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Il conflitto (con esercizi)

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Publicado en: Educación
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Il conflitto (con esercizi)

  1. 1. Il conflitto Veronica VerlicchiDigital Media Strategiswww.veronicaverlicchi.it
  2. 2. Il conflittoE’ normale che anche persone molto simili, chevanno spesso d’accordo, prima o poi vivanosituazioni in cui le loro intenzioni, desideri,esigenze o opinioni non collimano.Si parla di conflitto per indicare una divergenzanella quale ciascuno degli attori vuole imporre ilproprio punto di vista senza fare concessioniallaltro.
  3. 3. Atteggiamenti non corretti per gestire il conflittoCancellazione . Quando non si menziona affattoche esista un problema.Distorsione . Non ritenersi responsabili delproblema, perché lo si attribuisce a causeesterne.Generalizzazione . Dire allinterlocutore frasi deltipo “Sei SEMPRE il solito…” “Tu non vieni MAI”ecc… generalizzando comportamenti che magarilaltro non sempre manifesta.
  4. 4. Distrazione . Iniziare una accessa discussione,ubriacarsi, guardare troppa TVfuggire ecc…sono tutti esempi di questa strategia.Finzione . Fingere sentimenti che non si provanoper evitare di avvertire quelli che si sentonoveramente (la rabbia ad es. è un emozione chespesso sostituisce il dolore).Negazione . Non sentire nulla e non sapere nullaa proposito di ciò che comunica linterlocutore.Atteggiamento spesso accompagnato dallalcool.
  5. 5. Distanziamento . Prendere le distanze dalproblema, essere mentalmente “altroveActing out . Lacting out consiste nel rompereoggetti, percuotere qualcuno, correre via oaddirittura compiere azioni per le quali cipossono essere sanzioni penali.
  6. 6. Come risolvere un conflitto Affrontare e gestire efficacemente un conflitto implica grandi capacità dascolto , apertura , flessibilità , creatività e maturità emotiva
  7. 7. Atteggiamenti positivi per risolvere il conflittoDistaccarsi emotivamente dalla spiralenegativa di attacchi e contro-attacchi di cuiun conflitto e spesso costituito . Perraggiungere questo obiettivo, si può ricorrere adun piccolo “trucco”: semplicemente, respiraremolto lentamente e profondamente. Cercare divedere la scena del conflitto da lontano, come sefossimo in cima ad una montagna o su di unbalcone. Questo ci permette di non rimanere“intrappolati” nel circolo vizioso comunicativo chespesso i conflitti comportano.
  8. 8. Rimanere focalizzati sui nostri veri obiettivinel breve e lungo periodo . Spesso nei conflittisi perde di mira il problema vero, e si divaga inuna spirale senza fine di recriminazionireciproche particolarmente distruttive. E beneinvece rimanere focalizzati sul problema checausa il conflitto e lavorare insieme alla suasoluzione
  9. 9. Immaginare il proprio interlocutore coinvoltonel conflitto come un potenziale alleato. Inquesti casi è inutile visualizzare una situazionedel genere: noi ed il nostro collega ci troviamo sudi unisola deserta e dobbiamo cooperare percontinuare a sopravvivere.
  10. 10. Ascoltare il nostro interlocutore esottolineare tutto ciò con cui siamodaccordo. Questo permette di individuare dellearee di comune interesse tra noi ed il nostrointerlocutore e contribuisce a migliorare la qualitàdella conversazione, oltre che facilitare larisoluzione del conflitto.
  11. 11. Riconoscere i propri errori e scusarsene. Ciòstimolerà laltro a fare altrettanto. Evitare didifendere errori passati, potrà permettere alleparti coinvolte di vedere la loro situazione danuovi punti di vista.
  12. 12. Riassumere i pensieri, sentimenti e punti divista dellinterlocutore, prima di esprimere inostri. Questo permette allaltro di sentirsiascoltato per davvero, ed aumenta di molto laprobabilità che anche noi siamo ascoltati.
  13. 13. Concentrarsi su obiettivi positivi per ilpresente ed il futuro , invece di colpevolizzarelaltro per errori passati. Una corretta gestionedel conflitto mira a creare migliori condizioni per ilpresente ed il futuro, non a rimproverare,rimpiangere o lamentarsi per ciò che è passato.
  14. 14. Formulare delle richieste specifiche , inveceche criticare linterlocutore o affibbiargli etichettenegative del tipo “Sei un irresponsabile”, “Sei undisonesto ” ecc… Suggerire esattamente allaltroche azioni concrete vogliamo che intraprenda,invece che criticarlo negativamente.
