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OSCAR DI TRAIL RUNNING 2017

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Premios anuales trail running Revista Spirito Trail 2017. Creados 2011, los más prestigiosos del trail mundial. Aquí seccion especial > https://carrerasdemontana.com/category/oscar-del-trail/

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OSCAR DI TRAIL RUNNING 2017

  1. 1. SPECIALE OSCAR DEL TRAIL A cura di Leonardo Soresi ©UTMB®-photoAlexandreGirbal 14 | SPIRITOTRAIL | gennaio 2018 S ettima edizione per l’Oscar del Trail che Spirito Trail assegna dal 2011. 2.308 votanti, sei giurati, un’intera redazione che si è accapigliata per scegliere i propri beniamini. E poi loro, gli atleti, che abbiamo seguito per tutto l’anno sui sentieri di tutto il mondo. Quest’anno abbiamo deciso di limitare le nominations, solo 7 per ogni categoria. Il trionfatore dell’anno è François D’Haene, che si porta a casa due statuette, ma soprattutto la consapevolezza che sulla distanza di cento miglia è lui il riferimento per tutti. Per gli addetti ai lavori la vittoria di D’Haene sta anche a significare che non è più il tempo dei divoratori di chilometri, una gara dietro l’altra, ma occorre pianificare la stagione, e seguire con scrupolo il proprio programma. Quattro gare e quattro vittorie. Scacco matto. Prendi e porta a casa. E François fa così ormai da tre anni, senza inseguire vittorie inutili o il bisogno di apparire sui social. n LA GIURIA TECNICA Sergio Garasa Mayayo: autore di carrerasdemontana.com Bryon Powell: riferimento internazionale con il suo sito Irunfar.com Paolo Germanetto: commissario tecnico della nazionale italiana di Trail Fulvio Massa: giornalista, organizzatore (Porte di Pietra) Enrico Pollini: organizzatore (Ultraberiscus, Transd’Havet) e rappresentante italiano in Itra Maurizio Torri: la mente dietro a sportdimontagna. com Redazione di Spirito Trail TEMPO DI OSCAR
  2. 2. 16 | SPIRITOTRAIL | gennaio 2018 Redazione ST Dopo una pacifica discussione redazionale, che ha lasciato a terra più di un ferito, ecco chi ci ha emozionato in questo 2017. Tra gli uomini, era difficile non votare François D’Haene, eppure i due soliti sovversivi ce l’hanno fatta. Ma sono stati prontamente zittiti, perché quello che ha fatto quest’anno D’Haene è stato semplicemente superlativo. Il duello con Kilian all’UTMB, con gli altri che stanno a guardare da distante, è stato probabilmente uno dei momenti più alti del trail running di sempre. Sono anni che François non sbaglia un colpo, e con il FKT sul John Muir Trail ha davvero messo la ciliegina su una stagione fantastica. Kilian? Paga l’averle prese per una volta. Ma forse in troppi dimenticano che ha comunque stravinto l’Hardrock con un braccio al collo. Ed è salito due volte sulla cima SPECIALE OSCAR DEL TRAIL Miglior Trailer UomoFrançois D’Haene dell’Everest in una settimana. Forse. E occhio a Tollefson: spunta in alto nella classifica di quasi tutti, il ciuffo di Mammoth ha lasciato il segno anche in Europa... Sergio Garasa Mayayo Primo posto per François D’Haene: ha dominato l’UTMB e vinto gare come Madeira, Maxi-Race di Annecy, Verbier. In più un grande FKT al John Muir Trail. Ha tenuto un livello altissimo per tutto l’anno. Secondo posto per Kilian Jornet: è tornato alle 100 miglia in grande stile, sfidando apertamente l’élite del Trail all’UTMB, gara che è risultata un duello tra lui e D’Haene. In più c’è la sua vittoria alla Hardrock nonostante l’infortunio durante la gara. Risultati rilevanti, che spiccano tra le altre vittorie di quest’anno come Mont Blanc Marathon e Sierre-Zinal. Terzo posto per Luis Alberto Hernando: F rançois D’Haene vince l’Oscar del Trail 2017. Come poteva essere altrimenti dopo aver messo in fila tutti, Kilian compreso, all’Ultra Trail du Mont Blanc. È il suo secondo Oscar, dopo quello vinto nel 2014, ma questa volta non ha convinto solo la giuria tecnica, ma ha conquistato anche il voto popolare. A Kilian non è bastato salire due volte in cima al tetto del mondo in una settimana, né vincere una Hardrock con la spalla lussata: deve accontentarsi del secondo posto. Terzo un altro spagnolo, Luis Alberto Hernando, nuovamente campione del mondo, lontanissimo però dai primi due nel voto “popolare”. seconda vittoria consecutiva nel campionato mondiale di Trail. Primo in Portogallo nel 2016 su 80 km e primo a Badia Prataglia in una 50 km veloce che non si addiceva alle sue caratteristiche. Contando Annecy 2015 è il terzo podio consecutivo. Più tante altre vittorie in gare come Transvulcania 42 k, High Trail Vanoise 68 k, the Rut 50 k. Un atleta ad alto livello per tutto l’anno e su tutte le corse più corte di 100 km. Bryon Powell François ha vinto la 100 miglia più competitive della storia e le gare più competitive della stagione, battendo molti degli atleti nominati per questo premio. Senza dubbio è il migliore dell’anno con Kilian secondo e Luis Alberto Hernando terzo. Paolo Germanetto François D’Haene è il mio Oscar 2017, risultati finali: 1. François D’Haene 41,38% 2. Kilian Jornet 30,66% 3. Luis A. Hernando 16,49% i candidati Pau Capell François D’Haene Javier Dominguez Luis Alberto Hernando Kilian Jornet Ryan Sandes Tim Tollefson ©UTMB®-photoFranckOddoux ©UTMB®-photoFranckOddoux
