di uno spazio, anche personalizzandolo, è fondamentale per creare nel suo utilizzatore un senso di appartenenza e attaccamento emotivo che lo spingano a «prendersi cura» dell’edificio che lo contiene, anche mantenendolo funzionale nel corso del tempo.
  82. 82. Senso di appartenenza e personalizzazione. Descrizione Con questo requisito si intende soddisfare l’esigenza delle persone colpite da un disastro (naturale o antropico), che hanno bisogno, in situazione di post- emergenza, di un luogo da sentire proprio. A questo fine si vuole dare la possibilità di personalizzazione di parti non strutturali, non di arredo. Parametri di controllo Possibilità di modificare con operazioni semplici di manutenzione o interagendo nella fase di montaggio: 1. Colorazione delle pareti interne e soffitto aree notte 2. Colorazione delle pareti interne e soffitto area giorno 3. Possibilità di inserire arredi e attrezzare pareti 4. Finitura della pavimentazione 5. Colorazione della facciata esterna. Si definisce un INDICE e una CLASSE di personalizzabilità del sistema costruttivo, che si valuta come segue: Referenze Michele Italiano Prof. De Angelis Enrico 1. Colorazione delle pareti interne e soffitto aree notte 15 2. Colorazione delle pareti interne e soffitto area giorno 15 3. Possibilità di inserire arredi e attrezzare pareti 15 4. Finitura della pavimentazione 20 5. Colorazione della facciata esterna 35 CLASSE A+ ≥ 75 CLASSE A ≥ 60 CLASSE B ≥ ≥ 45 CLASSE C ≥ 30 CLASSE D ≥ 15
  83. 83. Costi e complessità di montaggio I principali parametri che regolano l’oscillazione del costo di montaggio di un kit sono la tipologia delle attrezzature necessarie al montaggio, il livello di specializzazione della manodopera e il tempo richiesto dell’operazione. Tutti questi fattori hanno una stretta correlazione con il concetto di complessità di montaggio. http://lego.brickinstructions.com/.com/
  84. 84. Costi e complessità di montaggio Descrizione L’analisi del costo di montaggio è attuabile attraverso parametri di controllo che sono strettamente correlati alla complessità di montaggio di un kit. Parametri di controllo Un primo parametro è rappresentato dalle attrezzature necessarie alla messa in opera del kit in questione. Un sistema che richieda l’utilizzo di grandi macchine di movimentazione risulterà più oneroso se confrontato con un più semplice sistema che richieda movimentazione manuale. Risulta chiaro che il costo di montaggio ha una stretta correlazione con il concetto di facilità di montaggio; Una tecnologia facile da montare richiederà della manodopera non specializzata e quindi a buon mercato. Molte attuali tecniche permettono addirittura che il montaggio del kit possa essere eseguito dall’utente finale stesso. Spesso la facilità di montaggio influisce anche sulla velocità di montaggio; non bisogna sottovalutare questo aspetto soprattutto nell’ambito della costruzione di abitazioni post- emergenza. I principali fattori che a loro volta influiscono sulla facilità di montaggio sono la modularità e l’intuitività di una tecnologia. Metodo di classificazione Il metodo seguente prevede l’individuazione dell’economicità del montaggio di un kit tramite la somma dei valori assegnati ai tre parametri di controllo (attrezzature, manodopera, tempo) secondo la seguente tabella. Quale tipologia di attrezzatura è necessaria? (nessuna attrezzatura, attrezzature senza motore, macchinari a motore) 0 1 2 Qual è il livello di specializzazione della manodopera? (nessuna manodopera*, manodopera non specializzata, manodopera specializzata) 0 1 2 Qual è il tempo necessario per il montaggio? (meno di 1 giorno, meno di 5 giorni, più di 5 giorni) 1 2 3 Economico Costoso 1 2 3 4 5 6 7 *l’utenza finale provvede nel montare autonomamente più del 50% del kit ( struttura, chiusure e partizioni )
  85. 85. La trasportabilità di un KIT viene misurata attraverso i costi dell’operazione di portare una soluzione dalla fabbrica al sito. Questi sono legati al peso ed alle dimensioni dei prodotti, e quindi al loro packaging. Per valutare la facilità di trasporto in opera si prende in considerazione la capacità del sistema di compattarsi per il trasporto. Costi e facilità di trasporto https://it.wikipedia.org/wiki/Il_castello_errante_di_Howl
  86. 86. Gr02_Armano_Costi e facilità di trasporto Descrizione e definizione La trasportabilità di una soluzione abitativa è la sua attitudine ad esser trasportata. Nella maggioranza dei casi, per misurare questa si usa il volume o il peso. Parametri di controllo Ipotizzando una distribuzione omogenea dei comuni sul territorio, i costi e la facilità di trasporto vengono valutati secondo il numero di abitazioni che si riesce a trasportare utilizzando un bilico di dimensioni 13,60 x 2,44 x 2,60 m (capacità in quintali 240). Si prende come riferimento una abitazione da 3-4 persone. Classi Referenze Art. 61 e 62, Codice della strada http://www.italiansped.com/ http://www.polilink.polimi.it/it/casi-di-successo/multipurpose- unit/ http://www.escapetraveler.net/model-one Classe 5 > 2 abitazioni Classe 4 2 abitazioni Classe 3 1 abitazione Classe 2 ½ abitazione Classe 1 < ½ abitazione Classe 0 Trasporto eccezionale
  87. 87. Gr02_Armano_Costi e facilità di trasporto Note La scelta del mezzo di trasporto è indicativa. La classe 0 rappresenta tutti e soli i casi di trasporto eccezionale, pertanto le soluzioni che rispettano i limiti di sagoma e massa rientrano nelle classi superiori, indipendentemente dalle dimensioni del bilico di riferimento. Il requisito viene verificato e classificato in base al numero di abitazioni (struttura + finiture) trasportate.
