La batteria Italiana per la valutazione dell'ADHD

Ordine Psicologi della Lombardia
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Questo materiale è relativo al primo incontro dedicato al tema della diagnosi dell'ADHD, promosso da OPL, nell'ambito della Biblioteca dei Test. Relatore della serata, il dott. Turrini, psicologo e consulente per la casa editrice Centro Studi Erickson.

28/05/2015
1
MassimoTurrini
Centro Studi EricksonTrento
Inquadramento clinico e caratteristiche
tipiche del Deficit di Attenzione,
Iperattività e Impulsività
• Cos'è l'ADHD
• Quali sono i sintomi e i sottotipi
• Riconoscimento e diagnosi
• Eziologia e statistiche
• La normativa sull'ADHD: cosa può fare la
scuola
A
D
H
D
Attention
Deficit
Hyperactivity
Disorder
Disturbo da Deficit di
Attenzione / Iperattività
Impulsività
Disturbo evolutivo dell'autocontrollo di
origine neurobiologica che interferisce
significativamente con il normale
svolgimento delle comuni attività quotidiane:
- andare a scuola,
- giocare con i coetanei,
- convivere serenamente con i genitori,
- inserirsi normalmente nella società,
- etc
DISATTENZIONE
IPERATTIVITÁ
IMPULSIVITÁ
CARATTERISTICHE DI:
compromissione, pervasività, durata
- Evita di impegnarsi in compiti
che richiedono sforzo mentale
protratto;
- Difficoltà nell’organizzare
compiti o attività varie;
- Perde il materiale necessario
per compiti o altre attività;
- Spesso è facilmente distratto
da stimoli estranei;
- Spesso è sbadato nelle attività
quotidiane
28/05/2015
2
- Difficoltà nel prestare attenzione ai
dettagli (attenzione focale);
- Frequenti errori di disattenzione nei
compiti a scuola o in altre attività;
- Difficoltà nel sostenere l’attenzione
nei compiti o in attività di gioco;
- Sembra non ascoltare quando gli si
parla direttamente;
- Difficoltà nel terminare i compiti di
scuola;
- filtrare stimoli irrilevanti;
- mantenere l’attenzione nel tempo;
- affrontare compiti lunghi;
- Muove mani o piedi con
irrequietezza o si dimena sulla
sedia (attività incongrua e
afinalistica);
- Lascia il proprio posto a sedere in
classe o in altre situazioni in cui ci
si aspetta che resti seduto;
-Gioco rumoroso e afinalizzato;
- Parla eccessivamente;
- Sensazione di irrequietezza:
“sembra spinto da un motorino!”
- essere sempre in movimento;
- eseguire movimenti maldestri o
scoordinati;
- avere una condotta motoria
imprudente;
- Una caratteristica tipica della
componente iperattiva del disturbo è
la grande “capacità” delle persone
iperattive a farsi del male.
- Spesso, infatti, scatti repentini e
movimenti decisamente inconsulti si
trasformano in lividi e a volte anche
in fratture.
- Da non confondere con deficit
motori!
- Incapacità di inibire risposte
automatiche;
- “Spara” delle risposte prima che venga
completata la domanda;
-Comportamento invadente verso gli
altri (es. irrompe nei giochi o nelle
conversazioni degli altri);
-Azioni pericolose senza considerare le
possibili conseguenze negative
28/05/2015
3
Difficoltà a:
• aspettare il proprio turno;
• attendere prima di parlare;
• restare tranquilli nei tempi d’attesa;
• posticipare le gratificazioni;
• rispettare i ruoli assegnati;
Non è come il diabete, l‘epilessia o la malaria
(categoriale)....
…è piuttosto come l’ipertensione o l’essere in
sovrappeso (dimensionale)
QUINDI
Si può esserne affetti in misura maggiore o minore e i
confini sono indistinti
MA
la sua classificazione è di tipo CATEGORIALE
Sintomi
secondari:
una costellazione
di
difficoltà
autoregolative
28/05/2015
4
3 diversi sottotipi
-ADHD tipo prevalentemente disattentivo
(ADHD-I)
-ADHD tipo prevalentemente Iperattivo
impulsivo (ADHD-HI)
-ADHD tipo Combinato (A1+A2) (ADHD-C)
DISATTENZIONE
IPERATTIVITÁ
IMPULSIVITÁ
ADHD sottotipo disattento:
Prevale la disattenzione
IPERATTIVITÁ
IMPULSIVITÁDISATTENZIONE
ADHD sottotipo iperattivo/impulsivo:
Prevalgono impulsività/iperattività
ADHD sottotipo combinato:
Coesistono i tre sintomi principali
DISATTENZIONE
IPERATTIVITÁ
IMPULSIVITÁ
Il DSM-IV-TR (Diagnostic and Statistical Manual Of Mental
Disorders, APA, 2000) descrive l’ADHD delineando i sintomi di
disattenzione e iperattività/impulsività e i criteri necessari alla
diagnosi: un bambino deve presentare almeno 6 sintomi tra quelli
descritti relativi alla disattenzione e/o all’iperattività/impulsività,
per un minimo di sei mesi e in almeno due contesti di vita; inoltre,
è necessario che tali manifestazioni siano presenti prima dei 7 anni
di età e soprattutto che compromettano in maniera significativa il
rendimento scolasticoe/o sociale dell’individuo.