  3. 3. SPECIALE OSCAR DEL TRAIL perché ha vinto l’UTMB contro Kilian, facendolo arrivare al traguardo “cotto” comenonmai.Perchéhaprogrammato l’evento, focalizzando tutto su Chamonix, rinunciando a molto altro. Perché è forse sì, anche un po’ freddo e meno e social di altri, ma proprio per questo riporta la concretezza dei valori tecnici al primo posto. È stato il più forte dove voleva e dove contava. Non lo scrive lui, lo cantano gli altri: il miglior racconto è sempre terzo, non è mai autobiografico. Almeno, così, a me piace continuare a pensare. Anche un po’ controcorrente... Secondo posto per Luis Alberto Hernando, perché un bis iridato, su distanze diverse, vale davvero tanto. Come D’Haene ha confermato che, là davanti, checché se ne dica, i migliori ormai programmano e finalizzano. Si perde un po’ di poesia, si fanno scelte mirate, correndo il rischio di rinunciare a molte uscite e poi bucare anche la gara programmata: anche per questo, bravo, bravi. Terzo Kilian, perché sul podio ci deve comunque stare. In fondo, anche la sconfitta patita all’UTMB contribuisce a disegnare i contorni del suo “mito”. Sotto un punto di vista strettamente tecnico, io continuo a preferire il Kilian che non si cura del suo personaggio, ma che cerca il confronto anche là dove sa che potrebbe andargli male: il Kilian dello sci alpinismo, il Kilian delle mitiche sfide con De Gasperi, il Kilian delle Sierre-Zinal vinte e perse, il Kilian dell’UTMB chiuso al secondo posto. Fulvio Massa Primo posto per François D’Haene. Nonostante il trail running presenti tutta una serie di situazioni irregolari e poco codificabili, mi piace pensare a un campione che sia in grado di gestire il suo talento attraverso una programmazione della stagione seria e ponderata e per questo motivo anche quest’anno François si è dimostrato implacabile. Aprile, maggio, luglio e agosto, al signore dell’Ultra Trail Running sono bastate quattro gare, quattro mosse per dare scacco matto alla stagione. Una sequenza studiata per esaltare la performance e dimostrare che si può correre a lungo e velocemente. Argento per Kilian Jornet. Gareggia meno perché distribuisce la sua vita sportiva tra Alpinismo, Skyalp e Trail, ma quando decide di correre dice sempre la sua, e a voce alta. Forse ricordiamo maggiormente la Hardrock vinta con un solo braccio o la seconda posizione alla UTMB, ma a me sono rimaste impresse la vittoria di Sierre Zinal dove si è imposto in una gara di estrema intensità su avversari di altissimo valore e la vittoria alla Ultra Pireneu in cui ha coperto 44,8 km e 2400 m+ alla media di 5/km. Bronzo per Luis Alberto Hernando. Una macchina vincente, dove gareggia vince. Ha impostato la sua stagione in direzione del Mondiale di Badia Prataglia, lo ha preparato con professionalità e umiltà e lo ha vinto con determinazione. Enrico Pollini Vado controcorrente e scelgo Luis Alberto Hernando per la sua capacità di programmare una stagione con pochissime gare obiettivo e rispettare l’impegno, rimettendo per la seconda volta in riga una squadra di bleues indiavolati al mondiale, da solo e per di più in una distanza non proprio congeniale, bisogna avere non solo talento, ma anche metodo e passione, miscelati nella giusta dose: campeon do mundo! Argento per Kilian Jornet, che accompagno con un aggettivo che trascende qualsiasi considerazione tecnica: poliedrico. Due volte sull’Everest in una settimana, pur senza un record eclatante ma solo con dei distinguo da cultori della materia, e poi il ritorno a una stagione di trail che ha mostrato il lato umano prima delle vittorie o dei piazzamenti, lo consacrano definitivamente alla mitologia. Il mio bronzo personale va a Javier Dominguez perché il Tor Des Geants non è una gara, non è una prova di atletica comparabile con altre, il Tor è un viaggio a sé, un mondo a parte. Vincere un Tor, relativamente a classifiche, graduatorie, competizioni, rankings, insomma rispetto a tutto quello che è una stagione di gare, non vuol dire niente. Vincere un Tor, che è invece per altri aspetti il sogno, il punto di arrivo, la quintessenza dello spirito trail, è tutt’altra cosa, e vincerlo in sessantasette ore lascia il segno. Maurizio Torri Primo posto dovuto, dovutissimo per uno strepitoso François D’Haene. Quello che ci ha fatto vedere all’UTMB è qualcosa di strabiliante. Argento 2017 per Luis Alberto Hernando. Alla Sacred Forest nonostante alcuni acciacchi fisici ha stretto i denti e dimostrato ancora una volta di essere il migliore. Bronzo per Kilian. Uno che per fermarlo lo devi abbattere. Un fenomeno sempre e comunque. n 18 | SPIRITOTRAIL | gennaio 2018 ©UTMB®-photoPascalTournaire ©RobertoDePellegrin
