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Il "Data divide". Criticità e prospettive dell'Open Data nella PA italiana

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Il "Data divide". Criticità e prospettive dell'Open Data nella PA italiana

La crescente diffusione di iniziative Open Data della pubblica Amministrazione locale (offerta) trova ancora una limitata domanda da parte dei potenziali utilizzatori (imprese e sviluppatori). La presentazione cerca di delineare una mappatura delle progettualità esistenti e nello stesso tempo di evidenziare quelle che sembrano le principali criticità emerse nello sviluppo di queste iniziative. Se, da un lato è auspicabile una progressiva "apertura" della PA grazie a dati e informazioni liberamente disponibili, dall'altro è necessario non ricoprire tali attività di proprietà taumaturgiche; impatti, regole e standard sono, infatti, ancora lungi dall'essersi consolidati. Le principali problematiche nelle PA riguardano aspetti organizzativi e gestionali per raggiungere "l'obiettivo dato" pubblico aperto, tenendo ben presente che tali progetti sono solo una parte, un "di cui", di una ben più ampia strategia di Open Government.

La crescente diffusione di iniziative Open Data della pubblica Amministrazione locale (offerta) trova ancora una limitata domanda da parte dei potenziali utilizzatori (imprese e sviluppatori). La presentazione cerca di delineare una mappatura delle progettualità esistenti e nello stesso tempo di evidenziare quelle che sembrano le principali criticità emerse nello sviluppo di queste iniziative. Se, da un lato è auspicabile una progressiva "apertura" della PA grazie a dati e informazioni liberamente disponibili, dall'altro è necessario non ricoprire tali attività di proprietà taumaturgiche; impatti, regole e standard sono, infatti, ancora lungi dall'essersi consolidati. Le principali problematiche nelle PA riguardano aspetti organizzativi e gestionali per raggiungere "l'obiettivo dato" pubblico aperto, tenendo ben presente che tali progetti sono solo una parte, un "di cui", di una ben più ampia strategia di Open Government.

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Il "Data divide". Criticità e prospettive dell'Open Data nella PA italiana

  1. 1. Il “Data divide” Criticità e prospettive dell’Open Data nella Pubblica Amministrazione Luci e ombre di un paradigma ormai maturo Ugo Bonelli
  2. 2. Agenda • Un po' di storia (Open Government e Open Government Data) • Come, quando e perché adottare una strategia “Open” – Tecnologie – Organizzazione – Norme • Costi/Benefici del modello OD (Economics) • A che punto siamo: Italia ed Europa • Criticità e prospettive: i falsi miti da sfatare 2
  3. 3. Il concetto di Open Government e diritto all’informazione Il pensiero di Kant rappresenta un’anticipazione di ciò che accadrà secoli dopo: “L'evoluzione del diritto all'informazione, nelle tre accezioni del diritto di informare, di informarsi e di essere informati, è pre-condizione dell'emergere di nuovi diritti di cittadinanza, intesi quale partecipazione consapevole e informata al processo decisionale pubblico” ora…. Cittadinanza digitale 3
  4. 4. L’illuminismo e l’Open Government Durante l’Illuminismo nasce il dibattito pubblico, di pensiero e politico per il diritto all’informazione Diritto ad informare Diritto ad essere informati Diritto ad informarsi 4
  5. 5. Open Government e Open Government Data Dall’eGovernment all’Open Government Progetti spontanei “dal basso” • Comunità online (freenet,reti civiche) – condivisione di informazioni, comunicazione orizzontale Amministrazione digitale (eGovernment) • Integrazione dei servizi disponibili attraverso il web • Strumento utile per la riduzione dei costi Open Government • Accesso aperto all’informazione • Interazione cittadini/amministrazioni (Web 2.0, Wiki, Crowdsourcing, User Generated Content, ecc.) 5