  88. 88. Come fronteggiare il pericolo incendio? Nel 2014 il maggior numero di incendi in Italia è stato provocato da cause elettriche; a seguire sono state registrate cause dolose, riconducibili a camini, e a mozziconi di sigaretta e fiammiferi. Le cause di circa 95mila incendi sono tutt’ora oscure. http://www.youthunitedpress.com/le-chiese-della-city-e-il-grande-incendio-del-1666/
  89. 89. Gr02_Cairoli_Come fronteggiare il pericolo incendio? Per prevenire la generazione di un incendio, la proprietà da considerare è la Reazione al fuoco. Questa è definita come il grado di partecipazione di un materiale combustibile qualora sottoposto al fuoco. E’ definita da fattori quali la velocità di propagazione delle fiamme, l’infiammabilità, la produzione di fumo e il gocciolamento di materiale fuso. Parametri di sicurezza: Tempo di fuga, carico di incendio, uscite di sicurezza e impianti di estinzione. Il primo dipende dai percorsi interni, dal tempo effettivamente richiesto per raggiungere un’uscita di sicurezza ed è strettamente legato con il carico di incendio. Se quest’ultimo aumenta è necessario che il tempo di fuga sia più basso. Si considera la collocazione delle uscite di sicurezza. In special modo, in edifici a più piani è necessario verificare che il tempo di esodo sia sufficientemente basso per garantire la salute delle persone. Quindi serve una predisposizione di uscite d’emergenza studiata ad hoc. Tabella con parametri di valutazione sicurezza antincendio Tempo di Fuga Carico d'incendio Uscite di sicurezza Estinzione Basso Elevato Ai piani Automatica Basso Medio Piano terra Manuale Medio Medio Ai piani Manuale Alto Basso Piano terra Non prevista Nella tabella sopra riportata sono indicate le combinazioni da rispettare affinché possa essere garantito il criterio di progettazione alla sicurezza al fuoco per edifici ad uno, due o tre piani. Si tratta quindi di un approccio di tipo prestazionale e non di tipo prescrittivo normativo. I riferimenti normativi di verifica sono di seguito riportati: • D.M. 26/06/1984 + modifica del 2001; • UNI EN 13501-1, D.M. 15/03/05.
  90. 90. RIUTILIZZABILITÀ Con questa CARD si vuole fornire all’utente un supporto per la progettazione di un sistema abitativo post- emergenza che sia caratterizzato dal requisito di riutilizzabilità; ovvero dalla possibilità di utilizzare più volte per lo stesso scopo o per scopi affini l’intero kit abitativo o parte di esso. www.arredamento.it
  91. 91. RIUTILIZZABILITÀ Descrizione e definizione Nell’ambito delle costruzioni post-emergenza si intende per RIUTILIZZABILITÀ tutto l’insieme di azioni nonché le caratteristiche intrinseche che fanno sì che l’opera costruita non sia utilizzabile una sola volta, bensì possa essere smontata e ricostruita, oppure semplicemente spostata, per essere usata nuovamente da utenti diversi. Un punto a favore di queste costruzioni, infatti, è che alla fine del loro primo utilizzo non debbano essere dismesse ma possano essere riadattate a utilizzi diversi in diverse aree, ovunque sia presente una nuova necessità di intervento. Per valutare la riutilizzabilità bisogna tenere conto della convenienza economica del riutilizzo rispetto alla dismissione e smaltimento della costruzione. Parametri di controllo È un sistema aperto o chiuso? Si tratta di un kit? Si può smontare e rimontare? Si può utilizzare in una nuova emergenza? Si può adattare a usi diversi? Posso trasportarla? Quante volte posso smontarla e rimontarla prima di perdere le sue proprietà? Risulta conveniente smontarla e ricostruirla rispetto a smaltirla? Referenze Mariagiulia Bennicelli Pasqualis, Case temporanee. Strategie innovative per l'emergenza abitativa post-terremoto. http://www.inambiente.it/index.php/2009/04/moduli-abitativi-di- legno-per-le-emergenze-post-catastrofe-confortevoli-facili-da- montare-e-riutilizzabili-da-torino-a-palermo-la-ricerca-propone- sistemi-per-la-gestione-delle-emergenze/ http://www.illecaseinlegno.it/pubblica_e_sociale/edilizia_di_socc orso Alice Cavallotti Gruppo 02 Classi COSTI DI RIUTILIZZO COSTI DI MANUTENZIONE COSTI DI SMALTIMENTO TOTALE COSTI DI SMONTAGGIO COSTI DI NUOVA PRODUZIONE COSTI DI RICOSTRUZIONE E ADATTAMENTO COSTI DI MONTAGGIO Se colonna A < colonna B => il sistema è RIUTILIZZABILE
  92. 92. SICUREZZA STATICA E SISMICA La sicurezza di un edificio è garantita dalla capacità di tutti gli elementi che costituiscono la costruzione di sopportare le azioni che possono agire sulla stessa.