  4. 4. 20 | SPIRITOTRAIL | gennaio 2018 Redazione ST Un po’ più battagliata la votazione femminile dove la Huser, con il suo gareggiare seriale ha spezzato il cuore a qualche redattore. Non le perdoniamo la superbia di partire con la top ten maschile alla WS per poi crollare clamorosamente: brava comunque a finire e vediamo l’anno prossimo cosa combinerà con la doppietta WS/HR. Ma la maggior parte dei voti è andata a Caroline Chaverot, che pur con qualche alto e basso, ha piazzato la zampata quando serviva: LUT, Annecy e Hardrock, tre mesi di dominio assoluto. Certo, ha fallito l’UTMB, ma ha ancora chiuso con una vittoria a Saintelyon, per gradire. Poco considerata la Picas, a conferma che il livello UTMB femminile quest’anno non era paragonabile a quello SPECIALE OSCAR DEL TRAIL maschile. Curioso vedere come la componente femminile della redazione abbia invece preferito Ida Nilsson, che effettivamente ha fatto una stagione superlativa, anche se è rimasta su distanze sub 100 k. Sergio Garasa Mayayo Primo posto per Maite Maiora: la vittoria a Zegama è sempre il piatto forte della stagione, un’annata in cui ha vinto gare molto tecniche come Livigno, Gran Paradiso e Tromso oltre a comandare per quasi tutta la gara una veloce CCC a Chamonix. Grandi performance per tutto l’anno su ogni tipo di gara. Al secondo metto Caroline Chaverot: dopo un 2016 perfetto, ha riscontrato qualche problema in questo inizio di 2017, ma è tornata presto più veloce di prima. Le vittorie L ’anno scorso era stato un plebiscito per Caroline Chaverot, mentre quest’anno la francese ha convinto pienamente solo il pubblico, mentre la giuria tecnica si è divisa sul suo nome. Al secondo posto Andrea Huser, infaticabile macinatrice di chilometri, mentre sul gradino più basso del podio sale Ida Nilsson, la sorpresa di questa stagione 2017. ad Annecy e Cortina sono tanta roba, ancor di più lo è stata la sua vittoria alla Hardrock dove oltre a dominare la gara femminile, è stata capace di competere per la top5 assoluta. Purtroppo i suoi DNF di Transgrancanaria e UTMB dicono che non è la miglior atleta dell’anno, manca ancora qualcosa nelle gare di alto livello. Terza piazza per Andrea Huser: gareggia sempre ad alto livello. Nonostante la vittoria all’UTMB continui a sfuggirle, ha agguantato degli ottimi primi posti alla Diagonale des Fous, Eiger Ultra Trail e Madeira. Tenace come nessun’altra, se solo fosse stata più veloce a Chamonix, Maite e Caroline non sarebbero davanti a lei in questa classifica. Bryon Powell Scelgo Ida Nilsson perché ha corso risultati finali: 1. Caroline Chaverot 31,22% 2. Andrea Huser 17,93% 3. Ida Nilsson 15,57% le candidate Caroline Chaverot Ruth Croft Andrea Huser Maite Maiora Ida Nilsson Nuria Picas Adeline Roche Miglior Trailer DONNACaroline Chaverot ©JordiSaragossa ©JordiSaragossa
  5. 5. una stagione intera. Dall’inizio alla fine, dominando tra i 70 e i 90 km. Per me ha corso la migliore stagione tra le donne. Andrea Huser merita il secondo posto per la costanza e la quantità delle sue gare. Nonostante qualche DNF, Caroline Chaverot ha raggiunto sufficienti risultati per guadagnarsi il terzo posto. Paolo Germanetto La mia numero uno è Adeline Roche, perché è la campionessa del mondo. Perché magari non sarà mai (o non è ancora) donna da distanze più lunghe, ma ha avuto il merito di contribuire ad innalzare di altro scalino la competizione ad alto livello. Più si corre forte là davanti, più il movimento cresce dal punto di vista tecnico, non solo in termini di risultati, ma anche di maturità nella programmazione degli eventi principali. Seconda piazza per Nuria Picas, perché ha vinto l’UTMB. Perché dire di più? Terza Caroline Chaverot, perché ha spesso e volentieri dominato ancora una volta, ma ha steccato all’UTMB. Sono sincero, penso rimanga la più forte, ma dopo il fantastico 2016, una stecca clamorosa a lei rischia di essere imputata più che alle altre. Fulvio Massa Scelgo Andrea Huser per questo 2017. Questa signora svizzera non smette di stupire. Vince o si piazza a podio ininterrottamente e su gare di grande rilievo. Al contrario di D’Haenne è bulimica di gare e come un martello, si sposta in tutto il mondo a battere le avversarie di turno. Mi chiedo come faccia a mantenere questi ritmi, ma ormai da diversi anni si muove con questi volumi e con questi risultati. Seconda piazza per Ida Nilsson. La 36enne svedese è abituata a gareggiare su distanze medie e lo fa con grande determinazione e talento. E’ in grado