Esordio prima dei 7 anni (12 nel DSM-5) di età:
Disturbo presente in almeno 2 situazioni (scuola, casa, lavoro,
gioco,etc.)
28/05/2015
5
Condizioni di aggravamento
(presenza di familiari con ADHD, con aumento del
peso della genetica e del modeling; struttura
familiare disorganizzata; stile educativo punitivo).
Fattori di miglioramento
(stile educativo funzionale, riconoscimento del
disturbo e delle difficoltà correlate, collaborazione
con la scuola ed i servizi)
ma anche…
I fattori ambientali possono essere:
I SINTOMI CARDINE DEL DISTURBO:
- disattenzione – impulsività - iperattività
devono essere presenti in almeno 2 CONTESTI
(casa, scuola, ambienti di gioco), nella gran parte
delle situazioni QUOTIDIANE (lezione, compiti a
casa, a tavola, con i genitori e i coetanei, ecc.) e
COSTITUISCONO LA CARATTERISTICA COSTANTE DEL
BAMBINO.
Sono causati da difficoltà oggettive
dell’autocontrollo e nella capacità di pianificazione.
La diagnosi è sempre clinica e si basa su:
 osservazione clinica;
 raccolta di informazioni fornite da fonti multiple
diversificate quali genitori, insegnanti, educatori;
 somministrazione di test neuropsicologici.
- COLLOQUIOANAMNESTICO E/O QUESTIONARI
- VALUTAZIONE NEUROPSICOLOGICAe COGNITIVA
- OSSERVAZIONEe COLLOQUIOCLINICO
- CONSIDERAZIONEdi eventualiCOMORBILITÁ
- EVENTUALEAPPROFONDIMENTO
NEUROPSICHIATRICO
IMPORTANTE
La diagnosi rimane clinica, ma descrive il
disturbo, non il bambino, che non può essere
definito unicamente dall’applicazione di una
o più etichette diagnostiche (“É un iperattivo,
un ADHD”)
28/05/2015
6
• In situazioni non strutturate
• Durante attività ripetitive
• In situazioni noiose
• In presenza di molte
distrazioni
• Con sorveglianza minima
• Quando si richiede attenzione
sostenutao sforzo mentale
• Durante attività al proprio
ritmo
• In situazioni altamente
strutturate
• In situazioni nuove
• Quando il bambino è impegnato
in attività interessanti
• Quando il bambino viene
seguitoindividualmente
• In un contesto controllato e
sorvegliato
• Quando vengono elargite
frequenti ricompense
L’ADHD peggiora
particolarmente
L’ADHD può non essere facilmente
distinguibile
ADHD
40%
Disturbo
oppositivo-provocatorio
(DOP)
14%
Disturbo della
condotta
34%
Disturbi d’ansia
11%
Tic
4%
Umore
42%
DSA
É un disturbo neurobiologico, dovuto alla
disfunzione di alcune aree e di alcuni circuiti del
cervello ed allo squilibrio di alcuni
neurotrasmettitori (come noradrenalina e
dopamina), responsabili del controllo di attività
cerebrali come l’attenzione e il movimento.
L’ADHD è un disturbo ad eziologia multifattoriale e
i fattori responsabili della sua manifestazione sono diversi:
• A causa di questa eterogeneità, nessun singolo fattore può
essere considerato la causa, e quindi non esiste tuttora un
marker biologico e un test psicologico che può conferire
validità alla descrizione comportamentale del bambino
affetto daADHD
UN'IPOTESICONDIVISA:
Complessa combinazione di fattori biologici, genetici e
comportamentali (Spencer, 2002), che possono agire sia
individualmente che di concerto, manifestandosi come una
alterazione nell’elaborazione delle risposte agli stimoli
ambientali
• Studi di Brain Imaging evidenziano come, nei bambini con
ADHD, il SNC maturi in modo normale, ma con un ritardo
medio di 3 anni. Tale ritardo è più pronunciato nelle regioni
deputate a funzioni complesse come la riflessività,
l’attenzione, la pianificazione, il movimento, l’espressione
emotiva.
