Se ha denunciado esta presentación.
Utilizamos tu perfil de LinkedIn y tus datos de actividad para personalizar los anuncios y mostrarte publicidad más relevante. Puedes cambiar tus preferencias de publicidad en cualquier momento.

Pagine da Insegniamo a nuotare, di Danilo Selvaggini

685 visualizaciones

Publicado el

Insegniamo a nuotare, Danilo Selvaggini
ANNO EDIZIONE: 2020
GENERE: Libro
CATEGORIE: Nuoto
ISBN: 9788860286154
PAGINE: 184
.
Un manuale di grande completezza e nello stesso tempo di intelligente sinteticità.

La didattica del nuoto e le tecniche per l’insegnamento del nuoto agonistico occupano la parte iniziale e quella finale di un excursus molto esaustivo che prevede:
• apprendimento;
• sviluppo della personalità;
• rapporti bambino - ambiente - istruttore;
• ambientamento acquatico;
• introduzione agli stili natatori di base;
• accuratissime indicazioni tecniche su crawl, dorso, rana, delfino, tuffi di partenza, virate e arrivi.

L’Autore, Danilo Selvaggini, è convinto assertore di una teoria dell’apprendimento, spontaneo od orientato che sia, strutturato sui tre classici passaggi della scoperta, della conoscenza, del perfezionamento.

Una tipologia di percorso che ha collaudato in 30 anni di attività a bordo piscina, e come docente FIN e creatore di Scuole Nuoto in vari sodalizi sportivi; il tutto si manifesta con evidenza nelle forme didattiche illustrate nel libro che ha le caratteristiche ideali per diventare una guida fondamentale nel panorama nazionale della didattica del nuoto.

Molte delle attività proposte sono state corredate con riprese video originali, commentate con finalità di istruzione tecnica di base e visionabili attraverso QR-Code.
.
Scoprilo qui https://www.calzetti-mariucci.it/shop/prodotti/insegniamo-a-nuotare_selvaggini