  6. 6. L’Open Government “La mia amministrazione si impegna a dare vita a un grado di apertura (openness) nel governo senza precedenti. Lavoreremo assieme per assicurare la fiducia pubblica e per stabilire un sistema basato sulla trasparenza, sulla partecipazione pubblica e sulla collaborazione. L'apertura rafforzerà la nostra democrazia e promuoverà l'efficienza e l'efficacia dell'amministrazione” B. Obama, Memorandum for the Heads of Executive Departments and Agencies on Transparency and Open Government, 2009. http://www.whitehouse.gov/sites/default/files/omb/assets/memoranda_2010/m10-06.pdf 6
  7. 7. Open Government: il modello “aperto” L’Open Government è un modello di Amministrazione “aperto” su più dimensioni: 1. I cittadini hanno diritto di accesso a: – Documenti – Dati – Procedimenti amministrativi – Indicatori qualitativi e quantitativi di performance della PA – Servizi aggiuntivi e tradizionali 2. I cittadini partecipano e collaborano attivamente alla “cosa pubblica” – Segnalazioni attive (crowdsourcing) – Sussidiarietà orizzontale – Produttori e consumatori di servizi 3. Siamo in presenza di Pubbliche Amministrazioni interconnesse e interoperabili 7
  8. 8. L’Open Government: le sue declinazioni L’Open Government si traduce in tre distinte, ma interconnesse, declinazioni: Innovazione organizzativa Innovazione tecnologica Innovazione Istituzionale 8
  9. 9. Le innovazioni dell’Open Government • Innovazione organizzativa – Empowerment degli utenti - nuovi servizi disegnati attorno alle esigenze di cittadini e imprese – Misurazione, valutazione e merito – Trasparenza • Statica • Dinamica • Innovazione Istituzionale – Nuovo “perimetro” e snellimento della PA a fronte di risorse scarse – Sussidiarietà verticale e federalismo (comunità ed enti locali – Sussidiarietà orizzontale (cittadini) • Innovazione Tecnologica – PA 2.0 e partecipazione (crowdsourcing) – Government Cloud (G-Cloud) – Open Data (Trasparenza, interoperabilità) 9
  10. 10. L’Open Government non è un’etichetta!! 10
  11. 11. L’Open Government è…cambiamento culturale Nuovo modello organizzativo e culturale per la gestione della cosa pubblica che nasce da: • Strumenti web 2.0 - “Discontinuità” con il modello operativo precedente • Fallimento sostanziale delle politiche di eGovernment (v. dati su Digital Agenda scoreboard) • Dalla “conoscenza” come bene comune • Dall’ “intelligenza collettiva della società • Dalla nuove forme di cittadinanza “digitale” • Crisi di fiducia nella Democrazia e negli attori politici • Processi amministrativi riorganizzati • Approccio collaborativo e partecipativo • Attenzione e ascolto dei bisogni del cittadino/utente 11
  12. 12. L’Open Gov e gli Open Data (definizione) “Con Dati aperti, comunemente chiamati con il termine inglese Open Data anche nel contesto italiano, si fa riferimento ad una filosofia, che è al tempo stesso una pratica. Essa implica che alcune tipologie di dati siano liberamente accessibili a tutti, senza restrizioni di copyright, brevetti o altre forme di controllo che ne limitino la riproduzione. L'open data si richiama alla più ampia disciplina dell’Open Government, cioè una dottrina che prevede l’apertura della Pubblica amministrazione,…” Fonte: http://it.wikipedia.org/wiki/Open_data 12
  13. 13. Open Government Data – Cosa sono? Fonte: Open Data Manual, http://opendatamanual.org/ In Europa agli Open Gov Data si associa la PSI (Public Sector Information) 13
  14. 14. Open Data: attori e obiettivi Nuovi modelli di business Trasparenza e e nuovi mercati partecipazione per Imprese nell’economia i cittadini immateriale Consente Cittadini all’Amministrazione di fare di più con Amministrazioni meno 14
  15. 15. l’Ecosistema del paradigma OD ……. 15
  16. 16. Open Data – I principi 1/2 • deve essere possibile esportarli, utilizzarli online e 1.Completi offline, integrarli e aggregarli con altre risorse e diffonderli in Rete. • deve essere possibile esportarli, utilizzarli online e 2. Primari offline, integrarli e aggregarli con altre risorse e diffonderli in Rete • I dati dati sono resi disponibili tempestivamente così che ne sia 3. Tempestivi preservato il valore • Fruibili e utilizzabili attraverso i protocolli internet, senza alcuna 4. Accessibili sottoscrizione di contratto, pagamento, registrazione o richiesta ufficiale • leggibili da computer per garantire agli utenti la piena libertà di 5. Leggibili accesso e soprattutto di utilizzo e integrazione dei contenuti digitali (machine-readable) , 16