• Nello strato più esterno della corteccia si evidenzia un
ritardomaturativo globale (Shaw 2007, 2012)
28/05/2015
7
Esempio:
PET che evidenzia l'attivazione di reti neuronali diverse
Stroop task negli adulti con ADHD
Bush et al. - 1999 Society of Biological Psychiatry
Studi sul modo con cui il
cervello utilizza la
dopamina e la
noradrenalina,
neurotrasmettitori che
trasportano i segnali
chimici da una cellula
nervosa a un’altra.
Aree del cervello e
neurotrasmettitori coinvolti:
•Studi familiari
-Alta prevalenza di ADHD e di altri disturbi mentali nei parenti
dei pazienti
•Studi sulle adozioni
- Maggiore prevalenza diADHD nei genitori biologici rispetto ai
genitori adottivi
•Studi su gemelli
-Concordanza dei sintomi ADHD: MZ > DZ
-Coefficienti di ereditarietà: 0,65-0,91
Bambini ADHD con un particolare
versione di un gene presentano uno
strato tissutale cerebrale più sottile nelle
aree cerebrali deputate ai network
attentivi. La differenza tra soggetto
normali e ADHD NON è permanente, e
con lo sviluppo, viene raggiunto un
normale spessore.
I sintomiADHD migliorano. (Shaw 2007)
modulano
l’effetto dei fattori biologici
• Instabilità familiare,Conflitto genitoriale
• Disturbi psicologici dei genitori, Basso Status SE
• Ridotta / inadeguata competenza dei genitori
• Rapporto negativo bambino-genitori
• Rapporto negativo bambino/famiglia-scuola
• Esposizione a stress/traumi/istituzionalizzazione
28/05/2015
8
Quanti bambini ci sono con ADHD ?
• Secondo alcune ricerche la frequenza del disturbo è tra il 3-5% della
popolazione infantile, anche se questi valori possono variare molto
da Paese a Paese (3% Italia, 1% della popolazione scolastica
secondo fonti I.S.S. 2010, 5 % USA).
• E più frequente nei maschi che nelle femmine con un rapporto di
3:1.
• L'età di insorgenza è molto precoce. Solitamente si fa diagnosi dai 7
anni in poi, ma si possono avere evidenze della presenza del
disturbo già dai 3 anni
0
10
20
30
40
50
60
70
80
90
100
Femmine con ADHD
(n=140)
Maschi con ADHD
(n=140)
Percentualele
Combinato
Iperattivo/impulsivo
Inattentivo
• I primi sintomi di iperattivitàsi manifestano a tre anni
• Le difficoltà aumentano con l’ingresso a scuola per l’aumento delle
richiestecognitive e comportamentali
• Momenti importanti sono quelli diTRANSIZIONE
• Verso i 10 anni l’iperattività tende a diminuire, ma persiste il deficit
attentivo
• Con il passare del tempo e le esperienze possono sopraggiungere
problemi di autostima, di costruzione dell'identità personale, del
tono dell'umore,etc.
• In età adolescenziale e adulta possono rimanere difficoltà sociali e
professionali dovute all’impulsività e alle scarse abilità attentive,
organizzative e di pianificazione
L'ADHD non “passa” con la crescita ma ci sono alcuni indici
che aiutano a predire gli esiti futuri:
 assenza di comorbidità
 ambiente familiare e scolastico favorevole
 atteggiamento degli adulti di riferimento (modellamento)
 abilità cognitive di base
 interventi psico-educativi effettuati
 eventuale intervento farmacologico
INTERVENTO MULTIFOCALE
28/05/2015
9
La scuola
Circolare Miur ADHD
(15/06/2010, prot. 4089)
FINALITÁ:
Fornire indicazioni e accorgimenti didattici volti ad agevolare il
percorso scolastico di detti alunni alla luce del documento sottoscritto
da Airipa, Sinpia, Aidai, Aifa e pubblicato sul sito dell’Istituto Superiore
di Sanità
Punto 1: descrizione degli alunni conADHD
Difficoltà in:
- resistere ad elementi distraenti presenti nell'ambiente o a pensieri divaganti
- regolare il comportamento che si caratterizza per irrequietezza motoria
- controllare, inibire o differire risposte o comportamenti
- autoregolare le emozioni
- gestire il livello di motivazione ETC
Circolare Miur
ADHD (15/06/2010,
prot.4089)
DISATTENZIONE
IPERATTIVITÁ
IMPULSIVITÁ
SINTOMISECONDARI
(autoregolazione emotiva,
motivazione....)
