Se ha denunciado esta presentación.
Utilizamos tu perfil de LinkedIn y tus datos de actividad para personalizar los anuncios y mostrarte publicidad más relevante. Puedes cambiar tus preferencias de publicidad en cualquier momento.

Report 27° Premio Marketing

68 visualizaciones

Publicado el

  • Sé el primero en comentar

Report 27° Premio Marketing

  1. 1. 2 3 4 4 6 7 8 9 10 12 18 19 12 INDICE SET OBIETTIVI CON RELATIVI KPI ANALISI DELLA SITUAZIONE ATTUALE – 3C ANALYSIS COSTUMERS CHANNELS COMPETITORS POSITIONING SWOT ANALYSIS SEGMENTAZIONE PROFILO DEL TARGET PROPOSTE, CON COSTI PER IL PRIMO ANNO VARIAZIONI DEGLI INVESTIMENTI NEGLI ANNI SUCCESSIVI COSTS
  2. 2. 3 SET OBIETTIVI CON RELATIVI KPI  Crescita % del prezzo disposto a pagare  crescita % dei soggetti disposti a pagare di più  Crescita % dei soggetti consapevoli, all’interno di un campione, del rigido regime di controlli dei prodotti a denominazione  Crescita % del fatturato DEMOCRAZIA DELLA QUALITÀ PERCEZIONE DELLA SICUREZZA ALIMENTARE (ORIGINE E SALUBRITÀ DEI PRODOTTI) CRESCITA DEL FATTURATO DEL 20% IN 3 ANNI
  3. 3. 4 ANALISI DELLA SITUAZIONE ATTUALE – 3C ANALYSIS I dati statistici lanciano una sfida ai consorzi dovuta alla crisi economica degli ultimi anni, nonché alle nuove tendenze e abitudini alimentari. Molti sono anche i dati che possono dare speranza, ad esempio l’indice di fiducia risulta in aumento da 44 punti nel 2013 a 47 punti nel 2014 [fonte WBR Nielsen]. Dal Watch Buy Report Nielsen, risulta inoltre:  Una crescita del mercato del discount (+0.6 nel 2014 e un +6% nel 2013);  Una quota di mercato delle Private Label consistente (18,2% nel 2014). Quanto siano importanti l’appeal del marchio e il posizionamento dei prodotti nei supermercati, è evidenziato dal famoso studio della Point-of- Purchase Advertising International (POPAI) in cui è emerso che il 70% delle decisioni d’acquisto degli shopper è fatta direttamente in store. COSTUMERS Come riportato nel report di Gnresearch, il cliente finale ha una scarsa conoscenza delle DO. Tuttavia, sono presenti dei punti utili su cui orientersi per la valorizzazione dei prodotti del sistema:  Il 77% del campione richiede la provenienza interamente italiana del prodotto;  Il 77% del campione richiede la presenza di una certificazione di qualità garantita;  La parte di campione che ha dichiarato di essere disposto a pagare di più per un prodotto certificato (30% del campione), ha dichiarato di essere disposto a pagare il 31% in più. Se si conosce il significato del certificato la disponibilità a pagare sale al 38%, e sale anche la parte di campione disposta a pagare di più (dal 30% al 38%). c Voglio un prodotto che sia italiano e di qualità C’è un prodotto con bollino e uno senza bollino So cosa vuol dire il bollino? Il prezzo mi sembra equo per la presenza del bollino? Non percepisco differenza Compro il meno caro Compro il prodotto con il bollino
  4. 4. 5 Abbiamo voluto corredare i dati forniti da Gnresearch con un sondaggio da noi effettuato ad hoc tramite il software online “Toluna QuickSurveys”. Il sondaggio è su un campione di 150 persone provenienti da tutto il territorio italiano, di cinque differenti fasce d’età (18-25, 26-35, 36-45, 46-60 e over 60). I dati rilevanti che sono emersi sono i seguenti: Relativamente agli elementi controllati prima di acquistare, sulla base di sette elementi (prezzo, praticità di consumo, luogo di produzione, ingredienti, marca, deperibilità e certificazioni):  La quasi totalità del campione (96.43%) fa la spesa nei supermarket delle catene GDO (es. Esselunga, Conad ecc.). Il discount ha una forte presenza tra le scelte del buyer, tuttavia, la quota del campione che fa acquisti nei discount che vendono anche prodotti DO è di gran lunga superiore a quella degli altri discount (59.52% Eurospin e Lidl, 25% altri