  93. 93. Descrizione e definizione. Per la valutazione della sicurezza delle costruzioni si devono adottare criteri probabilistici scientificamente comprovati. [...] Nel metodo semiprobabilistico agli stati limite, la sicurezza strutturale deve essere verificata tramite il confronto tra la resistenza e l’effetto delle azioni. [NTC 2008] Per verificare quindi la sicurezza statica di un edificio, sia esso nuovo o esistente, risulta quindi essenziale la conoscenza di due elementi: - le resistenza dei materiali che lo costituiscono; - le azioni agenti sui singoli elementi (statiche e sismiche). SICUREZZA STATICA E SISMICA http://www.anacicosenza.it/spagiu.PDF http://www.ingegneri.info/news/sicurezza/la-sicurezza-sismica-dei-luoghi-di-lavoro/ http://www.ingegneriasoft.com/pdf/Norme_Tecniche_Costruzioni_2008_cap1-12.pdf http://www.protezionecivile.gov.it/jcms/it/classificazione.wp Parametri di controllo. Possiamo classificare le strutture in base alla loro capacità di dissipare energia e quindi reagire meglio alle azioni sismiche. La duttilità infatti è un requisito fondamentale di una struttura affinché non si verifichino improvvisi meccanismi fragili. Accanto a questa possiamo considerare una classe di resistenza dell’edificio data dalla capacità delle strutture che lo costituiscono di sopportare le azioni di un terremoto appartenente ad una delle zone sismiche di riferimento. Assegniamo un punteggio a ciascuna di queste due caratteristiche ed eseguiamo la somma al fine di ottenere il comportamento del nostro edificio.
  94. 94. Sicurezza in caso di inondazioni Una inondazione è un fenomeno riguardante l'allagamento in tempi brevi (da ore a giorni) di un'area ben definita e abitualmente subaerea, da parte di una massa d‘acqua. Catastrophic flooding, Baton Rouge, Louisiana- CNN
  95. 95. Gr02_Leomanni_Sicurezza in caso inondazioni Descrizione e definizione Una inondazione è un fenomeno riguardante l'allagamento in tempi brevi (da ore a giorni) di un'area ben definita e abitualmente subaerea, da parte di una massa d‘acqua. Parametri di controllo Classi sistema tecnologico Ø Classe 1_eccelente resilienza (17-20 punti) Ø Classe 2_ alta resilienza (13-16 punti) Ø Classe 3_media resilienza (9-12 punti) Ø Classe 4_bassa resilienza (5-8 punti) 0 1 2 3 4 ciclo di lavaggio assorbimento medio d'acqua resistenza agli urtitenuta acqua allungamento verticale Criterio Resilienza Classe bassa Classe media Classe alta Classe eccellente Parametro di controllo U.M. elemento normativa 1 punto 2 punti 3 punti 4 punti ciclo di lavaggio n° rivest. esterno UNI 10560 < 1000 1000-3500 3500-5000 > 5000 assorbimento medio d'acqua % portante UNI EN 771-1 > 8% 4% - 8% 1% - 4% < 1% resistenza agli urti mm infissi UNI EN 13049 <300 300-600 600-900 > 900 tenuta acqua Pa infissi UNI EN 12208 < 400 400-800 800-1200 > 1200 allungamento verticale % fondazioni - 0% 0-100% 100-150% > 150% Amphibious House, Studio, Marlow (UK) 2014 Esempio classe 1_ eccellente resilienza
  96. 96. INTEGRAZIONE IMPIANTISTICA Integrabilità ed integrazione impiantistica: possibilità di completare funzionalmente oggetti edilizi non impiantistici (solai, partizioni, coperture ecc.) con oggetti edilizi impiantistici accostati, fissati o incorporati. Domus, progetto Diogene, Renzo Piano 2010
  97. 97. INTEGRAZIONE IMPIANTISTICA Referenze UNI 8289, Esigenze dell’utenza finale. 1981Case temporanee, strategie innovative per l’emergenza abitativa post-terremoto, M. B. Pasqualis, Francoangeli Le caratteristiche comuni a tutte le soluzioni abitative post emergenza sono gli spazi ridotti, la necessità di velocità di posa in opera e la facilità di montaggio e smontaggio delle soluzioni. Nel tema impiantistico ciò si traduce in accorgimenti che i kit post emergenza devo necessariamente soddisfare. Di seguito verranno riportate alcune domande che hanno lo scopo di classificare se gli impianti progettati sono sufficientemente integrati nella soluzione o meno, inoltre hanno lo scopo di fornire spunti di riflessione nel caso alcuni aspetti non fossero stati trattati. Come classifico se un sistema impiantistico è ben integrato con l’unità? … fai il test… Posso integrare gli impianti dentro la struttura? es.: struttura piena o a telaio Vai a A1 Posso sfruttare contropareti, controsoffitti o sono predisposte pareti attrezzate? NO Leggi 1 Vai a: DOMANDE GENERALI NOSI Non ci sono interferenze tra la struttura e gli impianti? Hai pensato di aggregare il soddisfacimento di diverse esigenze in un’unica soluzione? Es: impianto elettrico per la generazione di ACS, LUCE