Publicado en: Deportes
  • Sé el primero en comentar

  • Sé el primero en recomendar esto

Pagine da Insegniamo a nuotare, di Danilo Selvaggini

  1. 1. INSEGNIAMO a nuotare Danilo Selvaggini
  2. 2. Indice Prefazione ..................................................................................................... 5 PARTE PRIMA Capitolo 1 L’apprendimento motorio................................................................................... 6 Capitolo 2 Lo sviluppo della personalità in generale .................................................. 16 Capitolo 3 Il rapporto ambiente esterno - bambino .................................................... 22 Capitolo 4 La situazione di partenza................................................................................... 30 Capitolo 5 Il nuoto neonatale e l’acquaticità .................................................................. 34 Capitolo 6 L’ambientamento ................................................................................................ 40 Capitolo 7 La didattica del dorso e dello stile libero (Crawl) .................................... 68 PARTE SECONDA Gli stili agonistici .................................................................................................. 76 Capitolo 8 Lo stile libero (Crawl) ......................................................................................... 80 Capitolo 9 Il dorso ...................................................................................................................... 98. Capitolo 10 La rana .................................................................................................................... 114 Capitolo 11 Il delfino ................................................................................................................. 132 Capitolo 12 I tuffi di partenza ............................................................................................... 152 Capitolo 13 Le virate e gli arrivi ............................................................................................ 166 Bibliografia ............................................................................................... 178 Ringraziamenti ........................................................................................ 178 L’autore ...................................................................................................... 179
  3. 3. INDICAZIONI PER IL LETTORE Le trattazioni di alcune tematiche video presenti all’interno di questa pubblicazione sono visionabili attraverso i QR Code. È possibile leggere i QR Code attraverso qualsiasi tablet o smartphone scaricando un lettore apposito, seguendo le istruzioni in nota 1. I video sono visualizzabili anche da computer. Per visionare i video con smartphone o tablet • Aprire, sul proprio smartphone o tablet l’app per la lettura dei QR Code. • Inquadrare il QR Code con la fotocamera del proprio dispositivo; il codice apparirà sul display e si avvierà la procedura. • Solo per il primo accesso, l’utente sarà invitato a registrarsi sul portale C&M Multimedia, scegliendo il proprio USER ID (e-mail) e la propria PASSWORD, da memorizzare per eventuali successivi accessi. • Effettuato l’accesso, il cliente non troverà nel proprio account il libro in quanto dovrà attivarlo semplicemente inserendo nell’apposito spazio il codice univoco (20 caratteri alfanumerici), che troverà su un’etichetta collocata sulla terza di copertina del libro. • A ogni accesso successivo, sarà possibile visualizzare direttamente i video, senza nessuna ulteriore registrazione. Per visionare i video da computer Per visualizzare i video tramite un qualunque computer connesso ad internet, è sufficiente andare all’indirizzo http://servizi.calzetti-mariucci.it, registrarsi (qualora sia la prima visita al sito) oppure fare il login, scegliere AGGIUNGI CODICE LIBRO ed inserire il codice univoco (20 caratteri alfanumerici) che si trova su un’etichetta posta nella terza di copertina del libro, e cliccare su ATTIVA. In questo modo il libro ed i suoi video saranno aggiunti nella libreria dell’utente e consultabili da qualsiasi dispositivo in futuro, previo accesso al sito. Nota 1 Coloro che ne fossero sprovvisti possono collegarsi, attraverso il proprio dispositivo mobile, agli Store dei rispettivi sistemi operativi (Android, iOS, Blackberry, Windows Phone ecc.) e scegliere un’app tra i risultati della ricerca effettuata, inserendo la dicitura “Lettore di codici QR”. Il download dell’applicazione è gratuito. Tutorial Inquadra il codice per vedere il tutorial video Inquadra il codice per vedere i crediti del libro