discount);  Il 50.89% del campione ha dichiarato che il prezzo è la prima cosa che controlla all’atto dell’acquisto, segnale del fatto che il prezzo resta la leva decisionale principale per i buyers;  Un discreto segmento di mercato è rappresentato da soggetti che acquistano prodotti già pronti per il consumo (circa il 26.79% lo colloca tra le prime due cose guardate all’atto d’acquisto)  Emerge come in Italia ci sia mediamente una bassa brand loyalty (soltanto l’8.93% mette la marca del prodotto al primo posto);  Il luogo di produzione è rilevante nelle scelte dei buyers. Risulta, insieme agli ingredienti l’elemento di maggior peso dopo il prezzo (circa il 46% lo colloca tra i primi tre elementi guardati);  Le certificazioni sono l’ultimo elemento mediamente controllato dal campione (circa il 73 % le colloca nelle ultime due posizioni), a sottolineare la scarsa awareness, come evidenzia gnresearch. Relativamente ai luoghi di consumo fuori casa o d’asporto, tra le tipologie preferite:  La pizzeria resta la regina nel settore del consumo fuori casa o d’asporto (82,67% del campione la cita), seguita a distanza dall’aperitivo (46.67%) e dal ristorante italiano (44%);  Un’arma a doppio taglio è rappresentata dallo street food (40.67% lo cita), in parte sfruttabile per la promozione delle DO (es. le piadinerie) e in parte riconducibile essenzialmente al junk food.  Le catene di fast food sono state il luogo meno citato (solo il 20.67%).  È invece di moda Il ristorante etnico (24.67%), che rischia di far trascurare le eccellenze italiane. Per la scelta dei luoghi di consumo fuori casa o d’acquisto di cibo d’asporto,abbiamo chiesto quali elementi incidono maggiormente. Da tale domanda è emerso che:  Il prezzo è sempre molto rilevante (più del 50% lo cita sia per pasti in famiglia che con amici);  Una buona opportunità è rappresentata dalle caratteristiche del locale, molto osservate per i consumi con famiglia e partner (62%), in forma lievemente minore per i pasti con gli amici (46.67%)  La qualità del cibo è anch’essa molto importante (88% per pasti in famiglia e 75.33% con gli amici)  Un segmento irraggiungibile è invece dato dai consumi in pausa pasto per ragioni di lavoro o studio, in quanto ha leve decisionali poco sfruttabili dal sistema DO.
  5. 5. 6 +20.5% -1.2% CHANNELS Tra i canali di comunicazione è emersa una significativa crescita del web, soprattutto da mobile che registra un +20.5% nel 2014. Mentre è stato registrato un decremento dell’audience televisivo del 1.2%, che si somma a quello degli anni precedenti [fonte: WBR Nielsen]. I dati del WBR della Nielsen, relativo alla crescita dell’uso di internet nel mobile, è marcato dalle strategie intavolate recentemente da Google per premiare i siti maggiormente mobile friendly. Nel nostro sondaggio abbiamo chiesto quali strumenti venissero utilizzati come canali informativi.  Per i canali d’informazione relativi agli acquisti nei market (tra tv/radio, sito web dei prodotti, opinioni nei social/blog e opinioni degli amici) è emerso che la pubblicità in tv e radio resta abbastanza utilizzata (22.32% la cita per prima). Tuttavia, confrontandola ai new media (22.32% sito ufficiale e 31.25% Word Of Mouse) ed al Word of Mouth (24.11% come prima scelta e 33.93% come seconda) notiamo che ha perso il monopolio informativo del passato.  Per la scelta del luogo d’acquisto di cibo fuori casa o d’asporto (tra sito web del locale, pagine social del locale, opinioni degli amici, recensioni dei clienti su siti web dedicati) emerge il Word of Mouse(il 34.67% come primo), seguito dal Word of Mouth (il 28% lo cita come primo canale). Per gli strumenti web gestiti dai direttamente locali osserviamo una migliore performance delle pagine social (il 20.30% le cita come primo canale) rispetto al sito (16.54% come primo canale).