ecc Hai allineato i servizi o pensato di posizionarli contigui? Hai pensato di concentrare i passaggi impiantistici e raggruppare le distribuzioni? Hai pensato di predisporre soluzioni che permettano facili modifiche successive all’istallazione degli impianti? Es: predisposizione di scatole di derivazione RISULTATI 1: il sistema è poco integrabile 1 SI 5 NO = 15% INTEGRAZIONE INSUFFICIENTE 2 SI 4 NO = 30% SCARSA INTEGRAZIONE 3 SI 3 NO = 45% MEDIOCRE INTEGRAZIONE 4 SI 2 NO = 60% BUONA INTEGRAZIONE 5 SI 1 NO = 75% OTTIMA INTEGRAZIONE TEST: INIZIO A1 DOMANDE GENERALI NOSI I seguenti impianti sono integrati e presenti nell’unità? - Impianto idrico sanitario - Impianto elettrico - Impianto di riscaldamento - Impianto di scarico - Energie rinnovabili Vai a: DOMANDE GENERALI *Se almeno 3 SI al risultato totale si deve aggiungere 10% Totale: *Totale: Le macchine impiantistiche sono situate all’interno delle unità? (ad eccezione di impianti solari/fotovoltaico) Es: presa d’aria del climatizzatore 6 SI 0 NO = 90% INTEGRAZIONE ECCELLENTE NOSI
  98. 98. Integrabilità di materiali tradizionali e locali nel sistema di finitura interna Per una valutazione realistica del kit post-emergenza è opportuno tenere in considerazione l’integrabilità del sistema di finitura interna adottato e l’effettiva possibilità di sostituzione dei materiali utilizzati in caso di danno e/o invecchiamento. https://www.architonic.com/en/project/garrison-architects-urban-post-disaster-housing-prototype/5102498
  99. 99. Integrabilità di materiali tradizionali e locali Descrizione e definizione Tale requisito valuta il livello di integrabilità dei sistemi di finitura interna del kit post-emergenza sotto diversi aspetti con il fine di ottenere un punteggio relativo alla totalità del sistema di finitura scelto. Parametri di controllo I parametri considerati sono tipologia di sostituzione, frequenza e manodopera necessaria. Classi Si considerano i seguenti elementi : • Pavimentazione interna • Soffitto/ controsoffitto • Finitura interna chiusure • Finitura partizioni Per ciascuno dei suddetti elementi si valutano i seguenti parametri ottenendo i relativi punti: • Permette la sostituzione: ü Si à 2 punti ü No à 1 punto • Sostituzione di tipo : ü Totale ( finitura + fissaggio) à 3 punti ü Materiale di finitura à 2 punti ü Colore di finitura à 1 punto • Necessità di sostituzione: ü > 10 anni à 3 punti ü 5-10 anni à 2 punti ü < 5 anni à 1 punto • Manodopera necessaria alla sostituzione: ü Non specializzata à 2 punti ü Specializzata à 1 punto • Qualità manodopera necessaria: ü < 5 persone à 3 punti ü 5-10 persone à 2 punti ü > 10 persone à 1 punto Si sommano i punteggi ottenuti per i vari elementi: 0 -17 = Livello di integrabilità del kit scarso 17 – 34 = Livello di integrabilità del kit medio 35 - 52 = Livello di integrabilità del kit alto Referenze http://www.designboom.com/architecture/urban-post- disaster-housing-prototype-nyc-garrison-architects-06-25- 2014/
  100. 100. Adattabilità ai climi Un kit post-emergenza deve essere in grado di adattarsi a qualsiasi condizione climatica in quanto l’emergenza non è prevedibile, così come non è prevedibile dove tale kit verrà installato. https://news.tut.by/society/517290.html
  101. 101. Adattabilità ai climi Descrizione e definizione L’involucro di un kit post-emergenza deve essere in grado da un lato di isolare termicamente nei climi più freddi e di sfruttare la ventilazione naturale e schermare nei climi più caldi. Tutto ciò deve inoltre sposarsi con il concetto di “prefabbricazione” e di “riutilizzo” del kit, ciò implica la necessità di non sostituire l’involucro ma di creare un involucro permanente che si riesca velocemente ad adattare alle condizioni climatiche. Parametri di controllo Il parametro da controllare per la definizione del requisito è l’adattabilità del kit alle diverse tipologie di clima, prendendo come riferimento le tipologie climatiche italiane. I climi tipici con cui controllare il parametro sono: 1. Clima della Sicilia, Puglia, Calabria - clima temperato caldo mediterraneo: • Temperatura media del mese più freddo compresa tra +12°C e +15 °C, temperatura media estiva di 35°C, precipitazioni scarse, neve assente, pressione del vento media su parete verticale : 1500 N/m2 2. Clima del Lazio, Abruzzo, Molise, Campania, Basilicata - clima temperato mediterraneo ad estate tiepida con siccità estiva : • Temperatura media del mese più freddo compresa tra +6 °C e +12 °C, temperatura media estiva di 32°C, precipitazioni scarse, carico da neve 1kN/m2, pressione del