  15. 15. Cooperare e non competereconcepiamo il conflitto come un “sfida” tra duecontendenti, che porta alla vittoria delluno e allasconfitta dellaltro.
  16. 16. Visione a tunnel:ci si concentra solo sul proprio punto di vista e siè assolutamente incapaci di vedere le cose dalpunto di vista altrui.
  17. 17. Cooperiamo!La cooperazione è il motore dello sviluppo, è ciòche rende possibile che lesigenze di tuttivengano tenute in considerazione e venganosoddisfatte.
  18. 18. Ogni volta che entriamo in disaccordo con gli altrinon chiediamoci: chi ha ragione? ma: comepossiamo trovare una soluzione che possasoddisfare entrambi?quale soluzione risulta vincente per entrambi?
  19. 19. Thomas GordonIl vero problema, secondo Gordon, non è tantolesistenza dei conflitti in sé, quanto il numero diconflitti non risolti ed i metodi impiegati perrisolverli.I conflitti rappresentano infatti una componente deltutto normale o “fisiologica” di tutte le relazioni, anchedelle migliori.I problemi sorgono solo quando le persone coinvoltenel conflitto non hanno gli strumenti adeguati per farfronte ad una situazione conflittuale.
  20. 20. diffusa aspettativa irrealistica relativa allerelazioni interpersonali : che un rapporto, peressere positivo, non debba contenere traccia diconflitti. Secondo questa concezione lassenza diconflitti sarebbe una “prova” che una relazione(professionale o personale) sta funzionando.
  21. 21. il successo di una relazione non derivadallassenza di conflitti, ma dalluso di modalitàefficaci per la loroTutto dipende dalle strategie usate per la lorogestione: se si usano strategie costruttive e sicoopera per arrivare ad una soluzione condivisada entrambi o per lo meno soddisfacente, allora ilconflitto sarà stato positivo.
  22. 22. Joan Galtungogni conflitto presenta tre componenti, che vannoa costituire il cosiddetto “ABC del conflitto” , ecioè:Attitudes (A), cioè atteggiamenti;Behaviors (B), cioè comportamenti;Contradictions (C), cioè contrasti di interessi
  23. 23. Naturalmente, non è sempre detto che Adetermini B e B sua volta influenzi C, come se sitrattasse di una sequenza fissa.Può ben succedere che il problema nasca da C(contrasto di interessi), che alimenta A(atteggiamenti di ostilità) ed infine B (violenza).Oppure che parta da B (atto di violenza), cheingenera un contrasto (C), che a sua volta siripercuote su A, alimentando atteggiamenti diostilità.
  24. 24. Il metodo “Trascendent”Ovvero la trasformazione creativa dei conflitti• L empatia , per ciò che riguarda A (attitudes)• la non-violenza , per quanto riguarda B(behaviors)• la creatività , per ciò che riguarda C(contradiction)
  25. 25. Gestire efficacemente i conflittiascolto attivo , che si utilizzare per permettereallaltro di esprimere il suo disagio e pertantofavorire lattivazione di risorse adeguate persuperarlo.
  26. 26. Ciò permetterà ad entrambi gli interlocutori disentirsi veramente considerati e compresi.
  27. 27. Come si attua l’ascolto attivo?Passo #1: ascolto passivo , momento iniziale diuninterazione durante il quale si ascolta laltro insilenzio e senza interromperlo, permettendogli diesprimersi;Passo # 2: messaggi di accoglimento , siinviano allaltro messaggi sia verbali ( “ti ascolto,sto cercando di capire…” ) sia non verbali (cennidel capo, protendersi verso linterlocutore, ecc…)che comunicano un atteggiamento di ascolto;
  28. 28. Passo #3: inviti calorosi , si inviano allaltromessaggi verbali come “Dimmi, spiegami meglio…”per fargli approfondire quanto dice, senza valutarlo ogiudicarlo;Passo #4: lascolto attivo propriamente detto :lascoltatore “riflette” il contenuto espresso dallaltrorestituendoglielo con parole proprie, per verificareche abbia ben compreso. Il messaggio implicito di chipratica questa tecnica e`: “ti considero, ti comprendoe ti accetto come persona, al centro ci sei tu, io sonoqui per ascoltarti…”.
  29. 29. Esempi di ascolto attivo:-“Vediamo se ho ben capito…”-“Quindi mi stai dicendo che…”-“Secondo te, allora…”-“Dal tuo punto di vista quindi…”
  30. 30. Questa tecnica ha il merito di permettere a chiesprime un messaggio di sentirsi compreso enon giudicato.Rappresenta pertanto lantidoto perfetto allanascita e allo sviluppo di conflitti distruttivi.

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