Punto 2: Protocollo operativo
Opportuno e utile che:
1. il Dirigente Scolastico venga contattato dalla famiglia che presenta l’evidenza della
problematica del proprio figlio/a. Tutta la documentazione dovrebbe essere inserita nel
protocollo riservato;
2. il Dirigente Scolastico allerti i docenti prevalenti o i coordinatori di classe in merito
all’evidenza del caso;
3. Tutti i docenti della classe in cui è presente un alunno con ADHD dovrebbero prendere
visione della documentazione clinica dell’alunno rilasciata da un servizio specialistico
(caratteristiche del Disturbo, diagnosi e indicazioni di trattamento, suggerimenti psico-
educativi);
Circolare Miur
ADHD (15/06/2010,
prot.4089)
Punto 2: Protocollo operativo
Opportuno e utile che:
4. gli insegnanti tengano contatti con i genitori del bambino e con gli specialisti che lo
seguono, per un opportuno scambio di informazioni e per una gestione condivisa di
progetti educativi appositamente studiati;
5. I docenti, di concerto con gli operatori clinici che gestiscono la diagnosi e cura
dell’alunno, dovrebbero a questo punto definire le strategie metodologico-didattiche
per favorire un migliore adattamento scolastico e sviluppo emotivo e comportamentale.
6. Si raccomanda che ciascun insegnante che opera con il bambino abbia cura di
attenersi all’utilizzo di tecniche educative e didattiche di documentata efficacia
nell'ambito dei disturbi da deficit dell'attenzione e iperattività (vedi link allegati)
Circolare Miur
ADHD (15/06/2010,
prot.4089)
Alcune tecniche educative contenute nel documento:
- prevedere l’utilizzo di tecniche educative di documentata efficacia (es. aiuti visivi, introduzione di
routine, tempi di lavoro brevi o con piccole pause, gratificazioni immediate, procedure di
controllo degli antecedenti e conseguenti);
- poche e chiare regole di comportamento;
- Organizzare prove scritte suddivise in più parti e invitare lo studente ad effettuare un accurato
controllodel proprio compito prima di consegnarlo.
- Comunicare chiaramente i tempi necessari per l’esecuzione del compito (tenendo conto che
l’alunno con ADHD può necessitare di tempi maggiori rispetto alla classe o viceversa può avere
l'attitudinedi affrettare eccessivamente la conclusione)
- Valutare gli elaborati scritti in base al contenuto, senza considerare esclusivamente gli errori di
distrazione, valorizzando il prodotto e l’impegno piuttosto che la forma.
- Evitare di comminare punizioni mediante: un aumento dei compiti per casa, una riduzione dei
tempi di ricreazione e gioco, l'eliminazione dell'attività motoria, la negazione di ricoprire incarichi
collettivi nella scuola, l'esclusione dalla partecipazione alle gite.
Circolare Miur
ADHD (15/06/2010,
prot.4089)
Circolare Miur
ADHD (15/06/2010,
prot.4089)
INFINE:
É auspicabile che i docenti considerino i fattori presenti nella diagnosi ADHD prima di
procedere alla valutazione dell’alunno/a.
Si sottolinea l'importanza e delicatezza della valutazione periodica del comportamento
dell'alunno (voto di condotta). Occorre infatti tenere conto del fatto che il
comportamento di un alunno con ADHD è condizionato fortemente dalla presenza dei
sintomi del disturbo. Sarebbe pertanto auspicabile che la valutazione delle sue azioni
fosse fatta evitando di attribuire valutazioni negative per comportamenti che sono
attribuibili a fattori di tipo neurobiologico.
Testi utili e scaricabili gratuitamente:
(Es. www.aidaiassociazione.com/documents/Training_per_Insegnanti.pdf )
28/05/2015
10
La scuola
Circolareministeriale
“Strumenti di intervento per
alunni con Bisogni Educativi
Speciali (27/12/12)“
FINALITÁ:
La legge 170/2010 rappresenta un punto di svolta poiché apre un diverso canale di
cura educativa, concretizzando i principi di personalizzazione dei percorsi di studio
enunciati nella legge 53/2003, nella prospettiva della “presa in carico” dell’alunno con
BES da parte di ciascun docente curricolare e di tutto il team di docenti coinvolto.