  6. 6. 7 COMPETITORS Per le quattro macro-categorie di competitors per il sistema DO, abbiamo analizzato le seguenti variabili: 1. Prezzo 2. Reputation 3. Qualità 4. Caratteristica principale  Prodotti biologici (sebbene facciano parte del sistema dei prodotti a certificazione UE) 1. Tali prodotti si collocano su una fascia di prezzo medio alta, in genere superiore a quella delle DO. 2. A differenza delle DO godono di miglior awareness e reputation, dovute ad alla moda emergente e ad un naming del bollino maggiormente evocativo delle caratteristiche dei prodotti. 3. Presentano buona qualità, superiore per alcuni prodotti e inferiore per altri rispetto alle DO. 4. Prestano la certezza che il prodotto sia effettivamente biologico (in quanto certificati), tuttavia non presentano un legame con il luogo d’origine dei prodotti o con la preparazione tradizionale.  Private Label (è da considerare che in questa categoria sono presenti anche prodotti DO) 1. La fascia di prezzo di questi prodotti è in genere inferiore rispetto alla media dei prodotti DO. 2. Hanno goduto in passato di una reputation peggiore rispetto ai prodotti brandizzati, tuttavia sono in forte aumento, e si stanno avvicinando lentamente ad una reputation paragonabile ad essi. 3. La qualità è mediamente pari a quella dei prodotti brandizzati, ,ma inferiore a quella delle DO. 4. La forza principale è rappresentata dallo shelf management, che garantisce un vantaggio di costo rispetto agli altri prodotti. Tale vantaggio si riverbera conseguentemente nei prezzi.  Prodotti da discount (una distinzione è necessaria con alcuni prodotti delle catene Eurospin e Lidl in quanto presentano prodotti DO nella propria offerta) 1. La fascia di prezzo è medio bassa, inferiore ai prodotti DO. 2. Hanno generalmente una bad reputation, legata alla scarsa qualità a minor prezzo. 3. Qualitativamente sono inferiori (in media) rispetto ai prodotti a brand generico presenti nelle altre catene GDO. Ovviamente inferiori anche rispetto alle DO. 4. La strategia legata ai prodotti da discount è essenzialmente il vantaggio di prezzo, tuttavia è bene tener presente che la maggioranza dell’offerta di tali prodotti non ha origine italiana.  Prodotti generici senza certificazioni. Entrano in questa categoria tutti i prodotti non citati nelle precedenti categorie e che non sono DO. 1. La fascia di prezzo è molto eterogenea, mediamente inferiore a quella delle DO, fatta eccezione per alcuni prodotti a forte brand. 2. Anche in termini di reputation presentano una forte eterogeneità, essa dipende principalmente dalla forza dei singoli brand. 3. La qualità è mediamente inferiore ai prodotti DO, paragonabile per alcune tipologie alle Private Label. In genere essa dipende dall’attenzione e della cura dei singoli produttori. 4. Questa categoria, essendo così ampia e variegata, non presenta alcun punto caratterizzante. Le caratteristiche dei singoli prodotti dipendono dalle scelte strategiche dei singoli marchi.