  17. 17. Open Data – I principi 2/2 • utilizzabili attraverso programmi, applicazioni e 6. Non proprietari interfacce non proprietarie. I dati devono essere pubblicati e riusabili in formati non proprietari • Ai dati pubblicati in Rete in versione “open” non possono sottendere copyright o diritti intellettuali, né 7. Liberi da licenze tantomeno brevetti che possano limitarne l’accesso e soprattutto l’utilizzo e il riuso degli utenti. • gli utenti devono essere messi in condizione di 8. Riutilizzabili riutilizzare e integrare i dati, fino a creare nuove risorse, applicazioni, e nuovi servizi • Deve essere possibile ricercare con facilità e immediatezza dati e informazioni di proprio 9. Ricercabili interesse, mediante strumenti di ricerca ad hoc , come database, cataloghi e search engine • le peculiarità fino ad ora descritte devono 10. Permanenti caratterizzare i dati nel corso del loro intero ciclo di vita 17
  18. 18. Le norme • Legge 241/1990 – Obbligo di motivazione e diritto di accesso agli atti • D. Lgs. 82/2005 - Cod. Amministrazione Digitale art. 2 comma1 e art. 50 sulla Disponibilità dei dati • Direttiva Europea sul riutilizzo dell’Informazione Pubblica (Dir. 2003/98/CE) recepita con D. Lgs. 36/2006 (in corso il processo di revisione per il 2012) • Nuovo CAD (D. Lgs. 235/2010), agli art. 52 (accesso telematico ai dati e documenti delle pubbliche amministrazioni), art. 58 (Modalità della fruibilità del dato) e 68 (formati) • D. Lgs 150/2009, art. 11 Trasparenza (accessibilità totale ai dati e informazioni delle Amministrazioni) • Delibera n.105/2010 della Civit (Comm. Indipe. per la Valutazione e Trasparenza della PA) • D.Lgs. 32/2010 (recepisce la Direttiva UE INSPIRE) sulle informazioni territoriali • Linee guida sui siti web delle PA anno 2011 (cap.5) le caratteristiche dei dati aperti ….e ultima arrivata… • Delibera 2/2012 CIVIT Linee guida per la predisposizione del programma triennale per la Trasparenza e Integrità (par. 8, pag. 15, fruibilità dati su dati.gov.it) 18
  19. 19. La Value chain del riuso degli Open data Dato “grezzo” (Raw data) – Nessun valore Infrastruttura ICT Generazione del dato Aggregazione e organizzazione Data as a Service Elaborazione e pubblicazione Commercializzazione e delivery Prodotto/servizio finale - Alto valore aggiunto 19
  20. 20. Quali dati? • Bilanci delle Amministrazioni pubbliche • Dati ambientali • Dati sanitari • Dati sui trasporti pubblici • Dati catastali e mercato immobiliare • Dati territoriali sulle attività economiche e sulle imprese • Dati su criminalità • Dati di spesa delle Amministrazioni (www.openspending.org) • Dati su dichiarazione dei redditi • Dati su ricettività alberghiera Con priorità ai dati georeferenziati e aggiornati! 20
  21. 21. Il potenziale “economico” del paradigma Open Data “Web entrepreneurs assemble and sell content and applications and advertising, based on data. With those efforts they make our lives more convenient and they keep authorities accountable” Neelie Kroes (Open Data strategy launch,12thdec2011) 21
  22. 22. Dimensione economica degli Open Data I dati e informazioni digitali presentano le seguenti caratterizzazioni economiche: 1. Sono “privi di rivalità” - il dato è un “bene pubblico”, Il consumo (riutilizzo!) dei dati pubblici non sottrae la possibilità ad altri (utenti, imprese, PA) di rielaborare/riutilizzare lo stesso dato 2. Presentano bassi “costi di distribuzione” 3. Presentano importanti “esternalità di rete” 4. Bassi “costi di transazione” per l’accesso 22
  23. 23. Perché adottare il paradigma Open data Un dato aperto può essere valorizzato creando applicazioni e mashup che ne consentano la sua visualizzazione, rielaborazione e “fusione” con altri dati con ricadute su: • Pubblica Amministrazione e cittadini – Trasparenza (es. responsabilità amministratori, monitoraggio e controllo appalti pub.) – Partecipazione (cittadini coinvolti nei processi decisionali) – Collaborazione (adozione di strumenti 2.0 e co-progettazione dei servizi) • Sviluppo economico e impatto sul territorio – Valutazione di impatto delle politiche pubbliche di spesa (es. www.openspending.org) – Vantaggio competitivo per gli “ecosistemi territoriali” (Distretti industriali e digitali) – Disponibilità delle informazioni per le decisioni di investimento – Conoscenza “collettiva” derivante dalla combinazione di diverse fonti di dati 23