  4. 4. Capitolo 1 - L’apprendimento motorio CAPITOLO 1 L’APPRENDIMENTO MOTORIO
  5. 5. Insegniamo a nuotare Prima di iniziare la trattazione specifica dell’attività natatoria, è opportuno par- lare, anche se in maniera molto semplice e breve, di quelle che sono le varie fasi dell’apprendimento motorio in generale. 1.1 PRINCIPI GENERALI DELLO SVILUPPO Lo sviluppo si realizza tramite una progressiva sequenza di stadi. Questa sequenza, però, si manifesta in maniera discontinua e non regolare, poiché a periodi di accele- razione si susseguono periodi di stasi o, addirittura, di decelerazione. Nel passaggio da uno stadio all’altro, ci si trova di fronte a dei periodi critici, nei quali alcuni apprendimenti vengono assorbiti con maggiore facilità rispetto ad altri; si può perciò asserire che in questi momenti, si hanno condizioni ottimali per lo sviluppo delle funzioni o per l’acquisizione di abilità di qualsiasi tipo. L’educatore, perciò, deve saper cogliere questi momenti ed agire di conseguenza, poiché le esercitazioni precoci, quelle tardive o quelle ripetitive conducono ad ap- prendimenti difficili e non naturali, che tendono a rallentare lo sviluppo delle nuove funzioni o delle nuove strutture. Occorre tener presente che la realizzazione di un determinato stadio di sviluppo in- fluisce su quello successivo; perciò, se una particolare funzione non è stata realizza- ta in uno stadio, quasi sicuramente si avrà la perdita di quella funzione e non solo un ritardo nella sua progressione, in quanto in quello successivo verranno a mancare le condizioni per un suo ulteriore sviluppo. Lo sviluppo della personalità è dovuto sia alla maturazione anatomo-fisiologica, che all’apprendimento: queste due caratteristiche sono strettamente interdipendenti. Con il termine maturazione si vuole indicare lo sviluppo dell’organismo in rapporto al tempo o all’età; ci si riferisce, in particolare, ai cambiamenti somatici, neurofi- siologici e biochimici che si realizzano nell’intero arco della vita dell’individuo (dal concepimento alla morte). 1.2 L’APPRENDIMENTO L’apprendimento consta di un cambiamento o una modificazione del comportamen- to e della personalità, verso forme più evolute o differenziate, a seguito delle varie esperienze realizzate dal soggetto. Allo sviluppo dell’apprendimento concorrono sia fattori soggettivi, relativi a tutte le aree della personalità, sia fattori oggettivi, relativi al proprio ambiente socioculturale o ad un particolare rapporto ambiente-stimolo. È possibile distinguere tra varie forme di apprendimento: • Apprendimento per imitazione • Apprendimento per riflessi condizionati • Apprendimento per prove ed errori • Apprendimento per intuizione improvvisa • Apprendimento per comprensione Tutte queste forme di apprendimento presuppongono degli incentivi e motivazioni atti ad acquisire nuovi modelli di risposte, o comportamenti di livello qualitativo sem- pre più elevato e raffinato. Tutto ciò accade anche dal punto di vista motorio. 8
  6. 6. CAPITOLO 2 LO SVILUPPO DELLA PERSONALITÀ IN GENERALE
  7. 7. Insegniamo a nuotare Occorre tener presente che lo sviluppo del processo evolutivo non è sempre uniforme; a periodi di accelerazione, seguono periodi di stasi o, addirittura, di decelerazione; comunque, in linea di massima, si può asserire che certi atteg- giamenti comportamentali, risultano essere comuni tra bambini della stessa età. Alle crisi di sviluppo fisico corrispondono crisi di quello psichico che non vanno però interpretate come arresti dello sviluppo, ma come periodi di indecisione e riorganizzazione della personalità nei quali la stabilità psichica viene rimessa in discussione. Tali crisi si trovano nel punto di congiunzione tra una fase evo- lutiva e l’altra; si tratta perciò di periodi estremamente delicati, durante i quali l’individuo riorganizza la propria personalità, tramite il metodo di adattamento più idoneo a soddisfare le proprie