  7. 7. 8 POSITIONING La situazione reale è in parte diversa dalla percezione attuale del cliente:  Le denominazioni d’origine sono qualitativamente superiori rispetto ai prodotti generici senza certificazioni, inoltre, hanno un’equità del prezzo maggiore rispetto al biologico, che presenta un prezzo alto per via della buona positioning nella mente del consumatore;  Le Private Label, come detto, non sono ancora percepite con una qualità paragonabile ai prodotti generici brandizzati, anche se spesso vengono prodotti negli stessi stabilimenti;  I prodotti da discount (di produzione non italiana) presentano mediamente una qualità perfino inferiore a quella percepita e di conseguenza hanno anche un prezzo meno equo. DO Biologico Private Label Discount Altro Situazione reale Percezione del cliente DO Biologico Private Label Discount Altro
  8. 8. 9 Made in Italy Qualità superiore Set controlli Certezza nei metodi di lavorazione Buon rapporto Qualità/Prezzo Qualità superiore non percepita Difficoltà a far distinguere i bollini Premium price percepito come non equo Scarsa capacità comunicativa dei bollini e degli acronimi Scarsa presenza nel Web Crescente attenzione del consumatore da cui derivano: - Maggiore disponibilità a pagare per la qualità; - Maggiore disponibilità a pagare per un prodotto salutare. Canali comunicativi via web e social media Applicazione del regolamento UE 1169/111 Contraffazioni Prodotti di bassa qualità a prezzi bassi Crescita Hard Discount Biologico Forza delle PL Moda del cibo etnico SWOT ANALYSIS 1. Regolamento che uniforma la legislazione in materia di etichettatura dei prodotti nell’UE. Esso non prevede l’obbligo di inserire lo stabilimento di produzione (previsto invece dalla legge nazionale 109/1992, che decadrà). Tale indicazione potrà essere mantenuta solo a condizione che il governo italiano provveda alla notifica di questa norma alla Commissione europea [Fonte: la Repubblica.it]
  9. 9. 10 SEGMENTAZIONE Segmentazione per shopper: 1. Informati sulle DO  già raggiunti 2. Attenti al mangiar sano ed italiano, ma disinformati  TARGET DI RIFERIMENTO IN STORE 3. Precooked food lovers  irraggiungibili a causa della “pigrizia” nel consumo 4. Hard Discounter  irraggiungibili per cause economiche
  10. 10. 11 Segmentazione per HO.RE.CA. : 1. La pizza è pizza  1° target di riferimento, per valorizzazione DO 2. Aperitivo is the way  2° target di riferimento, per maggiore appeal e diffusione dei bollini 3. Ristorante italiano 3° target di riferimento, per utilizzo quasi esclusivo di prodotti italiani 4. Street food italiano  4° target di riferimento, costituito da amanti del cibo italiano da strada 5. Amanti dell’etnico  irraggiungibili a causa per l’utilizzo di cibo non italiano 6. “A pranzo un panino al volo” irraggiungibili causa del tempo limitato della pausa pasto 7. Junk food lovers  irraggiungibili a causa scarsa attenzione alla qualità
  11. 11. 12 Nome. Cognome . Sesso. Mario/Maria Maschio/Femmina Rossi Età. +18 Residenza . Stato civile. Segni particolari . Ogni regione d’Italia Single o coniugato/a Attento/a al mangiar sano ed italiano PROFILO DEL TARGET Avendo come obiettivo il mercato di massa, il target del sistema è per definizione eterogeneo. Il sesso è sia maschile che femminile (data la crescente presenza maschile tra gli addetti agli acquisti domestici), proveniente da tutte le regioni d’Italia, coniugato o meno, con un’attenzione all’origine italiana dei prodotti acquistati e alla loro salubrità. PROPOSTE, CON COSTI PER IL PRIMO ANNO Di seguito riportiamo le nostre proposte di marketing per valorizzare le denominazione nel mercato italiano. Per una panoramica analitica dei costi prendere visione tabella “Costs”. Web sites & App: Recentemente è stato lanciato il sito FoodInItaly con lo scopo di dare visibilità alle eccellenze enogastronomiche italiane, con una sezione dedicata alle denominazioni. La nostra proposta al Ministero è di cercare un accordo di partnership con il portale che possa produrre utilità reciproca. In tal senso abbiamo stanziato 300.000€ per un accordo triennale, ai quali si andrebbero ad aggiungere i ricavi pubblicitari, che auspicalmente incrementeranno grazie alla maggiore visibilità di cui godrà il sito, per via delle altre iniziative che transiteranno da esso. Le clausole dell’accordo, da parte nostra, sarebbero:  L’inserimento di un’area del sito con motore di ricerca per ristorazioni che usano DO, con possibilità per i visitatori di scrivere mini-recensioni sugli stessi.  