Se ha denunciado esta presentación.
Utilizamos tu perfil de LinkedIn y tus datos de actividad para personalizar los anuncios y mostrarte publicidad más relevante. Puedes cambiar tus preferencias de publicidad en cualquier momento.

Laboratorio "A scuola di resilienza"

Nelle classi terze di Pegognaga, Mantova, sono stati realizzati dei laboratori creativo-espressivi che hanno offerto ai bambini uno spazio sicuro e strutturato in cui contenere, esprimere e condividere i propri vissuti emotivi.

  • Inicia sesión para ver los comentarios

Laboratorio "A scuola di resilienza"

  1. 1. In classe sono stati realizzati deilaboratori creativo-espressivi chehanno offerto ai bambini uno spaziosicuro e strutturato in cuicontenere, esprimere econdividere i propri vissutiemotivi.
  2. 2. Gli obiettivi da raggiungere sono statiaccordati dai docenti insieme aglioperatori esperti, sulla base dellespecifiche realtà delle classi:• Espressione e condivisione delleproprie emozioni;• Ripristino del senso di appartenenzae di convivenza attiva da parte deibambini;• Ridisegnare la propria continuitàesistenziale e culturale.
  3. 3. I laboratori sono stati attinti dallaguida orientativa“Tutori di resilienza.Guida orientativa per interventipsico-educativi”a cura di Cristina Castelli,uno strumento ideato e progettatodai ricercatori dell’UniversitàCattolica.
  4. 4. 1° laboratorioCondotto con il supporto degli operatoridell’Università.Gli operatori hanno coinvolto i bambini inun gioco di conoscenza reciproca:“Il gioco di nomi”A turno, ognuno dice a voce alta ilproprio nome, associandolo ad un gestoo giocando con le parole pronunciate,allungando le lettere o cambiandol’accento.
  5. 5. In seguito hanno somministratoi questionariai bambini.
  6. 6. Vengono distribuiti dei fogli condisegnata la sagoma diuna valigiaLa consegna è: “riempi la tua valigiadegli elementi/oggetti/persone chevorresti avere accanto a te nel tuopercorso di crescita”.
  7. 7. Viene chiesto a ciascuno di illustrarela propria valigia, spiegando isignificati degli elementirappresentati al suo interno.
  8. 8. Si chiede a ciascuno di scegliereun elemento della propria valigiaritenuto più importante e didisegnarlo sul cartellone che è statopreparato con la sagoma di una valigiagrande.I ragazzi devono disegnare il loroelemento distintivo all’interno.
  9. 9. Alla fine gli educatori fanno emergerequesti punti:• Raccontarsi è divertente, ma a volteanche difficile.• Ognuno di noi appartiene a ungruppo: famiglia, calcio, coro, scuola(questo gruppo!).• Osservando gli altri impariamo dellecose su noi stessi.
  10. 10. 2° laboratorioL’insegnante propone l’attività“Questo sono io”L’obiettivo è rafforzare l’autostima delbambino mediante la valorizzazione diaspetti di sé positivi.
  11. 11. Viene distribuito a tutti i bambini unfoglio di cartoncino sagomato, e vienechiesto loro di realizzare con ilmateriale a disposizione (pennarelli,matite, fogli colorati, giornali…)una mascherache rappresenti le loro qualità, gusti,passioni, sentimenti, ecc.
  12. 12. Alla fine ogni bambino sipresenta attraverso la propriamaschera e l’educatore cerca divalorizzare il lavoro e le qualitàrappresentate da ogni alunno.
  13. 13. 3° laboratorioCondotto con il supporto degli operatoridell’Università.L’insegnante ha unito gli alunni in gruppidi cinque, ad ogni gruppo si è affiancatoun operatore. L’attività si intitola“La mano dei talenti”
  14. 14. Gli operatori hanno spiegato ilsignificato della parola talento; loscopo è di aiutare i bambini adesplicitare le proprie qualità escoprire i propri talenti attraverso losguardo dell’altro.
  15. 15. Viene chiesto ad ogni bambino didisegnare la sagoma della propria manosu un foglio bianco, poi vengono invitatia scrivere un proprio talento incorrispondenza del pollice. Si passa ilfoglio al compagno a destra in modo checiascuno scriva un talento che pensa cheil proprio compagno abbia. Si ripete lastessa operazione fino a che ognibambino avrà nuovamente il suo fogliodavanti e potrà leggere ciò che gli altripensano di lui.
  16. 16. Al termine dell’attività le manivengono decorate, ritagliate eincollate su un cartellone. Infine,ognuno legge i propri talenti e glioperatori stimolano una riflessione,fornendo feedback positivi.
  17. 17. Viene proposto un gioco finale“Mosca cieca sonora”Questo gioco aiuta i bambini adimparare a riconoscere e ad ascoltarel’altro.