di mantenereunaelevataintensitàdicorsa con grande facilità e lo ha dimostrato con i suoi tempi sui Templiers e sulla California 50miles. Caroline Chaverot è la mia terza posizione. Per l’atleta SPECIALE OSCAR DEL TRAIL che negli ultimi anni ha dominato il mondo femminile del trail, questo può essere definito un anno di ripresa. Il sistema endocrino gioca brutti scherzi e quando gli stress sono esagerati, caricano eccessivamente la tiroide e il corpo si indebolisce. Caroline ha capito bene la situazione e in questa stagione ha moderato gli impegni e ha partecipato a 3 impegni importanti con altrettanti successi. Enrico Pollini Oscar a Ida Nilsson: in un ambiente che sta ancora cercando le eredi di Emelie Forsberg e Nuria Picas, questa potrebbe essere la risposta; polivalente dal vertical all’ultra, qualsiasi donna che vada sopra gli ottocento punti Itra merita un’alzata di sopracciglio, se poi su dieci gare vinte in cinque finisce nella top ten assoluta, c’è da fidarsi. Seconda piazza per Caroline Chaverot che ha rinunciato programmaticamente ai mondiali interpretando perfettamente la nascita di due distanze e due discipline diverse (se Hernando può essere un Girardelli, lei ha preferito essere uno Stenmark), ha dovuto misurarsi con una stagione di acciacchi, e ha comunque infilato Lavaredo, Hardrock e Saintélyon; avesse bissato l’UTMB sarebbe sicuramente al primo posto; riprovarci l’anno prossimo? Terza Maite Maiora: pura potenza, nella migliore tradizione spagnola sky. Vincere Zegama a mani basse, e poi presentarsi alla CCC e sfiorare la vittoria significa essere finalmente matura. Difficilmente la vedremo in qualcosa sopra i cento chilometri, ma sotto ne ha ancora tanto da dire la ragazza. Maurizio Torri Il mio oro 2017 va, anche al femminile, alla vincitrice dell’UTMB. Nuria Picas è stata semplicemente immensa. Il secondo posto l’ha strameritato un’altra spagnola Maite Maiora. Una vera campionessa tutta grinta e tenacia. Terza piazza per la sempre competitiva Ruth Croft. n ©UTMB®-photoFranckOddoux 22 | SPIRITOTRAIL | gennaio 2018
  6. 6. 24 | SPIRITOTRAIL | gennaio 2018 Redazione ST Tra gli italiani, il duello si giocava anche a livello di distanze: Marco De Gasperi da una parte a rappresentare i velocisti, Dani Jung a tenere alta la bandiera dei faticatori. Difficile scegliere. Anche perché, contrariamente a un tempo, il livello nelle ultra si è alzato clamorosamente anche grazie al circuito UTWT, mentre quello nello skyrunning si è lievemente abbassato parlando di élite assoluta (resta incredibile in generale, basta vedere i primi 50 posti a Dolomites o Limone per rendersene conto). Alla fine ci piace premiare la freschezza di Dani, che si è messo in gioco e ha viaggiato per mezzo mondo, sempre battendosi con i migliori. Siamo curiosi di vederlo in azione nel 2018. Sergio Garasa Mayayo MarcodeGasperi,chialtro?Bravissimo. Il grande veterano del Trail running SPECIALE OSCAR DEL TRAIL MIGLIOR TRAILER ITALIANO UOMOMarco De Gasperi italiano è stato fonte di ispirazione per tutti in questo 2017. Ha sfidato e battuto atleti di vent’anni più giovani nelle gare più importanti e competitive rincorrendo il titolo delle Sky Running World Series. Le vittorie a Limone e Matterhorn Ultraks sono state incredibili, così come il secondo posto a Zegama dove sia lui che il vincitore Stian Argenmund hanno battuto il record di Kilian. Argento a Francesco Puppi. Campione del mondo nei Trail lunghi WMRA-IAAF al Giir di Mont a seguito della squalifica di Pietro Mamu. I grandi atleti sono quelli che eccellono nelle grandi gare. Il titolo di campione nel mondo è tornato finalmente in Italia dopo le vittorie di Marco de Gasperi. Terzo posto per Giulio Ornati: è il migliore atleta italiano per gli Ultratrail internazionali. Non è riuscito a ripetere la top10 all’UTMB come l’anno scorso, arrivando solo 21°, ma ha ugualmente V a a Marco De Gasperi l’Oscar del Trail 2017, con una vittoria netta su cui si sono trovati d’accordo sia la giuria tecnica che il voto popolare. La vittoria nelle Skyrunning World Series e il secondo posto di Zegama sono risultati eccezionali, ancora di più se li si coglie a 40 anni dopo una carriera infinita. Secondo Giulio Ornati, per un soffio di voti davanti a Daniel Jung: la giuria tecnica era più propensa a premiare Jung, ma il voto popolare ha premiato la performance di Ornati all’UTMB. conquistato molte vittorie a Prealba, Maremontana e Bettelmatt. Bryon Powell Assegno la vittoria a Marco De Gasperi che, ancora una volta, ha mostrato di avere quello che ci vuole per correre tra l’élite mondiale. Secondo posto per Dani Jung e terzo per Giulio Ornati che rappresentano il meglio dell’Italia nelle Ultra. Paolo Germanetto Oscar senza dubbio a Marco De Gasperi, perché questo successo finale nelle World Series mette altro