esigenze. Tali periodi, inoltre, costituiscono momenti altamente formativi, poiché impe- gnano il soggetto a ricercare il proprio stile di vita. Questa caratteristica del processo evolutivo ha conseguenze pedagogiche molto importanti. Il soggetto, nel corso del suo sviluppo psicofisico, si trova frequentemente di fronte a diversi problemi, che possono indurlo ad assu- mere atteggiamenti non sempre positivi. Da ciò deriva la necessità, da parte dell’educatore, di saper individuare e capire tali atteggiamenti, per poter agire nella maniera più opportuna, in modo da aiutare il soggetto a trovare le solu- zioni che gli permettano uno sviluppo formativo integrale e normale. 18
  8. 8. CAPITOLO 3 IL RAPPORTO AMBIENTE ESTERNO-BAMBINO
  9. 9. CAPITOLO 4 LA SITUAZIONE DI PARTENZA
  10. 10. Insegniamo a nuotare I nuoto può essere considerato come uno sport ciclico di resistenza alla forza ad elevata valenza coordinativa, ed è proprio quest’ultima definizione che lo differenzia da altri sport ciclici. Infatti nella specialità si riscontra una notevole difficoltà legata all’immersione in acqua, cioè al mezzo liquido nel quale si deve spostare il corpo e che determina appoggi cedevoli. Inoltre le resistenze all’avanzamento si intensificano progressivamente e le contrazioni muscolari sono di tipo isocinetico. In acqua c’è anche una diminuzione della gravità e modificazioni a carico del riflesso plantare e di altri riflessi tonico-posturali, dovute alla posizione oriz- zontale del corpo. Tutto ciò modifica: • l’afferenzazione sensoriale, • l’equilibrio statico e dinamico, • l’orientamento. Ne consegue che si rende necessaria una completa ristrutturazione del siste- ma sensomotorio per poter arrivare ad ottenere una specifica coordinazione acquatica. Le differenze nell’apprendimento di nuovi gesti tra la terraferma e l’acqua sono notevoli; il principiante immerso nell’acqua prova un senso di oppressione dovuta alla pressione che la stessa esercita sul suo corpo. Le spiegazioni o le correzioni verbali, risultano poco utili, poiché, per la man- canza delle afferenze visive, è molto difficile, per un individuo che deve partire da zero, assimilare i movimenti in assenza di conoscenze sensoriali e motorie in effetti praticamente inesistenti. Anche le afferenze vestibolari sono modificate, sia dalla posizione orizzontale del corpo che dall’azione che l’acqua esercita sull’apparato uditivo, con una conseguente certa difficoltà nella ricerca dell’equilibrio. Infine nel nuoto sorgono difficoltà nel movimento, poiché la struttura del mo- vimento stesso è poco organizzata sia nello spazio e che da un punto di vista ritmico. La corsa è ad esempio caratterizzata da una ciclicità ritmica dovuta all’azione delle gambe, che hanno un’azione preminente, mentre le braccia servono solo ad equilibrare l’azione. Nel nuoto, le azioni motorie sono costruite con movimenti che chiamano in gioco tutti i segmenti corporei (gambe, braccia, tronco, capo) con ritmi diversi, basti pensare che per esempio nel crawl le gambe effettuano sei battute per ogni ciclo di bracciata. Tutto ciò rende l’apprendimento di una buona coordi- nazione, molto lungo ed impegnativo. Per riassumere e semplificare quanto detto è molto utile elencare le differenze basilari delle caratteristiche tra la terraferma e l’ambiente acquatico. 32
  11. 11. CAPITOLO 5 IL NUOTO NEONATALE E L’ACQUATICITÀ
  12. 12. CAPITOLO 6 L’AMBIENTAMENTO
  13. 13. Insegniamo a nuotare La fase di ambientamento assume una particolare importanza per il regolare processo di apprendimento del nuoto. Molto spesso i bambini si portano die- tro un bagaglio di timori, causati in larga parte da genitori troppo apprensivi. Se si analizzano le fasi di crescita del bambino, ci si rende conto come, men- tre inizialmente, fino ai due anni d’età, tutti spronino i bambini a camminare, a parlare non appena raggiunto questo obiettivo, gli stessi genitori che prima facevano il tifo per loro, cominciano a raccomandarsi di non correre di non sudare di non bagnarsi ecc.. Da questa grande contraddizione nasce il senso d’insicurezza del piccolo. Non tutti i bambini, però, reagiscono nella stessa maniera; si può trovare il timido, il coraggioso, l’estroverso, lo spericolato ecc.. Qui entra in gioco l’e- sperienza e la sensibilità