Collegare dei Quarkode da inserire nelle confezioni dei prodotti a denominazione, alla scheda a loro
  12. 12. 13 dedicata nel sito. Questo permetterebbe ai consumatori di reperire velocemente le informazioni.  Inserimento dei bollini nella home page anche per la versione mobile del sito.  Divieto di pubblicizzare prodotti alimentari non DO nell’area dedicata alle DO. Un’ulteriore iniziativa che ruota intorno ai Web contents è la creazione di un canale YouTube. Per esso proponiamo l’assunzione di due creativi video maker per i quali abbiamo stanziato una somma pari ad uno stipendio di 2200€/mese, ai cui si andranno ad aggiungere i ricavi che il canale stesso genererà secondo le politiche YouTube. Ai due creativi sarà affidato il compito di produrre video dai contenuti virali (uno per settimana), per i quali abbiamo disposto un budget di 200.000€ nel primo anno. Inoltre avranno il compito di organizzane video chat live con esperti nutrizionisti (una per settimana), che risponderanno alle domande poste dai consumatori che parteciperanno in diretta. Infine dovranno coordinare delle video- ricette (una per settimana), prodotte da chef e youtuber che gestiscono altri canali di cucina . Ad ogni nutrizionista o chef/youtuber sarà riconosciuto un gettone di presenza di 300€. Per completare la Web strategy proponiamo la creazione di un’App dedicata alle DO contenente: le schede di ogni prodotto, le ricette presenti nel canale YouTube ed un’area “gioco” in cui si pongono domande in modo creativo, per informare sul mondo delle denominazioni e attraverso le quali si potranno collezionare punti da trasformare in buoni sconto1 . L’applicazione sarà da collegare, inoltre, al gioco del Tour Aperitivo2 . Totale iniziative Web: 406.000€ 1 Il piano di sconti completo sarà riportato più avanti. 2 Il Tour Aperitivo è un’iniziativa che illustriamo più avanti.
  13. 13. 14 Pubblicità online: Il plan di pubblicità online integra la Web strategy. Esso comprende:  L’inserimento di un mini-spot pubblicitario prima di video YouTube graditi ai nostri target;  Banner pubblicitari nei siti di ricette (es. Giallo Zafferano);  Banner su Facebook e sponsorizzazione della pagina FoodInItaly;  Banner su forum in cui si forma “Word of Mouse” su prodotti alimentari o forum inerenti ad argomenti non collegati alle DO, ma di interesse per i nostri target;  Pubblicità per promuovere la nostra App in altre App e giochi relativi al settore food. Totale per pubblicità online: 500.000€
  14. 14. 15 Sconti per il consumo: Per quanto concerne gli sconti per la clientela retail, abbiamo deciso di suddividerli in sconti per gli acquisti in store e sconti per gli acquisti nel canale e-commerce delle catene GDO. Al fine di evitare un effetto passivo degli sconti proponiamo di distribuire gli stessi attraverso attività che diano un ritorno concreto in termini di awareness e appeal, ad esempio attraverso la conversione di un determinato ammontare di score raccolti nei giochi dell’App in buoni sconto. Totale sconti per il consumo: 200.000€ Shopper marketing: Per strategia di shopper marketing ci siamo ispirati alle parole del presidente dell’AICIG Liberatore durante l’intervista riportata nel canale YouTube della SIM. Nello specifico proponiamo l’investimento per la creazione di zone e isole dedicate alle denominazioni nei negozi delle catene GDO, esponendo almeno un’isola o un blocco di prodotti dedicati ad una determinata regione e gestendo il turnover della regione esposta con scadenze mensili. Inoltre, per le catene che sono presenti nell’e-commerce, proponiamo di negoziare per la creazione di angoli dedicati alle denominazioni nei loro siti. Totale Shopper marketing: 680.000€