“Circolaredei
BES (27/12/12)”
IN PARTICOLARE:
“...vi sono moltissimi ragazzi con ADHD che, in ragione della minor gravità del
disturbo, non ottengono la certificazione di disabilità, ma hanno pari diritto a
veder tutelato il loro successo formativo.
Vi è quindi la necessità di estendere a tutti gli alunni con bisogni educativi
speciali le misure previste dalla Legge 170 per alunni e studenti con disturbi
specifici di apprendimento”
Strumenti compensativi, dispensativi e PDP

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La prima certificazione per i dsa - Elena BerselliOrdine Psicologi della Lombardia
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La batteria Italiana per la valutazione dell'ADHD

  • 1. 28/05/2015 1 MassimoTurrini Centro Studi EricksonTrento Inquadramento clinico e caratteristiche tipiche del Deficit di Attenzione, Iperattività e Impulsività • Cos'è l'ADHD • Quali sono i sintomi e i sottotipi • Riconoscimento e diagnosi • Eziologia e statistiche • La normativa sull'ADHD: cosa può fare la scuola A D H D Attention Deficit Hyperactivity Disorder Disturbo da Deficit di Attenzione / Iperattività Impulsività Disturbo evolutivo dell'autocontrollo di origine neurobiologica che interferisce significativamente con il normale svolgimento delle comuni attività quotidiane: - andare a scuola, - giocare con i coetanei, - convivere serenamente con i genitori, - inserirsi normalmente nella società, - etc DISATTENZIONE IPERATTIVITÁ IMPULSIVITÁ CARATTERISTICHE DI: compromissione, pervasività, durata - Evita di impegnarsi in compiti che richiedono sforzo mentale protratto; - Difficoltà nell’organizzare compiti o attività varie; - Perde il materiale necessario per compiti o altre attività; - Spesso è facilmente distratto da stimoli estranei; - Spesso è sbadato nelle attività quotidiane
  • 2. 28/05/2015 2 - Difficoltà nel prestare attenzione ai dettagli (attenzione focale); - Frequenti errori di disattenzione nei compiti a scuola o in altre attività; - Difficoltà nel sostenere l’attenzione nei compiti o in attività di gioco; - Sembra non ascoltare quando gli si parla direttamente; - Difficoltà nel terminare i compiti di scuola; - filtrare stimoli irrilevanti; - mantenere l’attenzione nel tempo; - affrontare compiti lunghi; - Muove mani o piedi con irrequietezza o si dimena sulla sedia (attività incongrua e afinalistica); - Lascia il proprio posto a sedere in classe o in altre situazioni in cui ci si aspetta che resti seduto; -Gioco rumoroso e afinalizzato; - Parla eccessivamente; - Sensazione di irrequietezza: “sembra spinto da un motorino!” - essere sempre in movimento; - eseguire movimenti maldestri o scoordinati; - avere una condotta motoria imprudente; - Una caratteristica tipica della componente iperattiva del disturbo è la grande “capacità” delle persone iperattive a farsi del male. - Spesso, infatti, scatti repentini e movimenti decisamente inconsulti si trasformano in lividi e a volte anche in fratture. - Da non confondere con deficit motori! - Incapacità di inibire risposte automatiche; - “Spara” delle risposte prima che venga completata la domanda; -Comportamento invadente verso gli altri (es. irrompe nei giochi o nelle conversazioni degli altri); -Azioni pericolose senza considerare le possibili conseguenze negative
  • 3. 28/05/2015 3 Difficoltà a: • aspettare il proprio turno; • attendere prima di parlare; • restare tranquilli nei tempi d’attesa; • posticipare le gratificazioni; • rispettare i ruoli assegnati; Non è come il diabete, l‘epilessia o la malaria (categoriale).... …è piuttosto come l’ipertensione o l’essere in sovrappeso (dimensionale) QUINDI Si può esserne affetti in misura maggiore o minore e i confini sono indistinti MA la sua classificazione è di tipo CATEGORIALE Sintomi secondari: una costellazione di difficoltà autoregolative
  • 4. 28/05/2015 4 3 diversi sottotipi -ADHD tipo prevalentemente disattentivo (ADHD-I) -ADHD tipo prevalentemente Iperattivo impulsivo (ADHD-HI) -ADHD tipo Combinato (A1+A2) (ADHD-C) DISATTENZIONE IPERATTIVITÁ IMPULSIVITÁ ADHD sottotipo disattento: Prevale la disattenzione IPERATTIVITÁ IMPULSIVITÁDISATTENZIONE ADHD sottotipo iperattivo/impulsivo: Prevalgono impulsività/iperattività ADHD sottotipo combinato: Coesistono i tre sintomi principali DISATTENZIONE IPERATTIVITÁ IMPULSIVITÁ Il DSM-IV-TR (Diagnostic and Statistical Manual Of Mental Disorders, APA, 2000) descrive l’ADHD delineando i sintomi di disattenzione e iperattività/impulsività e i criteri necessari alla diagnosi: un bambino deve presentare almeno 6 sintomi tra quelli descritti relativi alla disattenzione e/o all’iperattività/impulsività, per un minimo di sei mesi e in almeno due contesti di vita; inoltre, è necessario che tali manifestazioni siano presenti prima dei 7 anni di età e soprattutto che compromettano in maniera significativa il rendimento scolasticoe/o sociale dell’individuo. Esordio prima dei 7 anni (12 nel DSM-5) di età: Disturbo presente in almeno 2 situazioni (scuola, casa, lavoro, gioco,etc.)