dell’istruttore che deve essere in grado di amalga- mare il gruppo in modo da poter procedere ad un insegnamento capace di coinvolgere tutti i bambini ad egli affidati. Entrando per la prima volta nella vasca alcuni dei bambini andranno subito alla scoperta del nuovo elemento senza alcun problema, altri che, pur con una certa insicurezza, cercheranno di imitare i più coraggiosi, altri infine si rifiute- ranno completamente di eseguire gli esercizi loro proposti: questi sono i casi più difficili e deve subentrare l’istruttore che deve essere capace di trovare il modo di spronare i più timidi ad unirsi al gruppo. A volte, verso i più ostinati, può essere favorevole il mostrare “disinteresse” nei loro confronti, in modo da stimolarne il desiderio di unirsi ai compagni che si stanno divertendo. Mai, comunque, castigare o sminuire il timido, anzi, occorrerà saper individuare le qualità che lui ha e che mancano agli altri, per poterlo così gratificare. Perciò l’istruttore deve trovare il modo di far apparire, anche il più timido, come uno dei più bravi del gruppo. Gli obiettivi generali dell’ambientamento sono comuni a tutti i bambini e possono essere così riassunti: • Equilibrio verticale in acqua • Superamento del fastidio dell’acqua • Apnea e respirazione • Controllo apnea • Controllo scambi respiratori • Equilibrio orizzontale in acqua • Acquisizione di abilità motorie semplici (scivolamenti, propulsoni, remate); • Tuffi e cagnolino • Ambientamento in vasca grande • Errori nei galleggiamenti 42
  14. 14. CAPITOLO 7 LA DIDATTICA DEL DORSO E DELLO STILE LIBERO (CRAWL)
  15. 15. Insegniamo a nuotare 7.1 LA DIDATTICA DEL DORSO E DELLO STILE LIBERO In una valida Scuola Nuoto, per ottenere buoni risultati, si dovrà impostare quindi un ben chiaro processo didattico e le varie progressioni d’insegnamento. Ogni scuola si basa sul conseguimento di brevetti che, pur se chiamati in diversi modi, hanno lo stesso scopo: quello di far riuscire a nuotare in maniera corretta e soddisfacente i quattro stili. Le progressioni didattiche, per raggiungere l’obiettivo prefissato, non sono schemati- che e rigide da seguire; ogni insegnante deve essere capace di variare le metodiche e le progressioni, anche in rapporto alle caratteristiche, sia fisiche che coordinative del gruppo con il quale deve lavorare. Sarebbe poco corretto e riduttivo seguire uno schema di progressione rigido e sem- pre uguale, poiché il materiale umano sarà di volta in volta certamente diverso. Da qui sorge la necessità di creare gruppi abbastanza equilibrati, anche se normal- mente non si raggiunge mai la perfetta omogeneità, mirando così a formare piccoli collettivi che debbano superare le stesse difficoltà. Come già definito in precedenza, ogni istruttore deve avere bene in mente la pro- gressione didattica da seguire, ma deve essere sempre capace di variare le eser- citazioni sia per l’intero gruppo, se queste si rivelano poco adeguate, sia per quegli elementi del gruppo che non riescono a stare al passo con gli altri. A livello didattico, dopo aver svolto, in maniera ottimale, la fase di ambientamento, lo stile con il quale iniziare le progressioni di nuotate è il dorso. Infatti una volta supera- te le prime reazioni psicologiche negative all’entrata in acqua, il dorso risulta più faci- le per i bambini, dal momento che non devono pensare ad una respirazione con fasi in immersione ma ad una respirazione libera e naturale sempre con faccia all’aria. Avranno così una maggiore capacità di concentrarsi sui movimenti a carico degli arti inferiori e superiori. Una volta raggiunto un buon grado di sicurezza e coordinazione nel dorso si potranno iniziare ad impartire lezioni anche sullo stile libero (crawl). Da qui in avanti, però, le progressioni dovranno contenere di pari passo, esercitazioni riguardanti sia il dorso che lo stile libero. Essendo lo stile libero (crawl) la nuotata che ri- chiede il maggior numero di coordinazioni, una volta assimilato, rappresenta un buon prope- deutico per poter acquisire ed assimilare le tec- niche degli altri stili, cioè di rana e delfino. Di seguito verranno forniti dei suggerimenti sulle progressioni da seguire per l’insegnamento del dorso e dello stile libero didattico: in pratica le prime esercitazioni in vasca grande, che si ef- fettuano dopo aver raggiunto un buon grado di ambientamento. Come già premesso si tratta di una traccia, un suggerimento, che poi ogni istruttore potrà va- riare a seconda della propria esperienza e del materiale umano sul quale opera. 70