sigillo su carriera inimitabile. Era il suo obbiettivo stagionale e di fine carriera: l’ha centrato, come sempre o quasi ha fatto quando negli anni si è messo in testa di inseguire qualcosa... Secondo posto per Daniel Jung, perché ha spesso portato il tricolore nelle posizioni nobilissime dell’Ultra risultati finali: 1. Marco De Gasperi 31,15% 2. Giulio Ornati 18,88% 3. Daniel Jung 18,67% i candidati Fulvio Dapit Marco De Gasperi Stefano Fantuz Daniel Jung Giulio Ornati Christian Pizzatti Francesco Puppi Trail World Tour. Corre forte e cerca costantemente il confronto internazionale: due caratteristiche che non sempre viaggiano di pari passo, ma che rimangono fondamentali per emergere per davvero. Ultimo gradino del podio per Francesco Puppi, perché - sventure di Mamu a parte - a Premana ha dato spettacolo, dopo già essere stato protagonista agli Europei di corsa in montagna classica in Slovenia. Perché ha testa pensante, che non si esplicita soltanto nel conseguimento della laurea magistrale in fisica nell’anno del Giir di Mont iridato o dell’esordio in maratona a New York. Una testa che segue la leggerezza del suo procedere in salita e non le tendenze dei social, una testa che ama filosofeggiare anche attorno agli scenari futuri di questa nostra splendida passione declinata ai sentieri... ©SimonePaccini
  7. 7. SPECIALE OSCAR DEL TRAIL Fulvio Massa A Daniel Jung va il mio Oscar 2017. I suoi campi di gara sono sempre quelli delle più importanti gare internazionali e di conseguenza le sue posizioni sono sempre da rapportare a quelle degli altri atleti di vertice. I suoi tempi e quindi le sue prestazioni assolute sono sempre di grande rilievo e ben distribuite in un calendario annuale. Giulio Ornati subito dietro: il copione per lui non cambia, sempre a podio nelle gare di alto livello nazionali e sempre ben classificato nelle gare internazionali di livello assoluto. A lui il merito di portare per il secondo anno consecutivo la bandiera italiana alla UTMB. Terzo posto per Fulvio Dapit. Anche quest’anno un’ottima stagione per lui, sempre pronto a dare battaglia su gare internazionali di prestigio, dove fatica ad arrivare a podio, ma riesce spesso ad avere degli ottimi piazzamenti. Enrico Pollini Giulio Ornati è il mio Oscar 2017. Non ha saputo ripetersi agli stessi livelli dell’anno scorso, ma “Giulio il bello” sulle distanze lunghe non sbaglia mai. Uno dei pochi che ha voglia, e possibilità, di mettersi sempre in gioco a livello internazionale, rinunciando a facili vittorie in casa per prendere piuttosto onorevoli piazzamenti, ma con molti nemici e molto onore. Secondo posto per Fulvio Dapit che ha finalmente preso le misure con le lunghe distanze. Nonostante alcuni ricorrenti dnf ha definitivamente chiuso il conto con una Lavaredo che sembrava stregata per lui. Top ten nelle gare che contavano e primo italiano, anche se solo venticinquesimo assoluto, all’Ultra Trail World Tour sono comunque risultati che si portano a casa con soddisfazione. Bronzo per Stefano Fantuz, il campione italiano, punto. Una stagione iniziata con qualche acciacco e finalizzata poi solo a certe distanze e sull’obiettivo mondiale, centrato con un top 20, che visto il livello è comunque un risultato. Poi è anche simpatico, e pure veneto della pedemontana, il che non guasta mai. Maurizio Torri Non ho dubbi. Anche se il suo terreno sono le creste aguzze e le discese funamboliche, Marco De Gasperi ci ha fatto sognare. Orgoglio italiano, patrimonio del nostro sport. A uno che mette alle corde campioni con vent’anni in meno… non posso che dire “chapeau!”. Sul podio con lui metto due ragazzi tutta grinta, passione e tenacia che hanno lottato per guadagnare la maglia azzurra. Entrambi sono riusciti a coronare il sogno di una vita e hanno zittito pure i fenomeni da bar che hanno cominciato a diffondersi anche nel nostro mondo. Per la serie “quando sei in ballo balla sino alla fine”, Stefano Fantuz e Christian Pizzatti mi hanno emozionato e stupito correndo da veri duri. Avanti così… n MIGLIOR TRAILER ITALIANa DONNASilvia Rampazzo U nanimità. Silvia Rampazzo ha conquistato tutti: sei giurati su sette l’hanno scelta come trailer dell’anno, lamentando anche il fatto che non fosse stata inserita nella lista delle “international”. Lisa Borzani, vincitrice dell’Oscar del Trail 2016 si deve accontentare di un secondo posto, nonostante un grande Tor des Géants. Terza piazza per Simona Morbelli che conquista il voto popolare con il secondo posto alla Leadville. risultati finali: 1. Silvia Rampazzo 34,10% 2. Lisa Borzani 19,55% 3. Simona Morbelli 18,23% le candidate Lisa Borzani Francesca Canepa Cecilia Flori Lidia Mongelli Simona Morbelli Francesca Pretto Silvia Rampazzo ©wisthaler.com ©RobertoDePellegrin 26 | SPIRITOTRAIL | gennaio 2018