  • 5. 28/05/2015 5 Condizioni di aggravamento (presenza di familiari con ADHD, con aumento del peso della genetica e del modeling; struttura familiare disorganizzata; stile educativo punitivo). Fattori di miglioramento (stile educativo funzionale, riconoscimento del disturbo e delle difficoltà correlate, collaborazione con la scuola ed i servizi) ma anche… I fattori ambientali possono essere: I SINTOMI CARDINE DEL DISTURBO: - disattenzione – impulsività - iperattività devono essere presenti in almeno 2 CONTESTI (casa, scuola, ambienti di gioco), nella gran parte delle situazioni QUOTIDIANE (lezione, compiti a casa, a tavola, con i genitori e i coetanei, ecc.) e COSTITUISCONO LA CARATTERISTICA COSTANTE DEL BAMBINO. Sono causati da difficoltà oggettive dell’autocontrollo e nella capacità di pianificazione. La diagnosi è sempre clinica e si basa su:  osservazione clinica;  raccolta di informazioni fornite da fonti multiple diversificate quali genitori, insegnanti, educatori;  somministrazione di test neuropsicologici. - COLLOQUIOANAMNESTICO E/O QUESTIONARI - VALUTAZIONE NEUROPSICOLOGICAe COGNITIVA - OSSERVAZIONEe COLLOQUIOCLINICO - CONSIDERAZIONEdi eventualiCOMORBILITÁ - EVENTUALEAPPROFONDIMENTO NEUROPSICHIATRICO IMPORTANTE La diagnosi rimane clinica, ma descrive il disturbo, non il bambino, che non può essere definito unicamente dall’applicazione di una o più etichette diagnostiche (“É un iperattivo, un ADHD”)
  • 6. 28/05/2015 6 • In situazioni non strutturate • Durante attività ripetitive • In situazioni noiose • In presenza di molte distrazioni • Con sorveglianza minima • Quando si richiede attenzione sostenutao sforzo mentale • Durante attività al proprio ritmo • In situazioni altamente strutturate • In situazioni nuove • Quando il bambino è impegnato in attività interessanti • Quando il bambino viene seguitoindividualmente • In un contesto controllato e sorvegliato • Quando vengono elargite frequenti ricompense L’ADHD peggiora particolarmente L’ADHD può non essere facilmente distinguibile ADHD 40% Disturbo oppositivo-provocatorio (DOP) 14% Disturbo della condotta 34% Disturbi d’ansia 11% Tic 4% Umore 42% DSA É un disturbo neurobiologico, dovuto alla disfunzione di alcune aree e di alcuni circuiti del cervello ed allo squilibrio di alcuni neurotrasmettitori (come noradrenalina e dopamina), responsabili del controllo di attività cerebrali come l’attenzione e il movimento. L’ADHD è un disturbo ad eziologia multifattoriale e i fattori responsabili della sua manifestazione sono diversi: • A causa di questa eterogeneità, nessun singolo fattore può essere considerato la causa, e quindi non esiste tuttora un marker biologico e un test psicologico che può conferire validità alla descrizione comportamentale del bambino affetto daADHD UN'IPOTESICONDIVISA: Complessa combinazione di fattori biologici, genetici e comportamentali (Spencer, 2002), che possono agire sia individualmente che di concerto, manifestandosi come una alterazione nell’elaborazione delle risposte agli stimoli ambientali • Studi di Brain Imaging evidenziano come, nei bambini con ADHD, il SNC maturi in modo normale, ma con un ritardo medio di 3 anni. Tale ritardo è più pronunciato nelle regioni deputate a funzioni complesse come la riflessività, l’attenzione, la pianificazione, il movimento, l’espressione emotiva. • Nello strato più esterno della corteccia si evidenzia un ritardomaturativo globale (Shaw 2007, 2012)