  18. 18. Si sceglie la “mosca cieca” e vienebendata. Tutti i bambini sidispongono in cerchio e mantengonola posizione rimanendo fermi e insilenzio. L’educatore accompagna la“mosca cieca” vicino a un bambino acui chiede di pronunciare una parolaad alta voce (per esempio: “ciao”). La“mosca cieca” deve indovinare chi hapronunciato la parola. Il compagnoriconosciuto diventa la nuova “moscacieca”.
  19. 19. Per rendere l’attività piùinteressante e difficile, le parolepronunciate dovranno essere brevi(formate da due sillabe o addiritturauna sola lettere) e potranno esseredette con una voce alterata (voceacuta, voce grave o profonda, vocemodificata tenendo i denti stretti ole labbra chiuse).
  20. 20. 4° laboratorioCondotto dall’insegnante di classe.Dopo aver ricordato l’attività dellamano dei talenti, l’insegnante proponeil gioco:“Indovina di chi è la mano?”
  21. 21. Ognuno scrive i propri talenti su unfoglietto, poi si dividono i bambini indue squadre e si ritirano i biglietti.Compito di ogni squadra è diindovinare il maggior numeropossibile di bambini della squadraavversaria a cui appartengono i talentiletti dall’insegnante. Vince la squadrache indovina più compagni dellasquadra avversaria.
  22. 22. In seguito, l’insegnante propone ilgioco:“Rispecchiarsi”Si chiede ai bambini di formare dellecoppie e di posizionarsi uno di fronteall’altro, un membro propone unmovimento e l’altro lo imita nel modopiù preciso possibile.
  23. 23. L’ultimo gioco dell’unità laboratoriale siintitola“Muoversi come un corpo unico”Si lavora inizialmente a coppie, poi agruppi di 4, poi, 8, infine tutti insieme.Si invitano le coppie a muoversi insincronia, camminando insieme, unitidal contatto del braccio tenuto lungo ilfianco. Si ripete per i gruppi da 4 e da8, infine si prova a muoversi tuttiinsieme come un corpo unico.
  24. 24. 6° laboratorioCondotto dall’insegnante di classe.Viene proposta l’attività“SOS ho bisogno di te”Si chiede ai bambini di disegnare su uncartoncino ritagliato a forma di cerchiouna situazione in cui hanno avutobisogno dell’aiuto di un compagno diclasse e, dall’altra parte, una situazionein cui hanno aiutato un compagno diclasse.
  25. 25. Al termine, ogni alunno ha descrittoal gruppo gli episodi rappresentati,cercando di descrivere le emozioniprovate nel ricevere e offrire aiuto.Infine, i cartoncini sono diventati dellemedaglie da indossare.
  26. 26. Come gioco finale si propone“Occhio al primo”Un bambino esce dall’aula, gli altri incerchio decidono chi sarà il primo cheindicherà il movimento da fareeseguire al gruppo.Una volta rientrato in aula, il bambinodeve capire chi è il primo.
  27. 27. 7° laboratorioCondotto con il supporto deglioperatori dell’Università.Gli operatori propongono un’attività dirilassamento e di abbandonoall’altro: con il sottofondo di suonidalla natura i bambini a coppie sonoguidati a praticare diverse tecniche dirilassamento al proprio compagno.
  28. 28. Alla fine dell’attività vienechiesto quali emozioni hannoprovato.
  29. 29. Viene avvitato, così, un dialogo sulleemozioni:• Cosa sono le emozioni?• Quali emozioni conoscete?• Quali emozioni avete vissuto?A turno, ogni bambino racconta unpaio di episodi in cui ha sperimentatoemozioni positive (felicità, gioia) edemozioni negative (rabbia, tristezza,spavento).
  30. 30. In seguito, i bambini sono messi dinuovo a coppie per:“Il gioco delle statue”Lo scultore modella la sua statua perrappresentare un’emozione e il gruppodeve indovinare l’emozionerappresentata.Poi si invertono i ruoli.
  31. 31. 8° laboratorioCondotto dall’insegnante di classe.Per favorire la cooperazione all’internodel gruppo, le insegnanti propongonoil gioco“Memory a squadre”Prima si costruisce il gioco del memorycon fogli e cartoncini, poi si formanodue squadre.
  32. 32. La prima squadra gira due carte. Sequeste formano una coppia venganoincassate dalla squadra che puòscoprirne altre due. Se non formanouna coppia vengono nuovamentecoperte e rimesse nella loro posizioneoriginale e il turno passa alla squadrasuccessiva. Vince la squadra che haraccolto più coppie di carte.
  33. 33. Al termine del gioco, si fannoriflettere i bambini su come lacooperazione all’interno dellasquadra abbia migliorato l’esito delgioco.