  24. 24. Perché? Il Valore economico del dato pubblico Dato come “materia vantaggio competitivo prima” per nuove attività per i territori perché economiche e migliorare mette in evidenza i loro la governance pubblica asset Informazione pubblica come valore “economico” contributo attivo della Trasparenza, efficienza, e P.A. al sistema, un collaborazione tra supporto alla pubblico e privato competitività 24
  25. 25. Perché? – Nuovi servizi I dati sono materia prima per il successivo riuso (riutilizzo) per realizzare attraverso mashup nuovi servizi e conoscenza condivisa 25
  26. 26. Come? Il Vademecum sugli Open Data.. Fonte: http://www.dati.gov.it/sites/default/files/VademecumOpenData.pdf http://www.scribd.com/doc/55159307/Come-Si-Fa-Opendata-Ver-2 26
  27. 27. Come? Il percorso strutturato in sintesi.. • Censimento dataset disponibili su 1 banche dati • Identificazione, estrazione e ripulitura 2 dataset (datawarehouse) Aggiornamento dei dati Governance di progetto • Adozione Licenza (es. IODL 2.0, CC) 3 • Definizione e conversione formato 4 • Pubblicazioni e diffusione dati 5 27
  28. 28. Le licenze – La IODL (Italian Open Data License) 2.0 La licenza da attribuire ai dati pubblicati deve essere “open” per rispettare il paradigma Open data. Si raccomanda l’uso della IODL vers. 2.0, Italian Open Data Licence (FormezPA) http://www.dati.gov.it/iodl/2.0// Ultima arrivata 8/3/2012!!  consultare, estrarre, scaricare, copiare, pubblicare, distribuire e trasmettere le informazioni;  creare un lavoro derivato (c.d. mashup);  minori oneri per gli utenti (ai quali viene solo chiesto di citare la fonte del dato)  riutilizzo dei dati pubblici anche per finalità commerciali 28
  29. 29. Le licenze – CC e ODC  Creative Commons (CC) compatibili con la Italian Open Data License sono: – Creative Commons, Attribuzione Condividi allo stesso modo (CC-BY-SA) internazionale in versione 3.0 (CC-BY-SA - http://creativecommons.org/licenses/by- sa/3.0/legalcode/ ) – Creative Commons, Attribuzione Condividi allo stesso modo (CC-BY-SA), in versione 2.5 in italiano http://creativecommons.org/licenses/by-sa/2.5/deed.it – La licenza CC Zero (disponibile solo in lingua inglese all’indirizzo http://creativecommons.org/publicdomain/zero/1.0/deed.it che è uno strumento attraverso il quale il titolare dei diritti sui contenuti rinuncia al proprio diritto d'esclusiva • Open Data Commons (ODC), progetto di Open Knowledge Foundation – Open Database License (ODbL), in versione 1.0 o successiva (http://opendatacommons.org/licenses/odbl/). Compatibile con la IODL 29
  30. 30. I formati degli Open Data (semantic web) 30
  31. 31. Le 5 stelle dei Linked Open Data ★ Dati disponibili sul web in qualunque formato, ma con una licenza aperta ★ ★ Dati disponibili come dati strutturati machine redeable (ad esempio Excel anziché la scansione di immagini di una tabella) ★ ★ ★ Come (2) più formato non proprietario (ad esempio CSV al posto di Excel) ★ ★ ★ ★ Linked Data rendere i dati identificabili tramite URLs con utilizzo di standard aperti W3C (RDF e SPARQL) ★ ★ ★ ★ ★ Collegare i propri dati a dati di altre persone Web semantico Fonte: http://www.w3.org/DesignIssues/LinkedData.html Tim Berners-Lee (2010) 31
  32. 32. Il linked Open Data Web dei documenti Web dei dati Web semantico ovvero la possibilità di individuare in modo omogeneo gli attributi che caratterizzano una risorsa (metadati) e i valori che gli attributi possono assumere (vocabolari) quando si descrivono i contenuti. Interoperabilità dei dati 32