  8. 8. Redazione ST Nessun dubbio tra le donne, invece. Le luci della ribalta se le prende meritatamente Silvia Rampazzo, semplicemente inarrestabile. Zegama, Mondiali, Serre Zinal, Dolomites, Mondiali di Corsa in Montagna, più dominazione assoluta in casa. Aiuto. Non è una sorpresa, perché forte è sempre andata, ma quest’anno ha fatto un passo avanti clamoroso. Brava, il suo sorriso ci ha davvero regalato emozioni quest’anno. Sergio Garasa Mayayo La mia scelta ricade su Silvia Rampazzo: Campionessa del mondo al Giir di Mont e medaglia di bronzo a Badia Prataglia. È stata la miglior atleta mondiale in gare iridate. In più ha fatto grandi cose nelle maratone alpine arrivando seconda a Zegama e vincendo la 42 Km a La Angostura. Sul secondo gradino del podio scelgo Lisa Borzani: sempre ad alto livello nonostante corra non-stop per tutto l’anno. Le vittorie al Tor des Geants e all’Ultra Trail di Andorra 170 km la confermano tra le migliori atlete sulle gare oltre le 100 miglia. Anche il podio a Cortina è stato molto buono, in una gara un po’ troppo “corta” per le sue caratteristiche. Tuttavia la sua mancanza di velocità la mettono in una situazione difficile per il futuro visto che il Trail running sta diventando ogni anno più veloce. Terzo posto per Francesca Canepa: un’altra forte veterana con tanta resistenza e calendario fitto di appuntamenti. Le sue migliori performance sono state le vittorie sulla Swill Alpine 133 km e Lago d’Orta 120 km. Tuttavia ha avuto anche dei colpi a vuoto con i DNF di Penyagolosa 116 km e UltraPirineu 120 km. Continua a spingere forte, ma è difficile che riesca ancora a migliorare. Bryon Powell Non conoscevo Silvia Rampazzo prima di quest’anno e quindi sono veramente impressionato dal suo 2017. Ha corso bene eccellendo in gare di alto livello. Al secondo posto scelgo Lisa Borzani, che, come al solito, ha corso un sacco di chilometri nel 2017 ma continua a correr forte come ci ha abituato in questi anni. Terzo posto per Simona Morbelli. SPECIALE OSCAR DEL TRAIL Paolo Germanetto La mia vincitrice è Silvia Rampazzo, perché le sue due medaglie nel panorama dell’ “off-road running” mondiale sono grandissima cosa. Il terzo posto di Badia Prataglia ha proiettato l’Italia nel vivo della sfida con Francia e Spagna: su distanze più lunghe, non ci siamo ancora, ma sulle distanze medie e brevi, con lei, intanto è stato bello esserci. Il dominio del Giir di Mont, perla preziosa, perché un titolo colto lontano da Premana non avrebbe avuto lo stesso significato. Possibile poi dimenticare la Silvia di Zegama? Argento per Lidia Mongelli, perché ha preso per mano il Sud che corre sui sentieri, dandogli ribalta nuova. Perché ha vinto il titolo italiano al Campo dei Fiori, perché ha coronato il sogno di tornare in azzurro in specialità diversa da quella praticata sin da quando era ragazzina. Perché nel frattempo è diventata donna, ha messo su famiglia, fa l’ingegnere, perché sta allungando il tiro e perché a lei, correre al Nord, costa sempre qualche sacrificio in più delle altre.... Bronzo per Lisa Borzani, perché corre sempre e perché, soprattutto, vincere il Tor è impresa che rimane. E che vale almeno questo podio. Fulvio Massa Scelgo Simona Morbelli perché ogni anno si dimostra implacabile e riesce a vincere o salire sul podio delle gare a cui partecipa, sia italiane che internazionali. La ciliegina del 2017 è sicuramente la Leadville Colorado, che assieme alla Western States rappresenta il mito delle 100miles targate USA, due gare che mai prima d’ora avevano visto anche solo avvicinarsi al podio un atleta italiano. Un obiettivo stagionale a cui ha dedicato tutta l’annata, impostando un avvicinamento mirato, cadenzato da vittorie con tempi veramente notevoli, dimostrando di essere un’atleta di trail dotata di velocità. Argento per Lisa Borzani, immancabilmente presente nelle Ultradistanze, anche il 2017 la vede protagonista di alcune tra le gare più importanti del panorama internazionale. Dal mio punto di vista va premiata anche la sua disponibilità di mettersi in gioco in un Mondiale molto breve e veloce. Bronzo per Francesca Canepa che anche quest’anno è stata sempre presente su varie distanze sia in Italia che all’estero, raccogliendo numerosi ottimi risultati e dando prova di una inossidabile continuità negli anni. Enrico Pollini Scelgo Silvia Rampazzo, ma perché caspita l’avete messa qui? Una campionessa del mondo deve stare tra le international! Ritoccare i record della mitica FedEx, e andare per monti con lo stesso stile, oltre che con gli stessi risultati, ne fa a pieno titolo l’erede; e poco importa se solo sulle distanze brevi, comunque non c’è storia: numero uno. Secondo posto per Francesca Pretto: occhei, è la mia protègèe 2018, potrei anche non essere obiettivo, però... Essere la seconda donna, dopo sette edizioni, a chiudere