vento media su parete verticale : 950 N/m2 3. Clima della Pianura Padana, Marche - clima temperato ad estate calda: • Temperatura media del mese più freddo compresa tra -3 °C e +6 °C, temperatura media estiva di 30°C, precipitazioni abbondanti, carico da neve 1,2 kN/m2, pressione del vento media su parete verticale : 650 N/m2 4. Clima delle Alpi e delle zone appenniniche a quote elevate - clima temperato freddo d'altitudine: • Temperatura media del mese più freddo fino a -15 °C, temperatura media estiva di 20°C, precipitazioni di media intensità, carico da neve 10 kN/m2, pressione del vento media su parete verticale : 650 N/m2 Referenze • L'involucro edilizio: una progettazione complessa (Artec 2007) - A: Greco, E. Quagliarini • www.centrometeo.com • DM 14-01-08 - Norme tecniche per le costruzioni • www.coodo.com
  102. 102. Adattabilità ai climi Referenze • L'involucro edilizio: una progettazione complessa (Artec 2007) - A: Greco, E. Quagliarini • www.centrometeo.com • DM 14-01-08 - Norme tecniche per le costruzioni • www.coodo.com I parametri da controllare dunque sono 5: 1. Temperatura media più fredda: criterio di misurazione basato sulla trasmittanza termica delle chiusure orizzontali e verticali misurato in W/m2K: (*) 2. Temperatura media più calda: criterio di misurazione basato sullo sfasamento termico dell’involucro: (*) 3. Precipitazioni medie: criterio di misurazione basato sul dimensionamento dei pluviali e dei canali di gronda in base ai seguenti indici pluviometrici: 4. Pressione del vento media: criterio di misurazione basato sulla resistenza dell’ involucro e della copertura alle seguenti pressioni di vento senza creare fenomeni di estrazione o di eccessiva deformazione: (*) 5. Carico da neve medio: criterio di misurazione basato sulla resistenza della copertura ai seguenti carichi da neve: Ogni parametro se interamente soddisfatto fornisce 12 o 4 punti, per un totale di 52 punti. (*) Per le diverse soluzioni tecniche di chiusura, è necessario eseguire una media ponderata sulle superfici dell’involucro. Classi •Adattabilità ottima: dai 42 (escluso) ai 52 punti •Adattabilità buona: dai 25 (escluso) ai 42 punti (incluso) •Adattabilità scarsa: da 0 a 25 punti (incluso) ≤0,12 0,16 0,20 0,25 0,30 0 ore 5 ore 8 ore 12 ore 0,01 l/(s*m2) 0,03 l/(s*m2)) 0,06 l/(s*m2) 650 N/m2 950 N/m2 1500 N/m2 0 kN/m2 1 kN/m2 1,2 kN/m2 10 kN/m2 Ogni intervallo= 3 punti Totale= 12 punti Ogni intervallo= 4 punti Totale= 12 punti Ogni intervallo= 2 punti Totale= 4 punti Ogni intervallo= 6 punti Totale= 12 punti Ogni intervallo= 4 punti Totale= 12 punti
  103. 103. Funzioni non residenziali Dopo un evento catastrofico è importante assicurare alle persone un senso di comunità e di normalità. Oltre al kit abitativo è quindi importante garantire dei luoghi di aggregazione, svago e lavorativi. http://www.anaunia.it/soluzioni/pareti_manovrabili_a_spinta
  104. 104. Descrizione e definizione Un kit post-emergenza difficilmente viene associato a destinazioni non residenziali, che è la prima necessità a cui rispondere in queste situazioni. L’esigenza di punti d’incontro per le persone è fondamentale sia per superare l’esperienza traumatica appena subita sia per ricreare il senso della comunità. Molto spesso questi ambienti sono realizzati con sistemi costruttivi o unità diverse da quelle residenziali, mentre si potrebbero realizzare accorpando più kit e/o modificando la loro disposizione interna. Gli spazi da ricrearsi saranno sale per riunioni, tavole calde o bar, sale per proiezioni o piccoli cinema, spazi adibiti a piccole attività amministrative e quindi con funzione di uffici. Funzioni non residenziali Parametri di controllo La capacità dei kit ad assolvere nel miglior modo a queste funzioni è valutabile attraverso due parametri: • Luce massima libera «Lmax» [m] ; • Altezza interna «h» [m]. Per determinare quanto i kit siano adattabili alle funzioni non residenziali, si utilizzano due scale di valutazione riportate nella seguente scheda in cui si assegnano dei punteggi ai parametri, in cui la luce massima libera ha un peso più importante tra i due. Il parametro «Lmax» viene ricavato attraverso il coefficiente L/2,5 in cui L è la luce massima del kit che si sta valutando. Sommando i punteggi ottenuti dalle soluzioni si ricaverà quella col punteggio più alto, che quindi risponderà nel modo migliore alle nostre richieste. Referenze • http://www.vita.it/it/article/2016/09/10/sostegno-ai-bambini-terremotati/140701/ http://www.siko- polska.com.pl/pl/przedszkole Valori altezza interna «h» [m] Parametri di riferimento < 2,4 2,4 2,7 3,0 3,3 3,6 ≥ 4 Punteggi - 4 0,5 1 1,5 2,0 2,5 3,0 Luce massima libera «Lmax» [m] Parametri di riferimento [L/2,5] ≤ 3 4 5 6 7 8 ≥ 9 Punteggi ≤ 1,2 1,6 2 2,4 2,5 3,2 ≥ 3,6
