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Storia inclusione

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Breve storia del passaggio dall'integrazione all'inclusione scolastica

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Storia inclusione

  1. 1. Dall’integrazione all’inclusione Una scuola per tutti e per ciascuno di Maria Rosaria Cimino
  2. 2. Chi si occupa di evoluzione storica dell’handicap “percorre una storia sconosciuta, penetra nel profondo degli stereotipi collettivi, riflette su frammenti di politica e avverte l’estrema importanza dei fattori culturali. Spesso significa subire uno choc dovuto all’inaspettata ampiezza del problema preso in esame. La ricerca permette di capire che la questione non è specifica ma fa scoprire nuovi itinerari verso problemi che non necessariamente riguardano solo l’handicap”. H.J.Stiker Corps infirmes et sociétés
  3. 3. ...la malattia è incurabile e incomprensibile; il suo sintomo principale e la pericolosità e l’oscenità; […] la norma è rappresentata dall’efficienza e dalla produttività; chi non risponde a questi requisiti, deve trovare una sua collocazione in uno spazio in cui non intralci il ritmo sociale. F. Basaglia, F. Basaglia Ongaro Crimini di pace
  4. 4. “Non è la miglior cura, è un raccoglitore e un parcheggio che non assicura altro che una sopravvivenza ma permette alla società di nascondere e regolare la miseria. Oltre all’assistenza, la società mette in atto un altro meccanismo, quello di rimettere a norma e correggere. Le condizioni sociali e il contesto di vita non sono concettualizzati come elementi handicappanti: l’obiettivo è quello di restituire l’individuo alla normalità attraverso un’azione “ortopedica” che condurrà ad un approccio sempre più orientato alla correzione”. R. Medeghini, E. Valtellina, Quale disabilità? Culture, modelli e processi d'inclusione
  5. 5. •Circolare Ministeriale n. 4525 del 1962, si prevede che “la segnalazione della minorazione sarà fatta dall’insegnante, con relazione scritta al Direttore Didattico, il quale, dopo che le competenti autorità sanitarie avranno accertato il tipo di minorazione, avvierà l’alunno alla scuola corrispondente”. Circolare Ministeriale n. 373 del 25 settembre 1965 che indirizza verso le “classi di aggiornamento” quei soggetti che “per cause non ascrivibili a carenze mentali o a turbe caratteriali, ma a fattori ambientali comunque estranei alla loro personalità, appaiono abbisognevoli di particolari cure”. •Legge 444/68. Anche le scuole materne vedono l’apertura di sezioni speciali per tutti quei bambini “affetti da disturbi dell'intelligenza o del comportamento o da menomazioni fisiche o sensoriali, […] e, per i casi più gravi, scuole materne speciali. Per il reperimento dei casi da ammettere alle sezioni speciali e alle scuole materne speciali, e per l'assistenza sanitaria specifica, il servizio medico scolastico si avvale di gruppi di esperti”.
  6. 6. “Nella nostra società ci sono tipi diversi di istituzioni, alcune delle quali agiscono con un potere inglobante, seppur discontinuo, più penetrante di altre. Questo carattere inglobante o totale è simbolizzato nell’impedimento allo scambio sociale e all’uscita verso il mondo esterno, spesso concretamente fondato nelle stesse strutture fisiche dell’istituzione. [...] Questo tipo di istituzioni io lo chiamo istituzioni totali. Goffman Asylumus Legge n. 118/71 “L’istruzione dell’obbligo deve avvenire nelle classi normali della scuola pubblica, salvo i casi in cui i soggetti siano affetti da gravi deficienze intellettive o da menomazioni fisiche di tale gravità da impedire o rendere molto difficoltoso l’apprendimento o l’inserimento nelle predette classi normali”.
  7. 7. • Legge n. 820/71 Tempo Pieno nella scuola elementare • 1974 Introduzione degli Organi Collegiali nella scuola • C.M. 227/75 le “...scuole comuni, [...] dovranno essere progressivamente messe in grado di accogliere anche i discenti che, nell’età dell’obbligo scolastico, presentino particolari difficoltà di apprendimento e di adattamento”.
  8. 8. 1975 Documento Falcucci: apprendimento e valutazione “su misura” Nuovo registro linguistico da “inserimento” a “integrazione” Legge 517 del 4 agosto 1977  Abolizione delle classi differenziali  Presenza di docenti specializzati  Programmazione individualizzata  Integrazione specialistica pluristituzionale
  9. 9. La capacità di fare sistema, di collaborare, di costruire assieme, con una pluralità di persone e istituzioni, progetti, azioni, verifiche, ecc. è una dimensione fondamentale del fare qualità dell’integrazione scolastica. Questa reticolazione sinergica e costruttiva di varie figure professionali (e non) dovrebbe avvenire ai vari livelli degli ecosistemi di vita e di relazione dell’alunno disabile: la classe, la scuola, fra enti e istituzioni nel territorio. A.Canevaro, D.Ianes Per una integrazione di qualità
  10. 10. 5 febbraio 1992, n.104 Legge-quadro per l’assistenza, l’integrazione sociale e i diritti delle persone handicappate. Diagnosi Funzionale Profilo Dinamico Funzionale Piano Educativo Individualizzato Accordo di programma ASL SCUOLA ENTE LOCALE FAMIGLIA FORMAZIONE GRUPPO di LAVORO INTERISTITUZIONALE PROVINCIALE (GLIP) PROVE DI VALUTAZIONE EQUIPOLLENTI
  11. 11. 1970 Classificazione Internazionale delle Malattie • EZIOLOGIA • PATOLOGIA • MANIFESTAZIONE CLINICA 1980 ICDH • MENOMAZIONE • DISABILITA’ • HANDICAP 1999 ICDH2 Classificazione Internazionale del Funzionamento e delle Disabilità • FUNZIONI E STRUTTURA DEL CORPO • ATTIVITA’ • PARTECIPAZIONE
  12. 12. ... Il modo in cui viene definita/denominata una persona, un gruppo sociale/culturale/religioso/etnico ci parla della rappresentazione mentale che di quel gruppo/persona/problema detiene chi si avvale di una certa definizione/denominazione P.Johnson, E. De Nigris, La questione dei termini • Funzioni corporee • Strutture corporee CORPO • Attività Personali CAPACITA’ • Partecipazione sociale INTEGRAZIONE Condizioni fisiche Fattori contestuali
  13. 13. Cooperazione e fiducia Relazione e negoziazione Scambio e interdipendenza Bisogni educativi speciali Integrazione delle uguaglianze e delle differenze

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