l’Ultrabericus abbondantemente sotto le sette ore, non essere #laprettoaimondiali solo per aver sbagliato (non unica) un bivio in Val Borbera, dominare la Trans d’Havet d’autorità, e poi chiudere la stagione con un top ten in una CCC dal parterre stellare, sono dati oggettivi. Terzo posto a Lidia Mongelli: una sconosciuta che arriva dall’atletica leggera (orrore!), sì, e arriva pure dalla Basilicata, non certo terra di trail. Dell’atletica ci ha messo l’impegno e la serietà, il programmare gli obiettivi, e i risultati alla prima stagione nel nuovo ambiente si sono visti: selezionata in nazionale per i mondiali in primavera, campionessa italiana in autunno. Aria di novità. Maurizio Torri Correre con il sorriso sempre e gioire di quello che fai. Solo per questo Silvia Rampazzo meriterebbe l’oro 2017. Lei per giunta si è guadagnata il gradino più alto di questo podio a suon di performance. Good Job. Argento per Simona Morbelli che, zitta zitta riesce sempre a stupirsi e stupirci. Terzo posto per Francesca Canepa. n 28 | SPIRITOTRAIL | gennaio 2018 ©StefanoJeantet ©AlexisCourthoud
  9. 9. 30 | SPIRITOTRAIL | gennaio 2018 SPECIALE OSCAR DEL TRAIL MIGLIORE PRESTAZIONE François D’Haene Redazione ST Prestazione dell’anno: qui di solito ci si picchia, invece un solo romantico si è commosso a vedere Kilian baciare la roccia col braccio al collo. Quasi unanimità per l’UTMB di François D’Haene:lasensazioneèchequelloche abbiamo visto quest’anno a Chamonix resterà negli annali. Tutta l’attesa, i fari puntati, una gara serrata, tirata, in cui abbiamo visto uno dei protagonisti esplodere a Champex, e gli altri due mostrare comunque di essere al limite assoluto... difficilmente ripetibile. Ah, dimenticavo, un voto anche al buon Javi e la sua impresa al Tor: indovinate chi è stato, tra i redattori? Sergio Garasa Mayayo SenzaombradidubbioJavierDominguz al Tor. Sono stato testimone diretto del duello tra Iker e Oscar che ha portato il record sotto le 70 ore. Mi è sembrato magico. Ero presente alla 100 miglia basca Ehunmilak quando Javi ha distrutto il record. Abbiamo parlato del Tor: “Sergio, quest’anno mi sento veramente bene, ho tanta motivazione per il Tor e ho parlato a lungo con Iker. Darò tutto quello che posso anche se è il mio primo anno.” E così ha fatto. Non riesco a pensare cosa potrebbe fare se tornasse a Cormayeur e continuasse a migliorare. Infatti quando abbiamo parlato dopo il record diceva di poter togliere ancora 1-2 ore... Come nota personale aspetto con interessealtreperformancediGoetsch. Ovviamente conosciamo tutti il record di Urban a LaFully VK come il primo umano a scendere sotto i 30 minuti nel 2014. Inoltre Goetsch si è messo dietro tutti i migliori specialisti del 2016: P ortarsi a casa due statuette nello stesso anno: non male è? François D’Haene è riuscito nell’impresa che solo Lizzy Hawker aveva compiuto nel 2011. Il voto della giuria tecnica è stato scontato: tutte le palette si sono alzate all’unisono, tutte con lo stesso voto, un bel “10”. La giuria popolare non ha fatto altrettanto, preferendo il Kilian Jornet che con la spalla lussata arriva per primo a baciare la “Roccia Dura” di Silverton. Terzo posto per lo spagnolo Javier Dominguez che vince il Tor in rimonta in tempo da record. Peccato per Franco Collé, se non fosse crollato a pochi chilometri dal traguardo forse quest’Oscar sarebbe rimasto in Italia. Nadir, Urban, Marco e Kilian e il record è stato abbassato del 3% da un ex- ciclista non così giovane e nuovo nella specialità. Se il tempo confermerà il suo livello e non ci saranno sorprese sarà un atleta da tenere d’occhio. Speriamo il meglio. Bryon Powell Non si può non votare per D’Haene: la vittoria di François è stata una lezione di corsa al resto dell’élite mondiale. Paolo Germanetto François D’Haene con la sua vittoria all’UTMB è l’unica scelta possibile. Fulvio Massa François D’Haene, e il suo UTMB. Ci sono sfide particolari che non si racchiudono nelle ore di gara, ma sono alimentate dalle settimane di attesa fatte di annunci e proclami. Ero presente a Chamonix e ho vissuto personalmente l’aria di tensione e trepidazione che ha accompagnato gli atleti di élite alla vigilia di questa sfida “stellare”. Mi ha colpito la sicurezza e la estrema fiducia in se stesso dimostrata da D’Haene, frutto della certezza della condizione e della adeguata pianificazione effettuata. Poi in gara ha combattuto la battaglia durata 19 ore, e l’ha vinta. Argento per Jim Walmsley, e la sua Tarawera 100 km, 7h23’32”. La prestazione assoluta deve sempre avere rilievo in un giudizio. La gara è tecnicamente semplice, 102 km con soli2.700m+,maèungranbelpercorso trail, di quelli che noi italiani spesso sottovalutiamo perché partiamo dal concetto ignorante che correla il trail risultati finali: 1. François D’Haene, Ultra Tour du Mont Blanc, 19h01’54” 2. Kilian Jornet, Hardrock 100, 24h32’20” 3. Javier Dominguez, Tor des Géants, 67h52’15” i candidati François D’Haene, Ultra Tour du Mont Blanc, 19h01’54” François D’Haene, John Muir Trail, 67h26’ Javier Dominguez, Tor des Géants, 67h52’15” Philip Goetsch, La Fully, 28’43” Kilian Jornet, Hardrock 100, 24h32’20” Ida Nilsson, Transvulcania, 8h04’17” Jim Walmsley, Tarawera 100 km, 7h23’32” ©UTMB®-photoFranckOddoux ©PhilippReiter