  105. 105. RIpensa RIusa RIcicla RICICLABILITA’ – Trasformare i rifiuti in opportunità L’Unione europea con la direttiva 2008/98/CE si e’ data l’obiettivo di diventare una “società del riciclaggio con un alto livello di efficienza”, cercando di limitare la produzione di rifiuti e di utilizzarli come risorse. E’ necessario che il kit per abitazioni post-emergenza sia realizzato con materiali riciclati e riciclabili, il primo per ridurre l’impatto sull’ambiente per quanto riguarda il depauperamento delle risorse naturali e l’inquinamento derivante dalla dismissione dei rifiuti. Il secondo perchè trattandosi di costruzioni transitorie, i materiali che le compongono devono poter essere facilmente recuperabili e riutilizzabili per impieghi e soluzioni anche differenti. http://www.ecostatitalia.it/servizi/5-analisi-e-studio-dei-rischi-ambientali.html
  106. 106. Descrizione e definizione Il riciclo e’ l’insieme operazioni che permette di riutilizzare i materiali che hanno terminato il loro ciclo di vita, i quali sarebbero altrimenti considerati rifiuti. Insieme alla riduzione a monte dei rifiuti, il riciclo contribuisce in misura decisiva al risparmio energetico e delle risorse primarie e alla riduzione delle emissioni inquinanti e climalteranti, dovute alla produzione di nuovi materiali. La riciclabilità e’ la capacita’ di un materiale di essere ri-pensato e ri- utilizzato al termine del suo primo utilizzo. Parametri di controllo Il parametro di controllo utilizzato per poter misurare il requisito in oggetto è la «Riciclabilità del Kit», nello specifico viene valutato quanto i materiali che compongono il kit si prestano ad essere riciclati, riutilizzati e quindi facilmente smontati. Per valutare l’indicatore è necessario definire il numero di soluzioni/strategie utilizzate per smontare ciascuno dei componenti edilizi (chiusure verticali, partizioni verticali, solai, basamento, coperture, rivestimenti di facciata, rivestimenti di copertura, pavimentazioni interne) in modo da consentire smantellamenti selettivi. Il punteggio viene attribuito in base alla percentuale di riciclabilità di ciascuno dei componenti Classi La Casa di Cartone – 100% riciclabile http://www.genitronsviluppo.com/2008/03/31/architettura-sostenibile-la- casa-di-cartone-resistenza-basso-costo-e-risparmio-energetico-per-un- materiale-piu-che-versatile-riciclato-e-riciclabile-al-100/ Riciclabilità Gruppo 4 % di riciclabilità dei componenti Punti 25% 1 50% 2 75% 3 100% 4 Punteggio finale Classi di riciclabilità 1-12 Bassa 13-24 Media 25-36 Alta
  107. 107. COMFORT IGROTERMCO IL BENESSERE TERMO-IGROMETRICO THERMAL COMFORT O COMFORT AMBIENTALE C’è la SENSAZIONE Individuale di Caldo e Freddo , non tutti hanno le stesse sensazioni di benessere igrotermico ma vivendo in CONDIZIONI SIMILI. Conoscere bene la nostra sensazione di benessere termico Scegliere componenti edilizi dell’abitazione Comfort termico viene valutato attraverso un calcolo di 2 indici derivanti delle teorie di Fanger : ▶Indice di comfort termico Predicted Mean Vote (PMV) ▶Indice di discomfort termico Predicted Percentage of Dissatisfied (PPD)
  108. 108. GRUPPO 4 COMFORT IGROTERMICO Finestra (U1) Roof (U2) Pareti (U3) Pavimento (U4) ∆Ui=Ui-UM UM=∑i=1 Ui Si ∆U/U M TMR ETEROGENEITÀ TERMICA INVOLUCRO 1) < 20% 2) = 20 − 40 % 3) > 40 % CLASSE VARIA CLASSE di Comfort . Aerazione ambientale 1)Finestre apribili su fronti oppositi 2)Finestre apribili su solo 1 fronte 3)Finestre non apribili Massa efficace sul lato interno (non isolato) 1)Me ≤ 150 -. 2)150≤ /0 < 300-. 3)Me ≥ 300-. / SUP PAV. È possibile ridurre il fattore di guadagno solare (senza ridurre apribile finestra) SHADING SURRISCALDO TMR/TA 1) gshaded ≤ 0.1 gnon shad 2) gshaded < 0.3 . 3) gshaded ≥ 0.6 . INDICE DI PMV È UNA FUNZIONE SIA DEI 4 PARAMETRI AMBIENTALI 1)Temperatura dell’aria 2)Temperatura media radiante 3)Velocità dell’aria 4)Umidità relativa E SIA DEI 2 PARAMETRI PERSONALI 1)Il calore prodotto all’interno del corpo umano (metabolic heat) 2)L’isolamento termico dell’abbigliamento indossato (clothing insulation)
  109. 109. ACCESSIBILITA’ & ADATTABILITA’ “ I benefici portati alla persona variano in base alla difficoltà che questa riscontra nell’approcciarsi ad un prodotto, un servizio o un ambiente” Mitzi Bollani Tyree Energy Technologies Building / FJMT, Kensington NSW 2033, Australia - ARCHDAILY