  15. 15. 16 Per il canale Horeca: Aperitour Per sfruttare il canale Horeca proponiamo un “viaggio” alla scoperta delle eccellenze gastronomiche italiane, organizzando un Tour aperitivo in giro per club e lounge bar su tutto il territorio italiano (110 città, una data per ogni provincia). Esso consisterà in serate all’insegna delle denominazioni a 360°,non soltanto facendo gustare i sapori dei prodotti, ma anche informando sulle loro caratteristiche e proprietà. Infatti a ciascun locale saranno forniti (con solo il 30% del costo a loro carico) prodotti DO e un animatore (il cui compenso è interamente a nostro carico) che gestirà un gioco quiz a squadre, attraverso un software che gli forniremo. Ogni serata sarà occasione di promozione di due contest fotografici a cui si potrà partecipare attraverso i social (al fine di sfruttare il crescita della food photography). Il primo contest sarà per i locali e consisterà nel votare l’album fotografico della serata. Il locale con l’album più votato riceverà come premio 25.000€ in prodotti DO. Il secondo contest sarà non solo per tutti i partecipanti al tour, ma aperto a chiunque, e riguarderà fotografie di piatti cucinati con prodotti DO. L’autore della fotografia che riceverà più voti attraverso “like” e simili, otterrà un premio consistente in un viaggio con cena per due persone in un locale prestigioso, dal valore complessivo di 5000€. Le fotografie oggetto dei contest conterranno, ovviamente, i brand dei bollini in basso a destra, in modo da garantire una crescita del loro appeal attraverso la condivisione. Per l’amministrazione del tour è necessario assumere, con contratto a progetto, dal valore complessivo di 23.000€, un organizzatore incaricato di contattare e trovare un accordo con i locali; ordinare la fornitura dei prodotti DO, rivolgendosi a fornitori che coprono quell’area; contattare e trovare un accordo con un’agenzia d’animazione locale. Inoltre sono a suo carico la gestione delle pagine social legate al Tour e i contest. Ogni agenzia di animazione che accetterà l’accordo riceverà una commissione di 50€, mentre il compenso per l’animatore sarà di 150€. Altri costi relativi al Tour sono quelli per la creazione del software del quiz (collegabile con l’App delle DO che fungerà da pulsantiera interattiva con il gioco quiz, sfruttando la connessione Wi-Fi) e i costi per consulenze legali per la cura della parte contrattualistica da inviare ai locali e all’agenzia. Il quiz si baserà su domande relative ai prodotti, alle tradizioni culturali e folcloristiche italiane legate all’origine degli alimenti. Ai vincitori delle sfide, ma anche agli altri partecipanti, saranno distribuiti gadget con i bollini (es. un portachiavi con il gettone per la spesa a forma di bollino e lavagnette magnetiche da appendere al frigo), che avranno la funzione di portare i brand delle DO nella quotidianità di tutta la famiglia. Totale Tour: 194.000€
  16. 16. 17 Sconti per il canale Horeca: La proposta per gli sconti dedicati al canale Horeca è di ripartirli tra pizzerie, ristoranti e locali di street food italiano. A ciascuno dei canali citati poniamo, però, l’obbligo di inserimento dei bollini nei menù e nei tabelloni interni. Forniamo, in abbinamento agli sconti, l’inserimento nell'area del sito dedicata alla ristorazione che utilizza prodotti DO, consigliando l’inserimento del link nelle loro pagine social e nei loro siti . TOT sconti Horeca : 500.000€ TOTALE 1° ANNO : 2.380.000 €