  34. 34. 9°laboratorioL’insegnante di classe, in accordo con glil’equipe di Milano, propone dei giochicon l’intento di guidare i bambini aidentificare le emozioni: (gioia,tristezza, paura, rabbia, sorpresa…) edimostrare che le emozioni possonoessere riconosciute semplicementeosservando il volto, nel senso cheluomo "parla" non solo con le parolema anche con il corpo.
  35. 35. A volte il linguaggio del corpo èmolto più importante che le parole peresprimere gli stati danimo.Poi, il riconoscimento delle emozioni,proprie e altrui, è anche un mezzo peragire sul ricordo dei vissuti traumatici.
  36. 36. L’obiettivo di queste attività è dipromuovere la consapevolezza delleemozioni per ottenere il controllo delcomportamento; il riconoscimentodelle emozioni altrui per facilitarelempatia, lascolto reciproco e losviluppo delle modalità appropriate perinteragire adeguatamente con l’altro.
  37. 37. Dopo aver esplorato il significatodella parola emozione e averelencato tutte le emozioni che ibambini conoscevano, si proponeil gioco:“La voce delle emozioni”
  38. 38. Inizialmente si chiede ai bambini diprovare, a turno, a pronunciare leparole:“felicità” con voce felice;“tristezza” con voce triste;“rabbia” con voce arrabbiata;“paura” con voce spaventata.
  39. 39. Successivamente, si predispongono duecontenitori con dei bigliettini: unocontenente delle parole neutre (esempio,cane, tavolo, gallo…), l’altro le paroledelle emozioni. A turno, ogni bambinodeve pescare una parola dal primocontenitore e un’emozione dal secondocontenitore. Bisogna provare apronunciare la parola pescata conun’intonazione tale da comunicare laspecifica emozione che è stata estratta.
  40. 40. Il resto del gruppo deve cercare diindovinare l’emozioneespressa dal compagno.Si procede in questo modo fino aquando ogni bambino ha provatoa pronunciare almeno una parola.
  41. 41. 10° laboratorioCondotto dall’insegnante di classe.L’insegnante procede con le attivitàsul tema delle emozioni perraggiungere una maggioreconsapevolezza del ventaglio diemozioni vissute nel corso della vitadei bambini e rafforzare le capacità digestione dei propri vissuti emotivi.
  42. 42. Viene proposto“Il quadro delle emozioni”Si fornisce ai bambini un foglio grandeda piegare in quattro riquadri, in ognunodi essi si disegna una cornice cherappresenta un’emozione: felicità,tristezza, sorpresa, paura. Viene chiestoloro di disegnare (o eventualmente discrivere) quattro avvenimenti in cuihanno provato rispettivamente leemozioni dei riquadri.
  43. 43. Al termine si descrive ai compagnicosa si è rappresentato,raccontando l’episodio illustrato conparticolare attenzione alle emozioniprovate e a cosa è stato fatto inrisposta all’emozione.
  44. 44. 11° laboratorioCondotto con il supporto degli operatoridell’Università.Dopo un primo momento disocializzazione sulle attività e prodottirealizzati in classe, il gruppodell’Università propone una nuovaattività:“La linea del tempo”
  45. 45. Come le precedenti attivitàproposte, l’obiettivo è di stimolare ilprocesso di autoconsapevolezzadei vissuti individuali, in unacornice temporale ben definita:l’ultimo anno di vita.
  46. 46. Ogni bambino fa la propria linea deltempo relativa all’ultimo anno di vita conun pezzo di spago o nastro che vieneincollato sul un foglio A3.Si chiede d’individuare almeno 2 bruttiricordi che verranno segnati ciascunocon un sassolino, collocati sulla linea deltempo.Poi si chiede d’individuare almeno 2momenti felici che verranno segnaticiascuno con un fiore di carta crespa,collocati sempre sulla linea del tempo.
  47. 47. Al termine ognuno descrive aicompagni quali eventi positivi enegativi ha scelto di rappresentare,segue un applauso per ognibambino.L’applauso è un’azione semprepresente dopo la dimostrazionedell’elaborato da partedell’alunno davanti alla classe.
  48. 48. 12° laboratorioCondotto dall’insegnante di classe.L’insegnante propone una nuovaattività con la stessa finalità dimiglioramento dell’autoconsapevolezzaemotiva:“Sotto un temporale”
  49. 49. Viene distribuito ad ogni bambino unfoglio bianco A3 e si chiede didisegnare, nella parte superiore delfoglio, il contorno delle sagome delleintemperie (saetta, goccia, vento)nuvola, e di scrivere all’interno di essedifficoltà e paure che consideranopiù minacciose (fattori di rischio).