  110. 110. Accessibilità & Adattabilità Definizione «Per accessibilità si intende la possibilità, anche per persone con ridotta o impedita capacità motoria o sensoriale, di raggiungere l'edificio e le sue singole unità immobiliari e ambientali, di entrarvi agevolmente e di fruirne spazi e attrezzature in condizioni di adeguata sicurezza e autonomia» «Per adattabilità si intende la possibilità di modificare nel tempo lo spazio costruito a costi limitati, allo scopo di renderlo completamente ed agevolmente fruibile anche da parte di persone con ridotta o impedita capacità motoria o sensoriale» Parametri di controllo 1) Dimensione dei passaggi ( porte, corridoi ) 2) Presenza di ostacoli 3) Dimensioni dei sevizi igienici 4) Caratteristiche degli arredi Classi Classe 1 – Spazi adattabili, appartenenti Classe 1,2 Card Flessibilità Classe 2 – Spazi accessibili Classe 3 – Spazi difficilmente adattabili, appartenenti alla Classe 5 Card Flessibilità Referenze D.M. n° 236 del 14-06-1989 h4p://www.carlomea.it/visualizza_testo.asp?id=98 Gruppo 3 – Giulia Spalletti
  111. 111. Efficienza energetica durante l’uso Valutazione ed analisi delle possibili scelte tecnologiche ed impiantistiche necessarie per realizzare un sistema edilizio ad alta efficienza energetica GENERPLUS “L’energia più pulita è quella non consumata” Solar Dechatlon 2012 Madrid
  112. 112. Efficienza energetica durante l’uso Definizione: Capacità del sistema stesso di sfruttare l’energia che gli viene fornita per soddisfarne il bisogno. Minori sono i consumi, migliore è l’efficienza. Parametri di controllo: Trasmittanza termica minima [W/mqK]: Chiusure verticali Chiusure orizzontali (solaio di copertura) Chiusure orizzontali (solaio su spazio aperto) Chiusure trasparenti 0,24 0,20 0,24 1,10 Fabbisogno elettrico annuo: Fabbisogno di energia primaria per la climatizzazione invernale: Tipologia di Unità Occupanti: 2 Occupanti: 3 Occupanti: 4 Classe A A+ A A+ A A+ kWh/anno 2050 1845 2775 2500 3300 2970 Tipologia di Unità Occupanti: 2 Occupanti: 3 Occupanti: 4 Classe A A+ A A+ A A+ kWh/anno 7000 6300 10000 9000 14000 12600 Città di riferimento: Milano
  113. 113. Sostenibilità degli impatti ambientali La crescita dell’economia mondiale e l’aumento della popolazione del pianeta (9 miliardi di persone entro il 2050) sono chiari segnali del fatto che le risorse della Terra, disponibili in quantità limitate, vengono consumate rapidamente. L’uso efficiente delle risorse è uno degli obiettivi da raggiungere perché l’impatto dell’uomo sull’ambiente che lo circonda possa definirsi “sostenibile”. https://aquariuschannelings.files.wordpress.com/2016/06/living-in-harmony-with-nature.jpg
  114. 114. Sostenibilità degli impatti ambientali GRUPPO 03 – Colombo Davide Descrizione e definizione La valutazione della sostenibilità degli impatti ambientali deve tenere conto, seguendo un approccio Cradle to Cradle, dell’intero ciclo di vita di un prodotto (dalla pre-produzione, fino alla dismissione o ad un eventuale riciclo). L’uso efficiente delle risorse si concretizza, tra le altre cose, in un minor impiego di materiali, e nella scelta di prediligere materiali locali e di riciclo. L’uso efficiente dei materiali costituisce un rilevante indicatore ambientale, ed è trasversalmente applicabile a tutte le risorse naturali (legname, metalli, suolo, ecc.). Parametri di controllo a. MATERIALE DI RICICLO INIZIALE (% di materiale riciclato pre-produzione) Peso 40/100 b. USO DI MATERIALE LOCALE (% di materiale reperibile in loco) Peso 20/100 c. MATERIALE RICICLABILE FINALE (% di materiale riciclabile a fine vita) Peso 40/100 Classi In base alla media pesata dei valori relativi ai tre parametri di controllo è possibile la classificazione in quattro classi di sostenibilità: 1. ALTA (100% < X < 75%) 2. MEDIO-ALTA (74% < X < 50%) 3. MEDIO-BASSA (49% < X < 25%) 4. BASSA (24% < X < 0%) Referenze http://www.eea.europa.eu/media/infographics/how• -can-we- make-our/@@images/c318ecc8-7ca5-4d7b-83e0- 2f5fc6b8cd22.jpeg http://ec.europa.eu/environment/resource_efficiency/images/hl• platform.jpg www.eniscuola.net/argomento/conoscere...sostenibile...risorse• /risorse-e-sostenibilita/ http://ec.europa.eu/environment/resource_efficiency/•
  115. 115. DURABILITÁ ED ESIGENZE DI MANUTENZIONE «Mantenere invece che costruire, conservare invece che consumare» Cit. Riccardo Pollo, Politecnico di Torino www.cooperativaamica.it GR03 – Giulio Cavalcante