  17. 17. 18 VARIAZIONI DEGLI INVESTIMENTI NEGLI ANNI SUCCESSIVI Web tools management: Le variazioni per la web strategy è relativa principalmente al canale YouTube. Un primo taglio riguarda lo stipendio dei creativi (-100€/mese), in quanto i ricavi del canale (che rimarranno a loro beneficio) si suppone aumentino rispetto al primo anno. Un’ulteriore diminuzione riguarda il budget a loro disposizione per la creazione di contenuti. Nel primo anno esso era cospicuo per permettere la creazione di contenuti di maggiore impatto al fine di implementare la notorietà del canale. Inoltre il costo dell’App non si presenta negli anni successivi al primo. Pubblicità online: I tagli sono dovuti, anche in questo caso, ad un impiego maggiore nel primo anno al fine di migliorare l’awareness. Negli anni successivi l’obiettivo sarà migliorare la recognition relativa all’awareness già creata. Da notare che nel terzo anno la pubblicità nelle App di cucina viene tolta del tutto, perché si suppone che la nostra applicazione abbia già raggiunto un buon numero di utenti. Sconti per il consumo: Nel primo anno abbiamo stanziato una parte maggiore parte del budget per permettere ai consumatori di avere il “second moment of truth”, ovvero il touch point relativo all’experience del prodotto. Shopper marketing: In questo caso i tagli sono dovuti ad una strategia meno aggressiva di shelf marketing ed una distribuzione meno capillare negli store. Per questo investimento speriamo in un effetto amplificativo dell’awareness e dell’appeal già creati nel primo anno, che ci permetterà di affidarci più al recall dei bollini piuttosto che all’accessibility immediata in store. L’incremento nell’investimento relativo ad un’area riservata alle denominazioni nei siti delle GDO è dovuto all’aspettativa di crescita dell’orientamento all’e-commerce delle stesse negli anni successivi. TOUR aperitivo: Le spese legali, relative alla parte contrattualistica e il costo del software per il gioco, saranno presenti soltanto nel primo anno. Sconti per il canale Horeca : Gli sconti inclusi in questa categoria si riducono progressivamente. Ci aspettiamo, infatti, che i ristoratori siano incentivati all’acquisto dei prodotti DO, data la ricerca di qualità da parte dei clienti, maggiormente riconosciuta nelle certificazioni rispetto agli anni precedenti.
  18. 18. 19 1° anno 2° anno 3° anno Web tools management tot. € 406.000,00 € 293.600,00 € 293.600,00 Partnership FoodInItaly 100.000,00 100.000,00 100.000,00 Staff del canale YouTube 52.800,00 50.400,00 50.400,00 Team di esperti nutrizionisti 15.600,00 15.600,00 15.600,00 Budget ai creativi 200.000,00 112.000,00 112.000,00 Chef e Youtuber 15.600,00 15.600,00 15.600,00 Sviluppare un’App delle DO 22.000,00 - - Pubblicità online tot. € 500.000,00 € 384.000,00 € 196.000,00 Su YouTube 200.000,00 156.000,00 82.000,00 Su siti di ricette (es. Giallo Zafferano) 120.000,00 92.000,00 45.600,00 Su Forum (es. alFemminile) 70.000,00 53.000,00 30.400,00 Facebook 100.000,00 76.000,00 38.000,00 Nelle App di cucina 10.000,00 7.000,00 - Sconti al consumo tot. € 200.000,00 € 100.000,00 € 50.000,00 Per acquisti in Store 120.000,00 60.000,00 30.000,00 Per acquisti nel e-commerce 80.000,00 40.000,00 20.000,00 Shopper Marketing tot. € 580.000,00 € 300.000,00 € 310.000,00 Zone e isole dedicate alle Do 540.000,00 250.000,00 250.000,00 Aree dedicate alle Do nei siti GDO 40.000,00 50.000,00 60.000,00 Per Horeca: Aperitivo Tour tot. € 194.000,00 € 152.400,00 € 152.400,00 Organizzazione e gestione 23.000,00 23.000,00 23.000,00 Animazione 22.000,00 22.000,00 22.000,00 Gadget 2.400,00 2.400,00 2.400,00 Premi contest 30.000,00 30.000,00 30.000,00 Spese legali 4.600,00 - - Fornitura prodotti alimentari 70.000,00 70.000,00 70.000,00 Creazione software del gioco 37.000,00 - - Per Horeca: Buoni sconto acquisto tot. € 500.000,00 € 250.000,00 € 138.000,00 Sconti alle Pizzerie 250.000,00 125.000,00 70.000,00 Sconti ai Ristoranti italiani 130.000,00 65.000,00 35.000,00 Sconti al canale Street Food Italiano 120.000,00 60.000,00 33.000,00 TOT COSTS € 5.000.000,00 € 2.380.000,00 € 1.480.000,00 € 1.140.000,00 Costs

×