  50. 50. Poi si disegnala sagoma di un grandeombrello nella parte inferiore del foglio.All’interno dell’ombrello dovrannoscrivere cosa o chi li ha aiutati o lipuò aiutare ad affrontare le lorodifficoltà e paure (fattori protettivi).Al termine ognuno descrive aicompagni quali paure e quali aiuti hascelto di rappresentare, segue unapplauso per ogni bambino.
  51. 51. La seconda attività è:“I luoghi delle emozioni”Ad ogni bambino si chiede diindividuare i 4 luoghi per lui piùimportanti e di disegnarli sul un foglioA4 diviso in 4 parti, ciascuna per ognispazio. Per ogni luogo scelto si chiededi associare una persona e unmomento/ricordo relativo a quellospazio e di scriverla.
  52. 52. Una volta realizzati i 4 luoghi vienechiesto di ritagliarli e di incollarli sulfoglio A3 collocandoli in unaposizione da lui scelta. Ogni bambinodovrà rappresentare se stesso sulfoglio A3 e da li collegare sé ai diversiluoghi disegnati mediante dellefrecce, linee.Al termine ognuno presenta il proprioelaborato.
  53. 53. 13° laboratorioCondotto con il supporto deglioperatori dell’Università.Nell’attesa dei “ragazzi” (così lichiamano i bambini in modoamichevole), ogni bambino disegna unapietra preziosa per arricchire loscrigno dei desideri che l’insegnanteha costruito con una scatola dicartoncino.
  54. 54. Al loro arrivo, viene svelata l’attivitàdello scrigno: ad ognuno vienedistribuito un foglio su cui scrivereo disegnare i propri desideri peril futuro.Al termine, il foglio viene arrotolatoe infiocchettato e poi riposto nelloscrigno.
  55. 55. Gli educatori hanno portato con lorouna conchiglia costruita con due foglidi polistirolo, essa rappresenta“La metafora dell’ostrica”una storia che narra il concetto diresilienza.
  56. 56. “Quando un granello di sabbiapenetra in un’ostrica, aggredendola,l’animale reagisce producendo lamadreperla, che si deposita intorno algranello e lo trasforma in una perlapiccola.L’aspro granello è modellato fino adassumere la forma nuova di una perlapreziosa”. (Cyrulnik, 1999)
  57. 57. Questa metafora, raccontata aibambini come una storia, spiega ilconcetto di resilienza: di fronte aesperienze avverse o potenzialmentetraumatiche, certe personesviluppano capacità, fino a quelmomento sconosciute e latenti, chepermettono di affrontare questivissuti e uscirne vincitori.
  58. 58. Perciò, in classe abbiamorappresentato il granello di sabbiacon un foglietto bianco e la perlacon un foglietto colorato, su cuiscrivere rispettivamente l’eventotriste e come si è trasformato inun’occasione positiva, di crescita.
  59. 59. Il granello è stato arrotolato emesso dentro al palloncino/ostricae le perle sono state incollate sullaconchiglia.
  60. 60. Ogni momento di quest’ultimoincontro con l’equipe è statopervaso da una frenetica gioia,un adeguato epilogoimmortalato con una foto digruppo!
  61. 61. 14° laboratorioCondotto dall’insegnante di classe.L’insegnante avvia una riflessionefinale sulle attività fatte insieme,stimolando una soluzione per poterordinare gli elaborati raccolti.Insieme si costruisce il libro sulprogetto resilienza.
  62. 62. OSSERVAZIONI D’EQUIPEInsieme agli educatori universitari sidecide la modalità di assemblaggio ditutti gli elaborati.Essi verranno rilegati in forma diquaderno seguendo un ordinetemporale:
  63. 63. PASSATO: le attività che hannoindagato i ricordi ( La finestra delleemozioni, Sotto a un temporale, Iluoghi dei miei ricordi, La linea deltempo, SOS ho bisogno di te);PRESENTE: le attività sui talenti esulle emozioni ( Le mani dei talenti, lavaligia del sé, Questo sono io);FUTURO: le attività sui desideri per ilfuturo (Lo scrigno dei desideri).
  64. 64. Educatori e insegnanti sonoconcordi nella valutazione positivadi tutto il progetto.Per le insegnanti, esso harappresentato un momentosignificativo del fare scuola, in cuigli alunni hanno trovato uno spazioper esprimersi e stare bene con icompagni.
  65. 65. Per gli esperti dell’Università,lavorare nelle classi terze diPegognaga è stato proficuo e digrande soddisfazione.Infine, essi hanno evidenziato ilvalore aggiunto dellacollaborazione con le insegnanti,che ha permesso la buona riuscitadel progetto e la realizzazione deirisultati attesi.
  66. 66. Marta ColomboClaudia FilippiGiacomo FiordiGiada PerazziDomenico RagnaneseCinzia SolazziGiorgia TerliAgnese Veneroni

×