  116. 116. Classi Categorie - Op. non DU/MA à 0 – 5 pt - Op. scarsamente DU/MA à 6 – 10 pt - Op. moderatamente DU/MA à 11 – 15 pt - Op. altamente DU/MA à 16 – 20 pt DURABILITÁ ED ESIGENZE DI MANUTENZIONE Descrizione e definizione Durabilità [DU]: capacità di svolgere le funzioni richieste durante un periodo di tempo specificato (Vita Utile - Service Life), sotto l'influenza degli agenti previsti in esercizio. Manutenzione [MA]: complesso delle operazioni necessarie a conservare la conveniente funzionalità ed efficienza, impiegando risorse varie opportunatamente valutate. Parametri di controllo A. Uso trattamenti protettivi (per tecnologie sensibili, tipo legno o materiali fibrosi) B. Valutazione degli agenti aggressori (tipo agenti biologici, agenti atmosferici, accompiamenti galvanici, etc.) C. Previsione di tecnologie ed elementi in grado di permettere una dovuta manutenzione (tipo porzioni smontabili, tecnologie non permanenti, etc.) D. Previsione di opere o sistemi atti a permettere una dovuta manutenzione (tipo impianti di elevazione con cestelli, pantografi, sistemi davit) E. Precisione di realizzazione in opera Referenze Proge&o, durabilità, manutenzione• – Riccardo Pollo, Dipar.mento di Archite5ura e Design, Politecnico di Torino, 2011 Norma.va edilizia ISO 15686• – Buildings and constructed assets – Service life planning GR03 – Giulio Cavalcante Cl. N.C. Scarsa Suffi- ciente Buona Ottima A 0 1 2 3 4 B 0 1 2 3 4 C 0 1 2 3 4 D 0 1 2 3 4 E 0 1 2 3 4
  117. 117. Flessibilità «Spazi dinamici, indeterminati e non finiti, dove gli interni sono variabili, interattivi e i muri riordinano gli ambienti domestici» Steven Holl Progetto: Straw3 – Progettisti: R3Architetti – Concorso: Ecco - www.r3architetti.com
  118. 118. Flessibilità Descrizione e definizione La flessibilità «è la capacità di produrre ambienti in grado di adattarsi ai cambiamenti di vita degli utenti, o all’uso che questi ne fanno nel tempo. Consente all’edificio di assolvere ad utilizzi temporanei nella sua già prevista temporaneità» Parametri di controllo: - Modalità di variazione dell’elemento; - Semplicità e fatica nella movimentazione degli elementi; - Attrezzatura necessaria alla modifica dell’elemento; Classi: Classe 1 – Smontaggio, aggiustamento e montaggio a mano, senza utilizzo né di utensili, né di mezzi d’opera; Classe 2 – Smontaggio, aggiustamento e montaggio a mano, con utilizzo di utensili, ma senza mezzi d’opera; Classe 3 – Smontaggio, aggiustamento e montaggio con l’utilizzo di mezzi d’opera; Classe 4 – Demolizione e ricostruzione. Parametri non valutati: - Tempo necessario alla modifica dell’elemento; - Livello di specializzazione della manodopera; Nota: La CARD vuole riferirsi al livello di flessibilità che il kit post emergenza possiede, relativamente alla creazione di spazi accessibili. Vedi CARD Accessibilità Referenze D.M. n° 236 del 14-06-1989 Gruppo 3 – Antonio Bernardini Classificazione: Classe 1 Classe 2 Classe 3 Classe 4
  119. 119. INNOVAZIONE Innovazione «Stay hungry, stay foolish» Steve Jobs, Stanford 2005 Data manager online
  120. 120. Innovazione Descrizione e definizione: Trasformazione, modifica attraverso sistemi o elementi nuovi ritenuti migliori, che portano al progresso della società. Per definire se e quanto il sistema abitativo è innovativo, è necessario valutare gli effetti positivi che lo stesso porta all’utente, alla collettività e all’ambiente; si intendono anche qualità non intrinsecamente innovative, ma che lo diventano in abbinamento a questo kit di emergenza. Sono inclusi nelle analisi sia parametri oggettivi che soggettivi (solo qualora questi fossero agevolmente valutabili). Parametri di controllo: § Percentuale di materiale riciclato utilizzato; § Livello di percezione homelike; § Frazione di fabbisogno energetico da fonti rinnovabili; § Facilità e rapidità di realizzazione rispetto a un sistema similare. Ad ogni 10 punti percentuali di punteggio è associato un valore pari a +1. Classi: § Classe D: fino a 10 punti; § Classe C: tra 11 e 20 punti; § Classe B: tra 21 e 30 punti; § Classe A: oltre i 31 punti;
  121. 121. short term plan4
  122. 122. ATTIVITA’ A BREVE 09 marzo Presentazione progetti PSCE precedenti 12 marzo Analisi di sette SOLAR DECATHLON significativi (COMPITO INDIVIDUALE e COMPITO DI GRUPPO) 16 marzo Sistemi costruttivi innovativi e loro valutazione 19 marzo Revisione delle PSCE CARD 2017 (COMPITO INDIVIDUALE) 23 marzo Definizione degli obiettivi di GRUPPO 26 marzo Completamento del pacchetto individuale dei prodotti innovativi di rif. (COMPITO INDIVIDUALE) Scheda EVENTO (di gruppo) + schede PROGETTI (individuale)

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