  10. 10.  Albo d’Oro 2011 - 2017 Miglior Trailer Uomo Miglior Trailer Donna Miglior Italiano Migliore italiana Prestazione dell’anno 2011 Kilian Jornet Lizzy Hawker Giuliano Cavallo Anne Marie Gross Lizzy Hawker - UTMB 2012 Kilian Jornet Nuria Picas Giuliano Cavallo Francesca Canepa Ellie Greenwood - Western States 2013 Kilian Jornet Emelie Forsberg Franco Collé Francesca Canepa Rory Bosio - UTMB 2014 François D’Haene Rory Bosio Ivan Geronazzo Federica Boifava Urban Zemmer - VK La Fully 2015 Tadei Pivk Nathalie Mauclair Tadei Pivk Federica Boifava Xavier Thevenard - UTMB 2016 Luis Alberto Hernando Caroline Chaverot Giulio Ornati Lisa Borzani Bhim Gurung - Kima 2017 François D’Haene Caroline Chaverot Marco De Gasperi Silvia Rampazzo François D’Haene - UTMB   running al dislivello. È un percorso con foreste dal caldo umido che toglie l’aria dai polmoni e ha fondi spesso sabbiosi e poco reattivi che rallentano i gesti e chiuderlo a una media di 4’:20”/Km è una performance di rilievo. Terza piazza per Javier Dominguez, dominatore del Tor des Géants in 67h52’15”. Lo spagnolo si è aggiudicato iltraillungopereccellenzagareggiando per quasi tre giorni consecutivi a una media di 12’:20”/Km, una andatura circa tre volte più lenta rispetto a quella tenuta da Walmsley a Tarawera. Ho voluto assegnare alla sua prestazione la terza piazza anziché la seconda non perché lo ritenga inferiore, anzi su questo tipo di gare ha dimostrato di essere fortissimo. È difficile paragonare due pesi e due misure diverse e a parità di valore preferisco il Trail Running al Trail Walking. Enrico Pollini 1 François D’Haene, UTMB. Non è un record ufficiale, ed è questo il bello, perché il trail non ha basi di confronto univoche e ci sono tante variabili in gioco. Nonostante le riduzioni di percorso, e pure con tutte le tare che si vogliano mettere alla valutazione spannometrica, le sue diciannove ore e qualche cent valgono di sicuro un sotto le venti ore sul percorso originale. 2 Ida Nilsson, Transvulcania. Fare il record di una corsa sulla quale si sono misurate le migliori di sempre vuol dire approfittare di uno stato di grazia per batterle tutte, chapeau. 3 Kilian Jornet Hardrock, 100. Non basta una spalla: Kilian il Re, per fermarlo lo devi abbattere a fucilate. Maurizio Torri François D’Haene: i mondiali vedono assegnati dalle federazioni, ma per tutti il vero mondiale quest’anno l’ha vinto lui. n SPECIALE OSCAR DEL TRAIL 32 | SPIRITOTRAIL | gennaio 2018 ©StefanoJeantet L’immagine più bella dell’anno è Silvia Rampazzo con il tricolore, e non solo per i risultati che ha conquistato. Da incorniciare. MOMENTI DA RICORDARE Franco Collè non è un supereroe. Domina il Tor des Géants per tre giorni, ma al quarto crolla vitima di un colpo di sonno. Perde la gara e rischia anche qualcosa di piùdella semplice sconfitta. Daniel jung. Un italiano conquista il podio in una delle gare più ambite dell’Ultra Trail World Tour: Hong Kong 100. Tim Freriks esce dall’ombra e va avincere, nettamente, la TNF 50 aSan Francisco, la gara che chiude lastagione dell’ultra trail running in USA.
  11. 11. SPECIALE OSCAR DEL TRAIL 34 | SPIRITOTRAIL | gennaio 2018 Kilian Jornet vince, ma non convince. Domina l’Hard Rock con un braccio fasciato, ma finisce secondo all’UTMB e la sua spedizione sull’Everest non è andata come da copione. E c’è pure chi gli ha dato del bugiardo... UTMB. Jim Walmsley in crisi a Champex. Tim Tollefson pare benedirlo conl’imposizione delle mani. Un momentoterribile per lui, ma riuscirà a finirla, Quinto posto per lui. Pagina triste al Giir di Mont, WorldMountain Running Championship 2017.Pietro Mamu viene squalificato perdoping, dopo aver tagliato per primoil traguardo. Nemmeno un cane che gli azzanna il polpaccio riesce a fermare Dylan Bowman che vince e segna il nuovo record alla 100 miles of Istria. Jim Walmsley fasaltare il bancoe Ryan Sandesne approfittavincendo laWestern Statese un dolcissimoabbraccio dellasua famiglia. Li toglie e li mette, i bastoni, di continuo. Luis Alberto Hernando pare indiavolato sui sentieri di Badia Prataglia e va a vincere il mondiale di trail IAU-ITRA. Una giovane e bella promessa Cat Bradley vince la Western States in un’edizione che, per il gran caldo e la neve in quota, sarà ricordata come una delle più dure di sempre.

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