  • 7. 28/05/2015 7 Esempio: PET che evidenzia l'attivazione di reti neuronali diverse Stroop task negli adulti con ADHD Bush et al. - 1999 Society of Biological Psychiatry Studi sul modo con cui il cervello utilizza la dopamina e la noradrenalina, neurotrasmettitori che trasportano i segnali chimici da una cellula nervosa a un’altra. Aree del cervello e neurotrasmettitori coinvolti: •Studi familiari -Alta prevalenza di ADHD e di altri disturbi mentali nei parenti dei pazienti •Studi sulle adozioni - Maggiore prevalenza diADHD nei genitori biologici rispetto ai genitori adottivi •Studi su gemelli -Concordanza dei sintomi ADHD: MZ > DZ -Coefficienti di ereditarietà: 0,65-0,91 Bambini ADHD con un particolare versione di un gene presentano uno strato tissutale cerebrale più sottile nelle aree cerebrali deputate ai network attentivi. La differenza tra soggetto normali e ADHD NON è permanente, e con lo sviluppo, viene raggiunto un normale spessore. I sintomiADHD migliorano. (Shaw 2007) modulano l’effetto dei fattori biologici • Instabilità familiare,Conflitto genitoriale • Disturbi psicologici dei genitori, Basso Status SE • Ridotta / inadeguata competenza dei genitori • Rapporto negativo bambino-genitori • Rapporto negativo bambino/famiglia-scuola • Esposizione a stress/traumi/istituzionalizzazione
  • 8. 28/05/2015 8 Quanti bambini ci sono con ADHD ? • Secondo alcune ricerche la frequenza del disturbo è tra il 3-5% della popolazione infantile, anche se questi valori possono variare molto da Paese a Paese (3% Italia, 1% della popolazione scolastica secondo fonti I.S.S. 2010, 5 % USA). • E più frequente nei maschi che nelle femmine con un rapporto di 3:1. • L'età di insorgenza è molto precoce. Solitamente si fa diagnosi dai 7 anni in poi, ma si possono avere evidenze della presenza del disturbo già dai 3 anni 0 10 20 30 40 50 60 70 80 90 100 Femmine con ADHD (n=140) Maschi con ADHD (n=140) Percentualele Combinato Iperattivo/impulsivo Inattentivo • I primi sintomi di iperattivitàsi manifestano a tre anni • Le difficoltà aumentano con l’ingresso a scuola per l’aumento delle richiestecognitive e comportamentali • Momenti importanti sono quelli diTRANSIZIONE • Verso i 10 anni l’iperattività tende a diminuire, ma persiste il deficit attentivo • Con il passare del tempo e le esperienze possono sopraggiungere problemi di autostima, di costruzione dell'identità personale, del tono dell'umore,etc. • In età adolescenziale e adulta possono rimanere difficoltà sociali e professionali dovute all’impulsività e alle scarse abilità attentive, organizzative e di pianificazione L'ADHD non “passa” con la crescita ma ci sono alcuni indici che aiutano a predire gli esiti futuri:  assenza di comorbidità  ambiente familiare e scolastico favorevole  atteggiamento degli adulti di riferimento (modellamento)  abilità cognitive di base  interventi psico-educativi effettuati  eventuale intervento farmacologico INTERVENTO MULTIFOCALE
  • 9. 28/05/2015 9 La scuola Circolare Miur ADHD (15/06/2010, prot. 4089) FINALITÁ: Fornire indicazioni e accorgimenti didattici volti ad agevolare il percorso scolastico di detti alunni alla luce del documento sottoscritto da Airipa, Sinpia, Aidai, Aifa e pubblicato sul sito dell’Istituto Superiore di Sanità Punto 1: descrizione degli alunni conADHD Difficoltà in: - resistere ad elementi distraenti presenti nell'ambiente o a pensieri divaganti - regolare il comportamento che si caratterizza per irrequietezza motoria - controllare, inibire o differire risposte o comportamenti - autoregolare le emozioni - gestire il livello di motivazione ETC Circolare Miur ADHD (15/06/2010, prot.4089) DISATTENZIONE IPERATTIVITÁ IMPULSIVITÁ SINTOMISECONDARI (autoregolazione emotiva, motivazione....) Punto 2: Protocollo operativo Opportuno e utile che: 1. il Dirigente Scolastico venga contattato dalla famiglia che presenta l’evidenza della problematica del proprio figlio/a. Tutta la documentazione dovrebbe essere inserita nel protocollo riservato; 2. il Dirigente Scolastico allerti i docenti prevalenti o i coordinatori di classe in merito all’evidenza del caso; 3. Tutti i docenti della classe in cui è presente un alunno con ADHD dovrebbero prendere visione della documentazione clinica dell’alunno rilasciata da un servizio specialistico (caratteristiche del