  33. 33. Il potenziale “economico” del paradigma Open Data • Personalizzazione e diversificazione dei servizi (mashup) • Riduzione delle “asimmetrie informative” tra i diversi attori economici e le PA • Ampliamento della concorrenza nei diversi mercati verticali (anche attraverso la riduzione delle rendite di posizione nei mercati oligopolistici) • Riduzione delle barriere all’ingresso nei mercati • Maggiore gettito fiscale attraverso la nascita di nuove imprese con impatto occupazionale (politiche economiche anticicliche) • Incrementare gli IDE (Investimenti Diretti Esteri) su ecosistemi territoriali • Effettuare “benchmark sulla trasparenza” dei bilanci e dell’attività amministrativa (accountability) • Conoscenza collettiva degli asset territoriali 33
  34. 34. Il “circolo virtuoso” bottom-up degli Open data Le PA generano dati e basi informative Domanda Investimenti Sviluppatori e Cittadini, imprese imprese e PA utilizzano utilizzano i dati servizi a valore per riusarli (es. aggiunto prodotti Apps) 34
  35. 35. Il potenziale “economico” del riuso degli Open Data Quando si associa alla possibilità di un riuso della PSI (Public Sector Information) Abbiamo l’apertura di mercati esistenti Due esempi: 1. Registro imprese - Banca dati “Sole-source” – 60 milioni di Euro/anno derivanti dal rilascio dei dati (30 da distributori) – Mercato a valle di servizi professionali che si basano sui dati imprese (750 mil. Euro) – distributori Infocamere (48) – Forti barriere all’ingresso sul mercato dei dati/informazioni su imprese e doppia tariffazione 2. Dati catastali – Geodati e dati immobiliari 35
  36. 36. Come valutare un progetto Open data E il ROI di un progetto Open Data? Non esistono metodologie, validate dalle community (OKF, OKFN Italia, ecc.), di valutazione del ROI di un progetto Open Data Analisi Costi/Benefici 36
  37. 37. Costi di un progetto Open Data I costi di un progetto Open Data sono difficilmente individuabili con precisione a causa del modello “β permanente” Ma…. 1. Costi di individuazione e raccolta dei datasets 2. Costi di estrazione e “sgrezzamento” dataset (Datawarehouse) 3. Costi di conversione formati e distribuzione datasets  Pubblicazione su piattaforma (dominio, ecc.)  Realizzazione di eventuali API per l’interscambio e aggiornamento di DB  Realizzazione del catalogo dei dati 4. Costi di governance di progetto (problemi organizzativi, gestionali e legali per l’adozione delle licenze) 37
  38. 38. Impatto diretto ed indiretto sulle PA Nel quadro del processo di revisione della direttiva europea sul riutilizzo dell’Informazione Pubblica (Dir. 2003/98/CE) è stato commissionato uno studio che stima: • Assumendo una crescita Benefici del mercato della PSI del 32 ml. € nel 7% annuo (vendita o 2010 diretti gratuità) • Produttività  -20% costi della PA Benefici • Riduzione costi delle PA  per i cittadini un indiretti risparmio 1.4 ml.€ Fonte: G. Vickery, Review of recent studies on PSI re-use and related market developments, 2010. http://ec.europa.eu/information_society/policy/psi/docs/pdfs/report/final_version_study_psi.docx 38
  39. 39. Tariffazione Tariffazione sul mercato: – costo marginale di produzione e distribuzione 0 (data as a service) Gratuiti (proposta della Commissione UE nella revisione della Dir. 2003/98/CE) – “valore economico atteso” sul mercato a valle (disponibilità a pagare per i dati) I dati sono stati già pagati dalla collettività, no a modello del costo medio (Ag. Territorio Catasto) Evitare la doppia marginalità!! 39
  40. 40. Qualche numero sugli Open Data Studi internazionali sul valore potenziale del riuso dei dati (diretto e indiretto) • Pira: $750 bln USA contro i €68 mld. EU • MEPSIR (2006): € 27 bln EU • Risparmi su costi di gestione delle PA di oltre il 20% (in v.a. 300 mld. di € in 10 anni) Fonte: McKinsey Mercato EU su PSI (forse sovrastimati) dalla Commissione Europea pari a 140 mld. €/anno Fonte: G. Vickery, Review of recent studies on PSI re-use and related market developments, 2010. http://ec.europa.eu/information_society/policy/psi/docs/pdfs/report/final_version_study_psi.docx ✔ Appare, comunque, difficile effettuare una stima complessiva del valore 40
  41. 41. La mappa delle iniziative Open Data (Fonte: dati.gov.it) 41