  16. 16. PARTE SECONDA GLI STILI AGONISTICI
  17. 17. CAPITOLO 8 IL CRAWL (STILE LIBERO)
  18. 18. CAPITOLO 11 IL DELFINO
  19. 19. CAPITOLO 12 I TUFFI DI PARTENZA
  20. 20. CAPITOLO 13 LE VIRATE E GLI ARRIVI
  21. 21. Insegniamo a nuotare In qualsiasi stile la virata rappresenta il modo più veloce di cambiare il senso di marcia per affrontare la vasca successiva. Senza alcun dubbio l’effettuazione della virata comporta un certo accumulo di fatica, in quanto è sempre previsto un periodo di apnea, più o meno lungo a seconda dello stile o della distanza che si sta percorrendo. Appare evidente come le virate debbano essere eseguite, anche nel corso dell’allenamento, nella maniera più corretta possibile e come se si fosse in gara. Le virate de- vono essere allenate sia nei lavori intensi che in quelli più blandi, ed è proprio nei lavori meno intensi che si deve cercare di eseguire la virata nella maniera tecnicamente più corretta possibile. È compito dell’allenatore, specialmente con ragazzi in giovane età che si ap- prestano al mondo dell’agonismo, vigilare e pretendere che gli allievi ese- guano ogni virata come se fosse il gesto di gara. Questo fondamentale deve essere analizzato e studiato per ciascuno stile. 13.1 LA VIRATA A CRAWL Per quanto riguarda la virata a crawl, non sono previste particolari restrizioni regola- mentari, quindi non è necessario che la mano o le mani tocchino il bordo per virare, ed è sufficiente che il bordo venga toccato con una parte qualsiasi del corpo. Nel crawl esistono due modi di virare: la virata “ aperta” o “ aggrappata” e la virata “a capriola”. La prima, tranne qualche raro caso (nel settore Master), non viene utilizza- ta poiché risulta molto più lenta e più corta di quella a capriola. Consiste nell’arrivare al bordo, toccare con una mano, effettuare una rotazione del busto per cambiare il senso di marcia mentre le gambe si raccolgono. I piedi si appoggiano poi alla parete del bordo ed effettuano la spinta: in questo tipo di virata il tempo di apnea è minimo. La seconda, virata a “ capriola”, che è quella usata dalla totalità dei nuotatori di un certo livello, è quella che risulta più veloce. Merita ovviamente un’analisi particolare, esaustiva e precisa la tecnica di esecuzio- ne di quest’ultima. Quando il nuotatore si appresta ad affrontare la virata, deve cercare di trasformare la velocità lineare, acquisita durante la nuotata, in velocità angolare che gli permetta di effettuare una veloce flessione e torsione del busto. Lo scopo è quello di trovarsi posizionato su un fianco nel momento in cui i piedi si appoggiano al bordo per la spinta di “rimbalzo”. Questa torsione permetterà al corpo di trovarsi prono sul petto al momento dello stacco dal bordo. Quando e se la torsione non venisse completata, il nuotatore uscirebbe dal bordo sulla posizione di dorso e perderebbe del tutto la velocità acquisita per girarsi nuovamente sul petto. Altra elemento molto importante riguarda le gambe che si dovrebbero appoggiare al bordo con l’angolatura più efficace per ottenere una spinta ottimale: non devono essere ne troppo piegate, ne troppo tese, semplicemente semi-piegate. Ogni nuotatore deve provare varie volte prima di sensibilizzare la distanza ottimale per iniziare la capriola, distanza che solitamente varia tra i 90 ed i 130 cm., e comun- que in rapporto alla sua statura ed alla sua potenza di bracciata. 168
  22. 22. www.calzetti-mariucci.it Visita il nostro sito Collegandoti al sito puoi visionare nel dettaglio e acquista- re gli articoli (libri, video, dvd, riviste), grazie ad un sistema di ricerca semplice ed intuitivo. CATALOGO ON LINE Inoltre il sito è sempre aggiornato con sezioni specifiche di approfon- dimento su tutti gli argomenti più interes- santi legati allo sport, come eventi, convegni e corsi di aggiornamento. APPROFONDIMENTI Iscrivendoti e dando la preferen- za alla disciplina sportiva che più ti interessa potrai ricevere tutte le news al tuo indiriz- zo e-mail. NEWSLETTER libri,videoerivisteperlosportlibri,videoerivisteperlosport

×