Disturbo, diagnosi e indicazioni di trattamento, suggerimenti psico- educativi); Circolare Miur ADHD (15/06/2010, prot.4089) Punto 2: Protocollo operativo Opportuno e utile che: 4. gli insegnanti tengano contatti con i genitori del bambino e con gli specialisti che lo seguono, per un opportuno scambio di informazioni e per una gestione condivisa di progetti educativi appositamente studiati; 5. I docenti, di concerto con gli operatori clinici che gestiscono la diagnosi e cura dell’alunno, dovrebbero a questo punto definire le strategie metodologico-didattiche per favorire un migliore adattamento scolastico e sviluppo emotivo e comportamentale. 6. Si raccomanda che ciascun insegnante che opera con il bambino abbia cura di attenersi all’utilizzo di tecniche educative e didattiche di documentata efficacia nell'ambito dei disturbi da deficit dell'attenzione e iperattività (vedi link allegati) Circolare Miur ADHD (15/06/2010, prot.4089) Alcune tecniche educative contenute nel documento: - prevedere l’utilizzo di tecniche educative di documentata efficacia (es. aiuti visivi, introduzione di routine, tempi di lavoro brevi o con piccole pause, gratificazioni immediate, procedure di controllo degli antecedenti e conseguenti); - poche e chiare regole di comportamento; - Organizzare prove scritte suddivise in più parti e invitare lo studente ad effettuare un accurato controllodel proprio compito prima di consegnarlo. - Comunicare chiaramente i tempi necessari per l’esecuzione del compito (tenendo conto che l’alunno con ADHD può necessitare di tempi maggiori rispetto alla classe o viceversa può avere l'attitudinedi affrettare eccessivamente la conclusione) - Valutare gli elaborati scritti in base al contenuto, senza considerare esclusivamente gli errori di distrazione, valorizzando il prodotto e l’impegno piuttosto che la forma. - Evitare di comminare punizioni mediante: un aumento dei compiti per casa, una riduzione dei tempi di ricreazione e gioco, l'eliminazione dell'attività motoria, la negazione di ricoprire incarichi collettivi nella scuola, l'esclusione dalla partecipazione alle gite. Circolare Miur ADHD (15/06/2010, prot.4089) Circolare Miur ADHD (15/06/2010, prot.4089) INFINE: É auspicabile che i docenti considerino i fattori presenti nella diagnosi ADHD prima di procedere alla valutazione dell’alunno/a. Si sottolinea l'importanza e delicatezza della valutazione periodica del comportamento dell'alunno (voto di condotta). Occorre infatti tenere conto del fatto che il comportamento di un alunno con ADHD è condizionato fortemente dalla presenza dei sintomi del disturbo. Sarebbe pertanto auspicabile che la valutazione delle sue azioni fosse fatta evitando di attribuire valutazioni negative per comportamenti che sono attribuibili a fattori di tipo neurobiologico. Testi utili e scaricabili gratuitamente: (Es. www.aidaiassociazione.com/documents/Training_per_Insegnanti.pdf )
  • 10. 28/05/2015 10 La scuola Circolareministeriale “Strumenti di intervento per alunni con Bisogni Educativi Speciali (27/12/12)“ FINALITÁ: La legge 170/2010 rappresenta un punto di svolta poiché apre un diverso canale di cura educativa, concretizzando i principi di personalizzazione dei percorsi di studio enunciati nella legge 53/2003, nella prospettiva della “presa in carico” dell’alunno con BES da parte di ciascun docente curricolare e di tutto il team di docenti coinvolto. “Circolaredei BES (27/12/12)” IN PARTICOLARE: “...vi sono moltissimi ragazzi con ADHD che, in ragione della minor gravità del disturbo, non ottengono la certificazione di disabilità, ma hanno pari diritto a veder tutelato il loro successo formativo. Vi è quindi la necessità di estendere a tutti gli alunni con bisogni educativi speciali le misure previste dalla Legge 170 per alunni e studenti con disturbi specifici di apprendimento” Strumenti compensativi, dispensativi e PDP