  42. 42. La mappa delle Leggi regionali su Open Data Leggenda: VERDE: legge regionale approvata GIALLO: norma di principio in legge approvata ROSSO: disegno o proposta di legge in discussione Fonte: http://blog.ernestobelisario.eu/2012/03/09/mappa-delle-leggi-regionali-in-materia-di-open-data/ 42
  43. 43. European PSI Scoreboard Un tool per misurare comparativamente lo status di iniziative Open Data e del riuso delle PSI – un iniziativa di crowdsourcing basata su segnalazioni di utenti ed esperti Italia 8° posto 345 punti su 700 Fonte: http://epsiplatform.eu/content/european-psi-scoreboard 43
  44. 44. PSI scoreboard – Il grafico radar 44
  45. 45. La rete “federata” europea API http://publicdata.eu/ Entro il 2012 il portale europeo!! 45
  46. 46. Alcuni esempi… Informazioni e dati su imprese Europe's energy www.opencorporates.com http://energy.publicdata.eu/ee/vis.html 46
  47. 47. Il “Data divide” Il “Data divide” è un rischio concreto che si può articolare su più dimensioni “Data divide” “Data divide” “Data divide” culturale territoriale organizzativo/ normativo 47
  48. 48. Ricapitolando…..cosa sono gli Open Data 1. Gli Open Data sono un insieme di politiche e pratiche 2. L’Open Data è una risposta ai cambiamenti della tecnologie e della società 3. L’Open Data è ciò che gli Open Data consentono (Servizi e applicazioni) 4. L’Open Data è una filosofia e un movimento culturale 5. L’Open Data è la base per un “web collaborativo” 48
  49. 49. La domanda sorge spontanea…. Gli Open data sono la panacea di tutti i mali? NO!! 49
  50. 50. Sam il “pompiere” degli Open Data Attenzione ai facili entusiasmi!! 50
  51. 51. Criticità (1/2) • Definizione degli Standard semantici (standardizzazione/interoperabilità tecnica e giuridica) • Bilanciamento diritti che tutelano interessi in conflitto (titolarità amministrativo del dato, licenze) • Framework comune tra i diversi livelli amministrativi produttori di dati (europeo, nazionale, regionale, comunale) • Frammentazione orizzontale e verticale tra Min. ed Enti locali • Dati delle società partecipate su ambiente, trasporti, servizi pubblici locali ecc. • Assetti di governance e giuridico/amministrativi della PA “ortogonali” rispetto a politiche “open” 51
  52. 52. Criticità (2/2) • Aggiornamento dinamico dei dati • Unidirezionalità vs. Open service – Progettazione condivisa dagli utenti dei servizi • Qualità e tipologia di dati pubblicati (a chi e cosa servono?) • Riorganizzazione dei back office della PA per l’obiettivo “dato” • Una legislazione nazionale e locale di “meri principi” senza obblighi e sanzioni per le amministrazioni • Carenza di dati “aperti” catastali e delle imprese • Metodologia (Metriche/indicatori) per la valutazione di impatto economico/organizzativo • Metodo di “tariffazione” 52
  53. 53. Alcuni suggerimenti • integrare le azioni di alfabetizzazione informatica con azioni per facilitare la comprensione, la ricerca e l’uso degli open data; • crescita e formazione di figure professionali specializzate nello sviluppo di Apps • favorire e sostenere lo sviluppo del ”data journalism” • aumentare la consapevolezza nei cittadini e nei potenziali utenti (altre PA e imprese) dei benefici del paradigma OD • Uscire dalla logica dei “distributori” dei dati • Nuova governance per rilanciare le pratiche di riuso e per mettere i progetti regionali a sistema • L’indicazione europea di una licenza comune standard compatibile con le esistenti nazionali (CC BY, IODL 2.0, ecc.) • promuovere iniziative per l’utilizzo dei Dati aperti (es. contest www.appsforitaly.org Torino Open Data contest http://biennaledemocrazia.it/opendata/) 53
  54. 54. Gli Open Data sono conoscenza condivisa e aperta “Chi riceve un’idea da me, ricava conoscenza senza diminuire la mia; come chi accende la sua candela con la mia, ha luce senza lasciarmi al buio” Cit. Thomas Jefferson in una lettera a Isaac MacPherson nel 1813 Ma soprattutto I dati sono la base di analisi per qualunque politica (industriale, economica, sociale, ecc.) non le parole 54
  55. 55. Grazie per l’attenzione Ugo Bonelli u.bonelli@fastwebnet.it 55

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